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Intolleranza e miopia di quei sinistri di Arcigay

– Verrebbe da dire – senza tema di essere fraintesi – che il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso, sarà pure gay, ma è soprattutto di sinistra. Di quella sinistra un po’ intollerante e settaria, che ritiene di essere portatrice della verità in ogni sua forma e in ogni campo.Oggi, per la prima volta, il movimento gay è stato ricevuto ufficialmente dal presidente della Camera dei Deputati. La storia, il destino o, forse, solo il coraggio di chi occupa oggi l’alto scranno hanno fatto sì che a “sdoganare” istituzionalmente le istanze omosessuali sia stato quell’ex “fascista” di Gianfranco Fini.
Digerito un rospo, ad Aurelio Mancuso non è proprio riuscito di ingoiarne un altro. E ha pensato bene di escludere GayLib, l’associazione di centrodestra, dal comunicato ufficiale post-incontro, con giustificazione dal tono “Il movimento sono io”. L’Etat c’est moi.
L’identificazione del movimento gay come “costola” implicita o nascosta della sinistra, tuttavia, non regge né la prova dei fatti né quella dei numeri. E’ una visione anacronistica ed ideologica che può fare solo male alle istanze degli omosessuali.
Così facendo, Arcigay si condanna a seguire la triste vicenda dei sindacati confederali.
Cgil, Cisl e Uil hanno da sempre la pretesa di rappresentare tutti i lavoratori italiani, salvo poi scoprire che i lavoratori si sentono sempre meno rappresentati da chi sceglie l’organizzazione di categoria per finalità eminentemente politiche e non per tutelare gli interessi – appunto – dei lavoratori.
Una strategia, quella di Mancuso e di Arcigay, passatista nei fatti e, di più, persino capace di togliere il brio, l’entusiasmo e l’avanguardia a un movimento che rimane così autoreferenziale e ciondolante su se stesso, in grado – persino quando è al cospetto di una possibile vittoria – di preferire il pugno di mosche tra le mani.
In attesa di tempi migliori, Arcigay si accontenta di discettare per un’oretta o giù di lì, ai piani alti del Palazzo, di omofobia e di leggi per combatterla, senza nemmeno provare a mettere il buon Fini in imbarazzo sul nocciolo della questione: il riconoscimento a tutti i cittadini, etero e gay, degli stessi diritti e degli stessi doveri.
L’unico vero obiettivo di quello che, con sempre più presunzione, continua ad autodefinirsi “movimento”.


Autore: Daniele Priori

Nato a Marino (Rm) il 27 marzo 1982. Giornalista, è segretario politico dell’associazione GayLib. Tra i primi tesserati dei Riformatori Liberali dall’autunno 2005, è tra i soci fondatori di Libertiamo. Collabora col “Secolo d’Italia” e con riviste locali e nazionali. E’ direttore di collana presso l’editrice Anemone Purpurea di Roma per la quale ha pubblicato, insieme a Massimo Consoli, il libro “Diario di un mostro – Omaggio insolito a Dario Bellezza”

6 Responses to “Intolleranza e miopia di quei sinistri di Arcigay”

  1. Francesco Paolo ha detto:

    Verrebbe da dire: “quelle checche isteriche e comuniste di Arcigay!”

  2. Clotilde ha detto:

    Fini è un grande, comunque. E questi di sinistra ora soffrono anche di più! :-D

  3. luca cesana ha detto:

    tempo fa ho fondato un gruppo su FB dal nome “esportiamo Cgil-Cisl e Uil in Cina”; mò ci aggiungo l’Arcigay:-)

  4. klingsor ha detto:

    vi esprimete come un forzaitaliota basic. essere finocchi non vi salva mica dallo squallore.

  5. Alessandro Caforio ha detto:

    prenderemo esempio da te e dai tuoi commenti argomentati e articolati…

  6. Luca De Angelis ha detto:

    Clotilde veramente Fini è uno dei pochi politici di centrodestra apprezzato anche da noi “sinistri”, se non altro perché è l’unico esponente del PdL che non si prostri con stupore e tremore al cospetto di Berlusconi :-)
    A me personalmente non piace granché e continuo ad accogliere le sue “aperture” con grandissima circospezione. Ho buona memoria e ricordo molto bene di quando disse che secondo lui un omosessuale dichiarato non avrebbe dovuto insegnare nelle scuole…
    Quanto a te Daniele capisco la voglia di tirare acqua al tuo mulino politico :-) ma francamente non vedo in che modo Fini abbia “sdoganato” istituzionalmente le istanze omosessuali, visto che già l’ex ministro Pollastrini se ne è occupata largamente (osteggiatissima dal centrodestra e, purtroppo, anche da una parte del centrosinistra) e che addirittura la Prestigiacomo aveva parlato più volte delle coppie gay pur non facendo praticamente nulla in merito.
    Fini si è finalmente pronunciato senza se e senza ma contro l’omofobia, ben venga! In una coalizione in cui gli omosessuali vengono a più riprese dileggiati con epiteti come “froci”, “culattoni” o addirittura “pedofili” la cosa non può che farmi piacere, anche se ho paura che questi buoni propositi, a parte i riformatori liberali, non avranno grande seguito… Spero di sbagliarmi… Scusate la prolissità ma volevo dire tante cose.
    Luca

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