“Siamo in queste ore particolarmente preoccupati per Aung San Suu Kyi – dichiara Fiamma Nirenstein (Pdl), vicepresidente della commissione Esteri della Camera – la leader birmana premio Nobel, che dal 1989 è costretta agli arresti domiciliari con brevi periodi di libertà e le cui condizioni di salute sono peggiorate negli ultimi giorni”. “Il momento è prezioso – spiega la parlamentare del Pdl – perchè il prossimo 27 maggio scadranno gli arresti domiciliari e c’è il rischio che vengano rinnovati, come è già avvenuto negli ultimi due anni”.
“Alla mobilitazione per il diritto all’accesso alle cure mediche della San Suu Kyi – conclude Nirenstein – dobbiamo quindi unire un appello per la liberazione di questa donna e di tutti i prigionieri di coscienza della giunta birmana, un regime crudele e violatore di tutti i basilari diritti umani”.