Categorized | Capitale umano

17 maggio, giornata contro l’omofobia

Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, meglio nota come OMS, decise di eliminare l’omosessualità dall’elenco delle malattie psichiatriche. Il 17 maggio di ogni anno, dunque, si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia, almeno nei Paesi abbastanza liberi per poterselo permettere.

Per restare a quello che succede in Italia, ricordiamo che pochi giorni fa, il 13 maggio, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha compiuto un passo particolarmente significativo, mai osato da nessuno dei suoi predecessori: ha ricevuto ufficialmente i rappresentanti di alcune tra le più importanti associazioni omosessuali, per discutere della proposta di legge contro l’omofobia di cui è relatrice l’Onorevole Paola Concia. Un importante e promettente segno di cambiamento, sia per le istituzioni, sia per Fini, come non mancano di notare i suoi avversari, che sembrano prediligere i suoi vecchi “torti”, piuttosto che riconoscere le sue nuove “ragioni”.

Pur congratulandoci con Fini, però, non possiamo, per amore del bicchiere mezzo pieno, fingere di non vedere una realtà italiana di aggressioni fisiche e verbali, di mobbing contro le persone omosessuali, che Enrico Oliari, presidente di GayLib, definisce “di vera emergenza”. La discriminazione verso chiunque in qualche modo, anche per il solo fatto di esistere, metta in discussione i capisaldi di quella che al momento viene considerata “normalità” è purtroppo un fatto acquisito, e non sorprende praticamente nessuno; il “diverso” spaventa, mette a disagio, sconcerta chi diversità non concepisce, e si trova dunque a dover lottare per la propria esistenza più duramente degli altri.
Ovvietà da salotti televisivi, d’accordo, ma forse non tanto scontate per chi la discriminazione la subisce in ogni momento della propria vita, per chi è costretto a sentire la sua condizione, di per sé non degradante né umiliante, farsi insulto (“Frocio”! oppure “Negro”! “Ebreo!”) nei discorsi non solo dei più ignoranti fra i suoi concittadini, ma anche di insospettabili uomini di cultura e stimati professionisti, per chi si trova suo malgrado fatto oggetto di barzellette di cattivo gusto che forse chissà, sarà per mancanza di un adeguato senso dell’umorismo, ma non riesce proprio a trovare divertenti.

E, fatto ancor più grave, pur ipocritamente nascosta sotto strati di politicamente corretto, la surrettizia equazione “gay=pedofilo” pare essere ancora in auge, nel duemilanove-dopo-Cristo, in settori trasversali della società e soprattutto della politica italiana, dalla destra più retriva al cattolicesimo-PD dell’On. Paola Binetti, fino ad arrivare alle gerarchie vaticane, pronte sempre ad accusare tutto e tutti, a difendere a spada tratta embrioni e gente in coma vegetativo (praticamente solo chi non è in grado di pensare, direbbero i maligni), ma che, quando si tratta di prendere posizione contro la criminalizzazione dell’omosessualità, contro quei regimi che imprigionano, torturano, condannano a morte e impiccano persone colpevoli soltanto di amare un simile troppo simile, si esibiscono nel sempreverde ruolo di Don Abbondio, evitando di prendere una posizione chiara a favore dei deboli e contro i forti. (consigliamo, a questo proposito, la lettura di questo articolo del dicembre scorso, autore Carmelo Palma)

Già, dura la vita, per chi, volente o nolente, si trova ad essere “minoranza”. Pesante anche leggere migliaia di testi, compreso forse questo, in cui l’ultimo arrivato, spesso senza molta esperienza diretta, pretende di spiegare al mondo, manco fosse Piero Angela, cos’è, com’è, chi è, come si comporta, dove vive, cosa fa, cosa subisce, cosa pensa e cosa vuole quella strana creatura che è l’omosessuale. La realtà, neanche a dirlo, è molto più complessa, e ridurla in categorie può rivelarsi un gioco pericoloso ; la storia insegna che ritrovarsi nei lager o nei gulag perché si appartiene alla categoria sbagliata è un’eventualità molto meno remota di quel che potrebbe sembrare.

Una politica volta ad eliminare davvero le discriminazioni dovrebbe, a nostro avviso, rispedire l’idea generica di “omosessualità” nel suo bravo Iperuranio e ascoltare il buon senso prima delle ideologie. E’ quasi sempre l’ideologia che impedisce, in molti campi, di ripensare l’impianto dei diritti e dei doveri di ciascun cittadino, anche quando l’ora del cambiamento è arrivata da un bel pezzo; è quasi sempre il buon senso a suggerire di mettere da parte i diktat e lavorare concretamente perché ognuno possa esercitare il suo diritto-dovere di essere ed esprimere al meglio se stesso, senza limitare la libertà degli altri di fare altrettanto.

Solo tenendo lontana la tentazione di assecondare il senso comune, di raffazzonare la solita inapplicabile legge-manifesto superata dai tempi e dalla cultura, si riuscirà a legiferare sull’argomento in maniera coerente e funzionale non solo ad una minoranza, per quanto significativa, ma a tutta la società italiana, per una crescita in senso laico e liberale che da troppo tempo sembra non importare quasi a nessuno, e che invece è assolutamente necessaria per cercare, tutti insieme, di rendere l’Italia un posto in cui nessuno debba vergognarsi di essere se stesso.


Autore: Marianna Mascioletti

Nata a L'Aquila nel 1983. E’ stata dirigente politica dell’Associazione Luca Coscioni e tra gli ideatori del giornale e web magazine Generazione Elle. Fa cose, vede gente, cura il sito.

One Response to “17 maggio, giornata contro l’omofobia”

Trackbacks/Pingbacks

  1. […] “Il 17 maggio 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, meglio nota come OMS, decise di eliminare l’omosessualità dall’elenco delle malattie psichiatriche. Il 17 maggio di ogni anno, dunque, si celebra la giornata mondiale contro l’omofobia, almeno nei Paesi abbastanza liberi per poterselo permettere. Per restare a quello che succede in Italia, ricordiamo che pochi giorni fa, il 13 maggio, il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha compiuto un passo particolarmente significativo, mai osato da nessuno dei suoi predecessori: ha ricevuto ufficialmente i rappresentanti di alcune tra le più importanti associazioni omosessuali, per discutere della proposta di legge contro l’omofobia di cui è relatrice l’Onorevole Paola Concia. Un importante e promettente segno di cambiamento, sia per le istituzioni, sia per Fini, come non mancano di notare i suoi avversari, che sembrano prediligere i suoi vecchi “torti”, piuttosto che riconoscere le sue nuove “ragioni”” (Marianna Mascioletti, continua su Libertiamo). […]