Fini riconosce cittadinanza a temi gay nel centrodestra – VIDEO

Impegno contro l’omofobia ma nessun riferimento alla questione delle coppie di fatto. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha ricevuto a Montecitorio i rappresentanti della associazioni nazionali del mondo gay: Arcigay, Agedo (genitori di figli omosessuali), Famiglie arcobaleno (genitori omosessuali) e Gaylib, movimento espressione del centrodestra animato tra gli altri dall’esponente di Libertiamo, Daniele Priori.
Secondo alcuni partecipanti all’incontro, Fini avrebbe sottolineato come, nel momento in cui si discute della dignità della persona umana, sia importante combattere tutte le tendenze al pregiudizio, alla discriminazione e alla violenza, e che “questo deve essere al centro dell’azione legislativa”.

Notizia tra le notizia, il riconoscimento della “piena cittadinanza” delle istanze gay nel centrodestra:  “Gianfranco Fini – ha affermato il presidente di Gaylib, Enrico Oliari – ha indicato l’importanza di considerare l’individuo nella sua identità e quindi della necessità sociale del rispetto interpersonale e della lotta all’omofobia. Lo ringrazio per averci invitato, dimostrando così che i tempi sono maturi perché le tematiche dei diritti civili delle persone omoaffettive siano argomento di discussione e di approfondimento anche nella nostra coalizione.  L’incontro di oggi ha dimostrato che esiste pluralismo nel mondo dell’associazionismo omosessuale e che le associazioni gay non sono solo di sinistra”.

“L’attenzione dimostrata dal Presidente Fini al tema dell’omofobia e della discriminazione delle persone omoaffettive – ha poi sottolineato Oliari – deve rappresentare un esempio per l’intera società italiana e per tutta la classe politica. Le aggressioni fisiche e verbali ed il mobbing sul lavoro rivolto ai gay ed alle lesbiche è ormai diventata vera emergenza in un Paese che, da questo punto di vista, fatica ad essere moderno ed europeo”.

Il presidente dell’Arcigay, Aurelio Mancuso, ha invece sottolineato che nell’incontro non si sia parlato di coppie di fatto: “Vogliamo fare un passo alla volta, vogliamo fatti concreti dopo decenni di chiacchiere. La legge contro l’omofobia riguarda i diritti dell’uomo”.
Sulle agenzie stampa, intanto, viene evidenziata la distanza che c’è tra il Fini di oggi e quello che nell’aprile del 1998 dichiarò ”un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non può fare il maestro”. Sul punto, Mancuso appare netto: “Non ci sono esponenti politici che sono immuni. Ricordo quando Prodi disse che avrebbe approvato i Pacs… Non ci sono nei fatti politici che abbiano avanzato le richieste dei gay”.

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