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Malpensa, tra liberalizzazioni e accordi bilaterali

– L’aeroporto di Malpensa, dopo la gravissima crisi seguita al progressivo abbandono di Alitalia dal marzo 2008, si sta lentamente riprendendo. Lufthansa, attraverso il nuovo brand Lufthansa Italia, ha intenzione di far rientrare Malpensa nel suo circuito multi-hub. Da fine febbraio ha aperto una decina di rotte per destinazioni italiane (Roma Fiumicino, Bari, Napoli) e europee (Bruxelles, Lisbona, Londra, Budapest, Bucarest, Parigi, Madrid, Barcellona). E’ ormai chiaro che accrescerà il numero delle città servite anche nei prossimi mesi, sia in Italia che in Europa, con l’obiettivo a lungo termine di ampliare il network dall’aeroporto varesino anche a destinazioni extraeuropee.
Proprio queste sono oggi le rotte maggiormente scoperte, tenuto conto che, per esempio, Alitalia opera da Malpensa solo su tre rotte intercontinentali.
L’obiettivo di Sea, della Regione Lombardia e del Comune di Milano è proprio quello di ripristinare un discreto numero di rotte a lungo raggio.
Come cercare di raggiungere questo scopo?
La soluzione ideale sarebbe quella di una liberalizzazione completa delle rotte extraeuropee. In questo modo, attuando il regime di open skies, qualunque compagnia aerea potrebbe ottenere i diritti per volare su Malpensa e verso qualsiasi destinazione. Già è cosi all’interno dei confini dell’Unione Europea e da poco anche verso gli Stati Uniti: ciò comporta che una compagnia disponga di una maggiore autonomia operativa sui voli, non essendo subordinata ad alcuna autorizzazione preliminare.
Grazie alla liberalizzazione completa dei voli per le città americane queste ultime saranno sicuramente coperte nei prossimi mesi, nonostante la forte crisi economica che limita gli investimenti delle compagnie aeree.
Ma sono il Sud-America, l’Estremo Oriente e l’India le zone che maggiormente evidenziano la crisi dell’aeroporto lombardo. Moltissimi stati non sono raggiungibili direttamente, con inconvenienti che chiunque e soprattutto la clientela business vorrebbe evitare.
Quando politici e alcuni esperti del settore dicono che Malpensa può essere salvata solo con una liberalizzazione completa delle rotte prefigurano una soluzione che risulta però oggettivamente alquanto utopistica.
Una liberalizzazione delle rotte tra due paesi può essere attuata solo attraverso un cosiddetto “bilaterale”, cioè un accordo tra due paesi sui diritti di volo e atterraggio per le diverse compagnie nazionali sui rispettivi aeroporti. Ma ottenere un risultato del genere non è così facile, perché sono moltissimi i paesi che non hanno alcuna intenzione di liberalizzare le rotte per non penalizzare le proprie compagnie di bandiera, che oggettivamente verrebbero danneggiate da una situazione di libera concorrenza.
Per questo motivo anche se il governo italiano proponesse una soluzione del genere ad altri paesi, con forti compagnie di bandiera, ne riceverebbe indietro, quasi sicuramente, un rifiuto.
Inoltre in una strategia di “ritorno all’hub” avere numerose compagnie in lotta solo su determinate rotte potrebbe compromettere la possibilità di costruire uno schema di feeder dagli aeroporti minori per i transiti su Malpensa.
Quindi cosa deve fare il Governo? L’emendamento della Lega per l’apertura immediata dei bilaterali non serve e non è servito a nulla, visto che questi potevano già essere discussi prima e che per un accordo ci vuole molto tempo (anche due anni, in alcuni casi).
Molto più utile la deroga prolungata a minimo 3 stagioni IATA (International Air Transport Association) che corrispondono ad almeno 18 mesi, per chi faccia richiesta di operare su una rotta. Prima nessuna compagnia internazionale si prendeva il rischio di servire una destinazione per il timore che, dopo la deroga (che era di una sola stagione IATA), il diritto di volo non fosse confermato.
Ora qualunque compagnia che chieda di operare su una determinata rotta, nel caso in cui i bilaterali lo consentano, ottiene immediatamente questa possibilità che dura a lungo nel tempo.
Inoltre, sarebbe già un passo avanti concedere maggiori frequenze, sempre dove sia permesso dal bilaterale, visto che molte rotte soffrono di sottocapacità per carenza di voli.
In ogni caso è il ministro degli Esteri, in accordo con il ministro delle Infrastrutture, ad avere il compito più importante.
Fino al 2008 si è sempre cercato di convogliare la maggior parte dei vettori stranieri su Roma, sia per garantire più accessibilità alla capitale sia per salvaguardare una forma di monopolio per Alitalia sul suo secondo hub di Milano Malpensa: ora i tempi sono cambiati ed è il momento di rivedere la maggior parte di questi bilaterali.
Alitalia non ha più un hub a Malpensa, la situazione è completamente cambiata e il principale aeroporto milanese non può svilupparsi su determinate rotte a causa delle condizioni stabilite nei precedenti bilaterali.
Molte compagnie hanno fatto richiesta per volare su Malpensa, ma devono attendere la modifica dei bilaterali, che come già detto favoriscono Fiumicino e Alitalia.
Le difficoltà negli aggiornamenti dei bilaterali tra l’Italia e la maggior parte dei paesi extraeuropei non risiede solo nei lunghi tempi tecnici, ma anche nel fatto che, a seconda degli stati coinvolti, mutano i termini dell’accordo.
Oltre ai problemi che riguardano Malpensa, per quanto attiene al “sistema Milano” dovrà assolutamente essere ripreso in considerazione lo scandaloso monopolio sulla rotta Milano Linate-Roma Fiumicino, la più redditizia d’Europa. A ciò si aggiunge che anche su molte altre tratte nazionali, tipo la Roma-Palermo, c’è un sostanziale monopolio (e in questi casi non c’è la concorrenza del treno) con Alitalia/Air One che controlla l’80% dell’offerta. Insomma, Malpensa a parte, ci troviamo di fronte a una pericolosa assenza di concorrenza anche su molte tratte nazionali.


Autore: Christian De Mattia

Nato a Milano nel 1983, laureato in Economia Aziendale all'Università Bocconi, specializzando in Management per l'impresa e Marketing. Appassionato di comunicazione politica, collaboratore del quotidiano online "Il Legno Storto" e blogger del sito "Il Fazioso Liberale"

3 Responses to “Malpensa, tra liberalizzazioni e accordi bilaterali”

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  1. […] 28 04 2009 Segnalo un mio articolo sulla situazione di Malpensa che è stato pubblicato oggi su Libertiamo.it L’aeroporto di Malpensa, dopo la gravissima crisi seguita al progressivo abbandono di Alitalia […]

  2. […] un mio articolo sulla situazione di Malpensa che è stato pubblicato oggi su Libertiamo.it L’aeroporto di Malpensa, dopo la gravissima crisi seguita al progressivo abbandono di Alitalia […]

  3. […] Sarà poco coerente, forse, ma io continuo a preferire oggi chi dice che «Alitalia ormai è una realtà privata e fa le sue scelte», giuste o sbagliate che siano e non chiede conto e ragione di questo né alla politica (La Moratti: non mi sento tradita. Abbiamo investito e Milano ce la può fare), né alla Lega (e continuo a non amare quelli che esultano alla Alemanno-Marrazzo), a giorni alterni corresponsabile del ritorno del fascismo in questo paese con la riscrittura delle leggi razziali, o responsabile unica del razzismo e della xenofobia che attraversa gli italiani trasversalmente e il giorno dopo unica alleata possibile contro lo strapotere berlusconiano (vedi referendum) o alleata privilegiata in difesa di Malpensa, contro gli “abbandoni e le false promesse” che la “umiliano”. Giusta o sbagliata la scelta (e come tanti non l’ho mai ritenuta “ottimale”) che ieri il governo ha fatto su Alitalia. Si parla di oggi e del futuro di Malpensa. […]