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Ron Paul, la rivoluzione che ci manca

– La casa editrice Liberilibri ha appena pubblicato The Revolution. A manifesto di Ron Paul sotto il titolo La terza America, nella traduzione di Stefano Cosimi.
La casa editrice Liberilibri ha appena pubblicato The Revolution. A manifesto di Ron Paul sotto il titolo La terza America, nella traduzione di Stefano Cosimi.
Nel leggere questo saggio gli italiani affezionati al pensiero libertario saranno colpiti da un doppio sentimento di soddisfazione e amarezza.
Soddisfazione per vedere declinati i principi più puri del pensiero libertario in un programma politico molto concreto; amarezza perché quel programma non è stato scritto da un politico italiano, ma da uno dei candidati alle recenti elezioni presidenziali americane, che – ahinoi – non trova omologhi nel panorama politico nazionale.
Ron Paul è forse il politico americano più legato al pensiero libertario e alla Scuola economica austriaca. Eletto per la prima volta al Congresso nel 1976, tornò dopo pochi anni alla vita privata e  all’esercizio della professione medica fino al 1985, quando venne di nuovo rieletto parlamentare.
Rigorosamente ligio al pensiero anarco-individualista sia nella sua attività politica che nella vita privata (ha rinunciato all’indennità parlamentare; offre cure gratuite ai pazienti indigenti, al di fuori dei programmi assistenziali; ha finanziato in proprio l’educazione dei figli, senza affidarsi all’istruzione pubblica), durante la campagna presidenziale del 2008 ha goduto di consensi talmente ampi da raccogliere in un giorno solo 10 milioni di dollari da donazioni individuali.
In corsa per le presidenziali del 2008, pur avendo ottenuto il maggior numero di finanziamenti privati, è stato il candidato forse più snobbato dai media americani (per non parlare di quelli italiani), concentrati sulle contrapposizioni – spesso più fittizie che reali – tra republicans e democrats.
The Revolution, nato come programma per le elezioni presidenziali del 2008, ha finito per diventare il nuovo manifesto del pensiero libertario moderno, aggiornato alle più attuali questioni come la crisi dei mercati e delle borse di tutto il mondo.
Le sue idee, che lungi dal rimanere astratte sono indirizzate all’individuazione di soluzione pratiche ai principali problemi che la politica americana deve affrontare, sono del tutto originali, se lette come punti concreti di un’agenda politica presidenziale, oltre che coerenti, se analizzate sotto il profilo della fedeltà al modello teorico liberale, così spesso evocato quanto inapplicato.
Nel libro, Paul parte da una precisa accusa alla politica americana. Essa illude gli elettori di poter scegliere tra opzioni politiche apparentemente diverse, ma in realtà identiche nel chiedere “un po’ più delle solite cose”, ovvero “più governo […], più inflazione, più misure poliziesche di Stato, più guerra senza necessità e più centralizzazione del potere” (p. 13).
All’accusa fa seguire proposte politiche trasversali sia alla destra che alla sinistra, sia ai conservatori che ai progressisti. Propone un’America conservatrice dei valori tradizionali, ma al tempo stesso capace di cambiare le proprie regole quando la società civile si dimostri pronta a un’evoluzione dei costumi; prospetta un governo non più “poliziotto del mondo”, impegnato in guerre che inevitabilmente rendono il paese più povero e meno sicuro; ammonisce circa l’impossibilità di sostenere i costi attuali dell’assistenza sociale, puntando sul mercato come fonte di benessere sociale e ricordando che non c’è minestra che lo Stato possa passare gratuitamente; esprime contrarietà verso ogni legislazione proibizionistica, lasciando alle famiglie e alle realtà sociali ogni compito educativo; sottolinea l’arroganza rispetto al Congresso del potere esecutivo, che è andato ben al di là delle prerogative e dei poteri concessi dalla Costituzione; chiede un maggior rispetto dei diritti di libertà da parte di un regime inutilmente “poliziesco”, soprattutto dopo l’11 settembre; individua le ragioni della crisi dei mercati finanziari nell’indebitamento pubblico e nella politica della FED, piuttosto che nel libero mercato, tanto da proporre la libera concorrenza anche della moneta.
The revolution, che negli USA è risultato primo nella classifica dei best seller edita dal «New York Times», rappresenta una lettura fondamentale per comprendere l’utilità del pensiero libertario rispetto alle attuali problematiche economiche e sociali che affliggono non solo l’America, ma la maggior parte degli Stati contemporanei.


Autore: Serena Sileoni

Avvocato, dottore di ricerca in Diritto Pubblico Comparato presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Siena, assegnista di ricerca in Diritto Costituzionale all’Università di Firenze e cultore di Diritto Costituzionale alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Macerata, svolge attività di ricerca nel settore del diritto costituzionale italiano e straniero. Giornalista, membro dell’Istituto per la Competitività e dell’Istituto Bruno Leoni, è responsabile editoriale della casa editrice Liberilibri.

14 Responses to “Ron Paul, la rivoluzione che ci manca”

  1. nicknamemadero ha detto:

    Sul sito corrispondente al link di Liberilibri attualmente non v’è ancora traccia del libro in questione

  2. Serena Sileoni ha detto:

    Credo che non abbiano fatto in tempo ancora ad inserirlo, il libro è uscito proprio ieri ed è ancora caldo di stampa.

  3. Gabbiano ha detto:

    bisogna vedere se questo LIBERALISMO è però adatto ad affrontare i problemi internazionali: con paesi che finanziano il terrorismo, teocrazie e paesi comunisti che rialzano la cresta…
    lo cercherò in libreria….
    saluti

  4. Ghino di Tacco ha detto:

    lo comprerò… ma si trova nelle maggiori librerie?

  5. Serena Sileoni ha detto:

    Caro Gabbiano,
    non mi sembra che gli attuali “liberalismi” abbiano dato prova o diano prova di saper affrontare i gravi problemi che lei giustamente menziona. Quello di Ron Paul, è in fondo un modello a cui non è stato dato ancora il beneficio della sperimentazione.
    Bisognerebbe vedere, appunto…

    @ nicknamemadero: per certo il libro è già disponibile presso la Liberilibri, altrimenti in libreria tra qualche giorno, il tempo necessario alla distribuzione.

  6. Alessandro ha detto:

    Si può acquistare su Amazon USA (in inglese)

  7. Serena Sileoni ha detto:

    Gentile Alessandro,
    si può acquistare anche su http://www.liberilibri.it (italiano)
    :)
    Serena

  8. Alberto ha detto:

    Serena, una bellissima notia il fatto che almeno uno dei libri di quel piccolo grande medico sia stato tradotto in italiano! Vivo vicino a Washington, e vi assicuro che è uno tra i politici più onesti e coerenti che la storia moderna ci sta regalando. Viva Ron, Von Mises, Menger, Bruno Leoni!

    Mi piacerebbe un sacco tornare a studiare in uno degli istituti ispirati ai nomi che ho citato!

    PS: Date un occhio al sito del Sen. Ron Paul, sta facendo una bellissima campagna “audit the FED”.

    Ciao

  9. J1nz0 ha detto:

    Meno male che finalmente si parla di Paul su questo sito! Bravi!

    @Gabbiano:

    Paul e la Old Right hanno sempre sostenuto posizioni isolazioniste, per il semplice motivo che le idee neocon per quanto in sostanza potrebbero sembrare giuste alla fine non hanno mai funzionato, risultando spesso controproducenti sul lungo termine.

  10. Alberto Scarcella ha detto:

    Miracolooo!!! :o Un sito italiano parla di Ron Paul! È già un inizio, non è molto ma è un inizio. Durante la campagna elettorale ho assistito ai dibattiti delle primarie e mi sono reso conto di quale sia il livello intellettuale medio degli americani: scimmie. Peggio di noi. Quell’uomo era l’unico a parlare col cuore e a non girare intorno agli argomenti, a non usare slogan e altre amenità retoriche. Ma non riceveva abbastanza applausi, segno che il lavaggio del cervello “USA padroni del mondo, Guerra ecc.” è duro a morire nei cervelli dei tanti “elettori” lobotomizzati.

    Temo però che un politico così serio non sarà mai eletto presidente, in quanto ha un approccio che non attira la plebaglia, ma solo persone di un certo livello culturale. E siccome si è visto, numericamente, quanto appoggio avesse lui e quanto invece ne avessero gli altri pagliacci scanditori di slogan…temo proprio che staremo freschi. Noi tanto quanto gli americani, perchè un cambiamento del genere in un paese dall’influenza mondiale come gli USA si ripercuoterebbe nel resto del mondo, con benefici per tutti, in una micro-potenza come l’Italia, col resto del mondo che continua a correre verso il socialismo reale sarebbe visto come una voce fuori dal coro, stonatissima, da zittire e normalizzare al più presto.

  11. z3ruel ha detto:

    Serena, grazie a lei e alla Liberlibri per questa pubblicazione e per la segnalazione! Cavoli, si riuscirà mai a portare davvero il Dr. No in questo paese decrepito?

  12. Serena Sileoni ha detto:

    Speriamo che la pubblicazione del Manifesto possa essere l’occasione per averlo ospite! Nel caso Libertiamo.it sono certa che darà degna visibilità all’evento.
    Buona lettura a tutti!
    Serena

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