Fiat: un punto di vista alternativo, ma interessante

“Pagine e pagine di quotidiani in Italia per lodare l’attivismo di Fiat, e la nuova centralità dell’Italia nell’industria dell’auto. Per un’operazione che realizza cosa, esattamente?”. Lo scrive il blog di analisi Lakeside Capital, secondo cui dall’operazione nascerà il secondo gruppo auto mondiale, “controllato da un azionista americano, con fabbriche prevalentemente all’estero, in cui Fiat avrà un ruolo marginale. Ma per l’Italia l’immagine è tutto, e indubbiamente Fiat oggi è su tutte le prime pagine per il suo attivismo.”

Altro che grande colpo di Marchionne, si legge nell’articolo: “Nel 2008 Chrysler ha provato a vendere la propria azienda a qualsiasi produttore di auto mondiale, a produttori di componenti e chiunque potesse essere interessato. Al tavolo è rimasta solo Fiat, l’ultima spiaggia; dopo due anni e mezzo di tentativi di cessione falliti.”
Secondo Lakeside Capital, la grande incognita della strategia di Fiat – come pagare tutta questa roba – può essere risolta come segue: “Fatta l’operazione con Chrysler, Fiat vuole prendersi Opel da GM, e, non contenta, pure Saab e le attività sudamericane della stessa GM. Ovviamente Fiat non può pagare, e tutto questo shopping sarà “pagato” costruendo una nuova società di cui gli Agnelli avranno circa il 10%, mentre il 30% andrà….. a GM! Il resto è lecito presumere arriverà da una quotazione del titolo della nuova società.”.
Una sorta di partita di giro, insomma, che permetta a GM di ricevere fondi ai quali, allo stato attuale, non potrebbe accedere: “In barba a qualsiasi conflitto di interessi, dunque, GM cerca di vendere Opel e Saab, sperando in generosi contributi dai governi tedeschi e svedesi in cambio di una ristrutturazione non troppo drastica dal punto di vista occupazionale, ad una società di cui sarà l’azionista di controllo.”
“In definitiva, – scrive ancora l’autore del blog – Fiat riuscirà nell’impresa di vendere Chrysler a General Motors, scaricando nella confezione pure Fiat Auto, adeguatamente impacchettata ed infiocchettata, in cambio di una partecipazione di minoranza al nuovo gruppo, beneficiando di aiuti di stato in Italia, Germania, Stati Uniti e magari Svezia. E chi può dirlo, magari pure i governi sudamericani si sentiranno in obbligo di mostrare la propria riconoscenza.”

Tesi interessante, non c’è che dire. Non abbiamo né le informazioni né le competenze per sottoscriverla o confutarla. Certamente, sia che si concordi con quanto scrive Lakeside Capital, sia che la si consideri una tesi opinabile, non si può non vedere nella vicenda Fiat-Chrysler-GM il trionfo della distorsione economica provocata dai sussidi di Stato.


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

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