Sulle pensioni nessuna riforma? Intanto la spesa cresce

Oggi su La Stampa, Pietro Garibaldi evidenzia sulla base dell’analisi della voce.info come la metà dell’aumento della spesa pubblica nel 2009 sia imputabile al capitolo previdenziale (10 miliardi) e come quindi, mentre il reddito del Paese scenderà del 4%, del 4% invece aumenterà la spesa per le pensioni.

È forte la denuncia nei confronti del Ministero del welfare: “Una politica immobilistica in materia previdenziale causa una redistribuzione di spesa perversa”, scrive Garibaldi, che accanto alla necessità di una riforma complessiva, evidenzia una serie di misure che potrebbero essere approvate “senza introdurre grossi scossoni”: in primo luogo legare i redditi dei pensionati all’andamento dei redditi dei lavoratori attivi (che nelle fasi recessive crescono meno dell’inflazione) e in secondo luogo accelerare la transizione al sistema a capitalizzazione, prevista dalla riforma Dini, ma non ancora completata.


One Response to “Sulle pensioni nessuna riforma? Intanto la spesa cresce”

  1. Mario Seminerio ha detto:

    E che accadrebbe alle pensioni nel caso (non improbabile né remoto) di riduzione del monte-salari, da un anno all’altro? Vista la congiuntura, ciò non è improbabile. Avremmo quindi una riduzione delle pensioni nominali, magari in un contesto di inflazione maggiore di zero? Irrealistico.
    Altra cosa che non mi è chiarissima: Garibaldi indica la riforma Dini come sistema “a capitalizzazione”, ma non lo è. E’ a contribuzione, che è cosa diversa: nel primo caso il lavoratore ha un proprio conto di investimento segregato, nel secondo caso i contributi vengono “capitalizzati” ma solo figurativamente, non come risultato dell’andamento dei mercati finanziari. Il montante contributivo si ottiene dalla capitalizzazione del 33 per cento della retribuzione lorda ad un saggio annuo pari alla media mobile quinquennale del tasso di variazione del pil nominale. Il montante contributivo è poi diviso per un coefficiente di trasformazione che riflette la durata attesa del periodo di pensionamento del pensionato (e del coniuge superstite) alle varie età.

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