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Bioetica: Della Vedova, Pretestuosi attacchi di Volontè, distinguere tra leggi di Cesare e leggi di Dio

In una qualunque delle democrazie avanzate dell’Occidente l’affermazione per la quale un “precetto religioso” non può divenire una “legge dello Stato” sarebbe considerata scontata e pacifica. Invece, in Italia, suscita scandalo e il Presidente della Camera, per il solo fatto di averla pronunciata, viene accusato di discriminazione anticristiana.
Il paradosso è che proprio dal mondo cristiano, a partire dalla distinzione tra quanto è dovuto a Cesare e quanto spetta invece a Dio, è stata elaborata questa barriera concettuale e culturale contro le derive teocratiche della legislazione. E alla necessità di mantenere ferma questa distinzione mi pare che il Presidente Fini abbia dato giustamente voce.
Anche sui temi eticamente sensibili, il compito della legge è di preservare la libertà dei cittadini, tutelandoli dalla violenza e dall’oppressione morale e materiale. Di tutelare la libertà religiosa, insomma, non di imporre la verità religiosa.

Roma, 18 maggio 2009


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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