“Le posizioni espresse dal ministro Zaia, nel corso del G8 sull’agricoltura, non devono in alcun modo rappresentare le posizioni e le scelte del Governo Italiano, che in più di una occasione ha invece mostrato un approccio pragmatico e innovativo alle politiche ambientali, agricole ed energetiche.

Gli argomenti anti-scientifici ed ideologici di Zaia puntano ad una pericolosa e controproducente paralisi dell’innovazione biotecnologica nel settore agroalimentare. Sarebbe inoltre un errore grave se il Governo finisse per seguire il ministro Zaia in un antistorico ritorno al protezionismo agricolo, sacrificando i diritti e gli interessi di centinaia di milioni di agricoltori del Terzo Mondo.

La maggioranza di governo e, in particolare, il Pdl non possono accettare di vedersi identificati con una politica che guardi al passato e non al futuro, ricalcando pedissequamente la linea di Pecoraro Scanio.”