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Basta con la politica dei nominati. L’Italia liberale c’è, e si farà sentire con le primarie

– Intervista di Alessandro Trevisani ad Adriano Teso – da www.libertates.com –

Teso, c’è febbre di primarie. Bordon, Taradash e Calderisi le invocano come una panacea.
Io dico che realizzerebbero un articolo dimenticato della nostra costituzione, quello che prevede la democrazia interna nei partiti.
Panebianco dice che sono un sogno impossibile.
In realtà c’è tanta gente disposta a battersi per uscire da questo sistema, dove i deputati sono nominati dal principe.
Esempio?
Gianfranco Fini, nel discorso al congresso fondativo del Pdl, ha ricordato che non vuol essere nominato, ma eletto.
E Berlusconi?
È andato in un’altra direzione, sacrificando qualche buon principio all’efficienza e alla tenuta del governo.
E il governo tiene benissimo. Che bisogno c’è dei liberali?
In base ai sondaggi poco meno del 50% degli italiani si dichiara laico e liberale.
Anche Berlusconi.
Sì, ma se il popolo capisce che è un discorso di facciata, allora finisce che spunta il rivale.
Un altro partito?
Un raggruppamento delle forze liberali, ora sparpagliate, che potrebbe raccogliere fino al 15%.
Ma anche di meno. Che facciamo coi “partitini”? Hanno retto al maggioritario, e contano ancora tantissimo.
Mi piace il sistema tedesco, proporzionale con lo sbarramento al 4%.
E l’uninominale?
Non serve, se permettiamo a ogni cittadino di candidarsi di diritto alle primarie del suo partito. E se creiamo collegi ristretti, dove soltanto chi risiede da alcuni anni può essere eletto.
Sarebbe come negli Usa, ciascuno potrebbe iscriversi a un partito e decidere, votando alle primarie, i candidati alle elezioni nazionali.
Esatto. Le liste per le elezioni politiche sarebbero compilate dai cittadini. Tanto varrebbe, allora, bloccarle per evitare campagne elettorali dai costi folli e a rischio corruzione.
Il referendum di Guzzetta propone un premio al primo partito.
Per avere stabilità basterebbe vincolare per legge i partiti a governare con gli alleati scelti prima delle elezioni. Si eleggerebbe direttamente il presidente del Consiglio. Se in Parlamento viene meno la maggioranza, si torna automaticamente al voto. Così chi volesse fare cambi in corsa, come la Lega nel ’95, se ne andrebbe a casa con gli altri.
L’election day unirebbe europee e referendum.
È una cosa opportuna, Fini e molti altri, gente di peso, lavorano per chiuderla col sistema dei “nominati”. Il referendum è una provocazione nella giusta direzione.
Gente di peso? Chi?
Lo stesso Berlusconi non ha riserve di sorta sul referendum, ha detto che il Pdl deciderà a maggioranza.
Per il cambiamento servono anche i giovani. Obama da noi sarebbe un ragazzino.
Ma un “vecchio” capace non deve certo farsi da parte per un giovane che è solo giovane.
Internet aiuta il cambiamento?
Sì, ma dopo aver gettato l’amo dell’innovazione occorre staccarsi dallo schermo e incontrarsi. Gli industriali, i finanzieri, pensano a se stessi, i politici altrettanto.
Che fare?
Scambiare informazioni, conoscenze. Incrementare una filosofia della nazione, dove ciascun corpo non rimane staccato dagli altri, ma comunica, trasmette saperi. Il 90% delle leggi discusse in Parlamento verte sull’economia. Ma quanti deputati sanno cos’è la partita doppia? E non sono i docenti a dare le soluzioni: sulle imprese gravano troppe tasse. Il sistema pensionistico è uno sfruttamento delle generazioni più giovani, che pagano la vecchiaia ai papà.
Lei, come Gianfranco Fini, invoca gli stati generali dell’economia.
Ci vuole l’incontro dei saperi. Industria, finanza, sindacato devono trovare un obiettivo comune. Che Italia vogliamo fra dieci anni? Ciascuno dichiara le sue esigenze, ma la politica deve ascoltare e fare la sintesi. O resteremo sempre parrocchie separate.
In balìa dei “nominati”.
Le ripeto, c’è molta gente, anche di peso, disposta a battersi.


One Response to “Basta con la politica dei nominati. L’Italia liberale c’è, e si farà sentire con le primarie”

  1. Ghino di Tacco ha detto:

    La battaglia per le primarie andrebbe non solo evocata, ma combattuta concretamente…

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