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Il Pdl sia una forza flessibile e non tema il cambiamento

– Il congresso del Pdl ha sancito ufficialmente la nascita di un nuovo soggetto politico che unisce, oltre agli altri minori, due grandi partiti dalle anime e dalle storie differenti: Forza Italia e Alleanza Nazionale.
Forza Italia si è sviluppata fin dalla sua nascita come un movimento-partito di tipo “carismatico”, che ha unito la tradizione e i valori delle storiche aree politico-culturali del liberalismo, del riformismo e del cattolicesimo liberale con le sensibilità e la visione di un nuovo e moderno liberalismo popolare.
L’entrata di Forza Italia nel PPE ha rappresentato il suggello di questo percorso entusiasmante e ricco di nuove opportunità.
Alleanza Nazionale è stata il terminale di un grande e coraggioso percorso politico-culturale che, attraverso Fiuggi, ha portato nell’alveo consolidato delle grandi democrazie occidentali il Movimento Sociale Italiano e la destra nazionale.
Storie, tradizioni diverse, dunque, che però possono rappresentare un’importante opportunità di crescita e di confronto, connotati imprescindibili per affrontare le innumerevoli sfide che si presentano all’orizzonte.
Innanzitutto dobbiamo fronteggiare nel miglior modo possibile la crisi economica che sta affliggendo il nostro Paese e il mondo intero, non dimenticando i propositi e gli impegni assunti con i nostri elettori che chiedono fermamente riforme concrete e indispensabili, per il futuro del nostro sistema Paese.
Questo passaggio storico, intendo la nascita del PDL, è importante non solo per la congiuntura economica, ma anche per il rinnovamento che il nostro scacchiere politico sta vivendo con il passaggio verso un bipolarismo sempre più definito.
Il Pdl ha in sé le potenzialità per essere un progetto di grande respiro a condizione di essere realmente un partito pluralista, dove anche le posizioni minoritarie dovranno trovare voce e considerazione. Ognuno di noi, con la sua storia ed esperienza, dovrà e potrà essere parte fondamentale e fonte di una discussione proficua e costruttiva. Il dibattito interno ci permetterà di crescere, innovare e migliorare la nostra attività politica costituendo così una solida base per il futuro, senza dimenticare, però, le nostre origini storiche e culturali e rispondendo così appieno alle esigenze della società contemporanea.
Il nostro percorso  dovrà portarci  ad esempio ad essere anche autentici portavoce di tutte quelle battaglie politiche, che troppo spesso vengono lasciate in mano alla Lega Nord. Dovremo farci carico di assumere concrete iniziative politiche che evitino di lasciare  al Carroccio il ruolo di paladino di temi, che in realtà rappresentano anche l’impegno del Pdl, come la sicurezza, la meritocrazia e la equa distribuzione delle risorse fra i vari territori.
Pluralismo, confronto, democrazia e libertà: questi devono essere i cardini della nostra politica, gli elementi che ci permetteranno di mantenere viva l’attività del partito. Il Pdl, per essere fonte di idee e avere capacità di sviluppo di esse, deve essere in continuo fermento: il movimento e il dinamismo dei partecipanti saranno le caratteristiche vincenti  in un’epoca in cui la verifica dei risultati in tutti i campi, anche e soprattutto in politica, non lascia spazio a rendite di posizione.
Il Pdl dovrà avere, come base, la forza delle idee unita alla capacità di adattare rapidamente il proprio lavoro alle esigenze del momento: la flessibilità sarà un elemento sempre più determinante per far fronte alle dinamiche mutevoli del nostro tempo.
Libertiamo − credo − sarà uno strumento utile per andare nella direzione indicata. Oggi spesso sono cambiati i luoghi del confronto − e questo magazine ne è un esempio −  ma non sono cambiati, e non cambiano, lo spirito e l’impegno di quanti pensano e sperano che la politica sia una cosa seria, fatta anche di fatica vera, di rapporti autentici, senza scorciatoie mediatiche di molta apparenza e di poca sostanza.


Autore: Fabio Gava

Nato a Godega di Sant’Urbano (Treviso) il 26/10/1949, laureato in giurisprudenza e avvocato. Dopo un lungo impegno nelle file del Pli, è stato consigliere regionale di FI in Veneto dal 1995 al 2008, ricoprendo le cariche prima di Assessore al Bilancio, poi alla Sanità, ed infine alle Politiche Economiche. Dal 2008 è deputato del Pdl e membro della membro della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati.

4 Responses to “Il Pdl sia una forza flessibile e non tema il cambiamento”

  1. socialista eretico ha detto:

    a me sembra che tutti questi giri di parole siano semplicemente un volersi prendere in giro per negare quel che si vede tutti i giorni dal livello locale fino a quello nazionale : il PdL non è liberalismo, è semplicemente un’organizzazione di gestione-del-potere che ha riassunto il peggio dei difetti della vechia DC senza averne alcuno dei (pochi) pregi ed in più, come se non bastasse, ha un carattere eccessivamente leaderistico.

    poi…. sarò di parte io , che vi devo dire…

    saluti

  2. criba ha detto:

    Sto postando su vari siti dell’area pseudoliberale per cercare di portare avanti un tema per me essenziale.

    Sono un liberale e liberista convinto ma penso che purtroppo oggi nel PdL questa forza stia ormai scomparendo. Detto per inciso non penso e non ho mai pensato che Berlusconi fosse un liberale, chiunque si rifaccia alle idee di Popper o della scuola austriaca concorderà. Però c’era quantomeno un’area di FI che si rifaceva a queste idee, con tutti i limiti con cui esse potrebbero essere applicate in un paese che per sua natura tende a fregare il prossimo e a campare sul lavoro altrui.

    Vengo al punto: mi dispiace vedere come oggi la componente liberale non ci sia più. Le liste europee ne sono un esempio. Ma la cosa peggiore è che mentre anni fa tra i blog c’era fermento sul tema, oggi non c’è ne più. Tutti a sparare sull’opposizione. Ma signori, è proprio ora che siamo stramaggioranza che si dovrebbero portare avanti i temi del liberalismo, anche in polemica con le scelte nazionali. Se in passato si faceva quadrato contro il “nemico rosso” oggi non ha più senso…stiamo parlando di elezioni oltre che inutili anche già stravinte. E allora perchè giocare ancora la parte del nemico esterno per tenere buoni i fermenti interni. Da questo PdL non nascerà nulla di nuovo e soprattuto di buono, ma solo una sorta di piovra pentapartito (e quello che è accaduto nel meridione dove si sono candidati 3 voltagabbana saliti sul carro del vincente, Mastella in primis, ne è l’emblema). Un vero liberale dovrebbe avere, almeno in questo momento, il coraggio di dire no…ma forse le sue idee non valgono poi tanto.

  3. christian ha detto:

    che bella storia ,mi sono quasi commosso ed ho ripercorso passo passo la storia di questo bellissimo movimento che unisce esperienze liberali diverse che ora convergono sempre più nella stessa direzione nell’affrontare temi importanti come la sicurezza e la meritocrazia; e sopratutto nell’annettere movimenti più piccoli che potranno dare un ottimo contributo ,arricchendo un quadro politico che già di per se rappresenta senza esagerazione alcuna, un esempio concreto di democrazia allo stato puro apprezzato in tutto il mondo ,ma anche no!
    ci prendono proprio per il culo ,siamo una vergogna! se la destra continua a sfasciare la costituzione ,cerca di depotenziare sempre di più il potere della magistratura e mette sempre e costantemente le mani plagiando qualunque mezzo di informazione (tranne internet)
    misà che alle prossime elezioni voto proprio Dipietro ! i movimenti più piccoli del pdl avranno solo il ruolo di esprimere accademicamente delle bellissime idee che ricalcheranno il vero concetto di liberalismo ; chi di potere invece continuerà a fare esattamente quello che sta facendo da quindici anni: fottere e farsi i cazzi propri!

  4. franco ha detto:

    Ragazzi ma è mai possibile che l’anticomunismo (seppur di propaganda) abbia accecato tutti? Ma è possibile che chi ha votato il centrodestra non si renda ANCORA conto che Berlusconi NON è un liberale? Ma come fate a non accorgervene!!! Berlusconi è semplicemente un abilissimo imprenditore che ha saputo farsi strada facendosi beffa delle troppe cattive leggi italiane (per non parlare del conflitto di interessi, che a voi non sfiora nemmeno, e del fatto che in qualsiasi altro paese europeo, ROMANIA COMPRESA, non si può essere imprenditori e al tempo stesso ricoprire una carica istituzionale).
    Poi: in italia non esiste un vero mercato libero, esiste un mercato controllato, di lobbies. Questo spiega il perchè abbiamo, ad esempio, le tariffe sui servizi quali telefonia e comunicazione in genere tra le più alte d’europa. Non ci vuole un master in economia per capirlo. Ora mi chiedo: in quasi 7 anni complessivi di legislatura (berlusconi) non è ancora stata fatta una riforma fiscale per i PICCOLI lavoratori autonomi? (intendo una riforma vera non fittizia).
    Dopo secoli di favole raccontate da chicchessia, bisognerebbe capire che i modelli su cui si basa la politica italiana SPECIALMENTE quella del centrodestra, SONO ANTICHI!!!!! E se vogliamo proprio, anche il concetto di democrazia liberale è antiquato!!! esattamente quanto lo è il concetto di socialismo! Entrambi i sistemi seppur opposti hanno una cosa in comune: l’agevolazione delle caste e delle logiche di potere. Al contrario di come dovrebbe essere oggi in italia. Ovvero facilità nell’avviare un’attività professionale PER TUTTI, non solo il figlio del notaio o dell’avvocato. e agevolazioni per i redditi medio bassi.
    Ma questo non succederà mai… perchè siamo in italia.

    Saluti.

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