Categorized | Partiti e Stato

Di Pietro ricicla candidate e le spaccia per società civile

Di Pietro, una ne fa e cento ne pensa.
Su internet rimbalza la notizia del “setterosa”, le candidate alle europee, espressione della sempreverde società civile, selezionate via curriculum.
Basta con “i soliti riciclati della politica” ha tuonato Tonino, lanciando un appello dalle pagine del mensile Gioia. Tra gli 800 curricula arrivati in segreteria, ecco le selezionate: Erminia Gatti, Cristina Scaletti, Luisa Capelli, Dringa Milito Pagliara, Elisabetta Rolli, Marianna Anastasia e Lilia Infelise.

“Di bell’aspetto e tutte piuttosto giovani hanno un curriculum di tutto rispetto” leggiamo sul sito del Corriere. Attirati da questi giudizi, le abbiamo cercate su Google.
Ma quale sorpresa è stato per noi l’esito della googlata! Altro che società civile, per quattro candidate su sette, proprio di riciclo si tratta…

Marianna Anastasia: già assessore provinciale di Foggia per i Comunisti Italiani e segretaria cittadina del partito di Diliberto. Ha dichiarato in un’intervista: “Non voglio sembrare una irriconoscente : non rinnego la mia cultura politica, ma le strategie del nuovo corso politico del PdCi hanno scarsa possibilità di attecchire. Inoltre, nella scelta delle candidature alle europee, il partito mi è sembrato più attento a salvare a tutti i costi la sua classe dirigente, anche con candidature poco coerenti.”

Erminia Gatti: amministrativista molisana, è stata consulente di Di Pietro al ministero dei Lavori Pubblici e spesso da lui inviata a convegni ed incontri istituzionali. E’ stata recentemente nominata nel CoreCom del Molise.

Lilia Infelise: prima responsabile di un movimento politico della galassia dell’Unione prodiana, candidata e poi eletta alle primarie del PD, in odore di seggio alle politiche. Operazione purtroppo fallita, con tanto di lettera di ringraziamento ai suoi sostenitori.

Dringa Milito Pagliara: il Corriere la definisce amica di Dario Franceschini, in realtà è una sua collaboratrice, lavorando per lo Studio Legale Ferroni e Franceschini (il sito dello studio non è più disponibile, ma digitando il nome della candidata si risale facilmente all’informazione). In più, scrive per Arel, il think tank di Enrico Letta.

Non c’è nulla di male nel candidare le signore di cui sopra, persone degnissime e sicuramente capaci di rappresentare al meglio l’Italia in Europa.
Ma basta, caro Tonino, con la vecchia e bolsa retorica della società civile. Il più civile tra i tuoi candidati, alla fine, resta il buon Gianni Vattimo!


8 Responses to “Di Pietro ricicla candidate e le spaccia per società civile”

  1. erminia gatti ha detto:

    Ho deciso di rispondere solo per amore di verità, non per spirito di polemica, che non mi appartiene (e di cui credo siamo tutti stanchi).
    La critica politica e la differenza di vedute è legittima, la distorsione della realtà invece va sempre corretta,affichè ognuno sia libero di giudicare, e perchè no di dissentire, ma sempre a ragion veduta.
    Non ritengo mi si possa definire una “riciclata”.
    Di Pietro ha dato un chiaro messaggio: non avrebbe candidato persone dal passato poltico, ma soggetti provenienti dalla società civile.
    Dunque, parlo per me: non ho MAI fatto politica attiva, nè nell’Idv e tanto meno in altri partiti.
    E’ vero, sono stata da lui nominata consigliere presso il Ministero (non consulente: posso dimostrare a chiunque lo desideri che ho svolto un’attività priva di compenso) per un periodo purtroppo molto limitato a causa della caduta improvvisa del Governo, per coordinare le attività necessarie ad un Accordo di programma da attuare in Molise, per lo sviluppo economico delle aree terremotate e svantaggiate. Accordo che peraltro è stato privato dei fondi da Tremonti non appena insediato al Governo Berlusconi, sicchè non è stato possibile neppure avviare i progetti in aree che (lascio giudicare a voi stessi, oggi che si danno i numeri della ricostruzione post sisma in Abruzzo…) ne avrebbero avuto un particolare bisogno.
    I convegni ed incontri istituzionali che si citano nel pezzo al plurale, come se fossero tanti convegni e tanti incontri, sono in realtà l’unica riunione, peraltro tecnico-operativa, a cui ho partecipato per avviare il coordinamento dei sindaci del cratere, con gli organi regionali ed il Ministero: basta cliccare i link che voi stessi avete inserito per rendersene conto. E’ stata un’attività professionale, perchè sono un legale, non certo politica: un’attività di cui vado peraltro fiera e di cui ancora mi rammarico di non essermi potuta compiutamente occupare…
    Arriviamo al Corecom: vero, ne faccio parte, la considero un’attestazione bipartisan (come sapete il sistema delle nomine dev’essere condiviso dai due schieramenti)all’adeguata esperienza professionale richiesta dalla legge istitutiva; è un organo tecnico, di garanzia e certamente non un’arena politica.
    Per concludere e non annoiarvi: confrontiamoci sui fatti, purchè veri e non travisati, e parliamo di temi, purchè concreti e che interessino la gente.
    Sono pronta e disponibile, quando lo volete. Un cordiale, “sportivo” saluto

  2. Piercamillo Falasca ha detto:

    Gentile Erminia,
    la ringraziamo per il commento che ha voluto lasciare in calce al nostro articolo.

    Lungi da noi ogni forma di distorsione della realtà: delle quattro candidate che abbiamo citato, due di esse (non lei, ma le sue colleghe Anastasia e Infelise) non sono certo estranee alla politica attiva. Anzi, ne sono dentro fino al collo. Non è affatto un giudizio negativo (anche la redazione di Libertiamo è immersa nella politica attiva), è una constatazione che si scontra con il proposito di Di Pietro di non volere “riclicati” o – come scrive lei, cara Erminia – “persone dal passato politico, ma soggetti provenienti dalla società civile”.
    Quale società civile? Una è stata assessore provinciale, l’altra assidua movimentista del PD e quasi candidata al Parlamento per quel partito.

    Per quanto riguarda lei (e l’altra sua collega, Milito Pagliara), ci consenta di nutrire dubbi sul fatto che siate state selezionate via curriculum: per un motivo o per un altro, siete già nell’orbita della politica. Non c’è nulla di male in questo, ripeto. Ma chi ha distorto la realtà: noi o Di Pietro?

    Il tentativo reiterato di screditare la classe politica in favore di un messianico impegno della fantomatica società civile, a nostro giudizio, è parte di una forma inaccettabile di populismo e qualunquismo. Questo contestiamo a Di Pietro.

    Dalla sua lettera traspare passione civile. Ci fa piacere. Se vuole, Libertiamo è aperta ad offrirle spazio per suoi contributi di idee e di confronto politico. Ci scriva e la pubblicheremo.
    Un sincero in bocca al lupo per la competizione elettorale.

  3. paolo de magistris ha detto:

    In ogni caso i candidati dell’idv devono avere i certificati dei carichi pendenti a posto. Non credo sia cosa da poco, visto che tutti gli altri partiti trascurano questo particolare quando addirittura non considerano referenze positive le condanne e le prescizioni! Si prenda esempio da Di Pietro, il paese non ha bisogno di essere governato da pregiudicati, siamo stanchi di essere la barzelletta d’europa!

  4. christian ha detto:

    guarda che l’intervista ad Antonio di pietro c’è su youtube ed è chiarissima… l’Italia dei valori intende presentare in Europa candidature che provengono “sopratutto”(non tutte) dalla società civile! ed aggiungo io visto che ho effettuato la stessa tua ricerca sono sopratutto incensurate … quanti partiti si possono vantare una squadra di partito cosi pulita e trasparente ?

  5. christian ha detto:

    quindi andiamo sempre a controllare l’intervista e quello che esce dalla bocca prima di credere a qualunque stronzata che scrivono i giornali…sopratutto quando solo in malafede e legati al governo con il cordone ombelicale!

  6. marila ha detto:

    Ma di che state parlando? Quella di Parlamentare Europeo, per chi intende onorarla con l’assiduità e l’impegno necessari e non usarla solo come fonte di lauti guadagni e privilegi, è una carica di grande rilievo, che richiede, oltre alla specchiata onestà che dovrebbe, di norma, condizionare ogni candidatura, uno spessore culturale europeo, nonché grosse competenze negli ambiti riservati a quel Parlamento. E’ quanto garantisce il curriculum delle candidate di cui sopra, nessuna delle quali – sicuramente non Lilia Infelise, che conosco- ha mai vissuto di politica, ma tutt’al più ha prestato parte del suo tempo e delle sue energie intellettuali alla politica, a partire dall’idea dell’Ulivo fino al progetto irrealizzato del PD, in nome di una grande passione civile, alla testa di un movimento della cosiddetta società civile, costituita da quel “ceto medio riflessivo” che non usa la politica per trarne vantaggi personali e certamente è ben distante dalla schiera di cantanti e ballerine che popolano i Palazzi della politica solo per i servigi resi al Principe. Non sarà mica questa, per caso, la “società civile” secondo Libertiamo ?

  7. Francesca ha detto:

    Su cosa si intenda per “società civile” mi piacerebbe aprire un capitolo a parte. In sintesi io credo che per svolgere un’attività rappresentativa un minimo di esperienza politica sia più che utile se non si vuole diventare strumento di altri molto facilmente! Con questo voglio aggiungere che quel “minimo” di attività e di esperienza politica maturata deve essere stata svolta a TITOLO GRATUITO e in aggiunta al proprio lavoro/professione…

  8. christian ha detto:

    brava francesca

Trackbacks/Pingbacks