– Conoscevamo Vauro come un vignettista di buon talento e di pessimo gusto e avevamo imparato a diffidarne (non diciamo a disprezzarlo) per il modo in cui nel 2006 aveva attaccato i vignettisti danesi, colpevoli di avere scherzato troppo pesantemente con Maometto e di essersi così schierati, con le loro “vignette di guerra”, dalla parte dell’invasore occidentale. In quelle vignette di “cattivo gusto” il noto vignettista vedeva una volontà di “far male, di umiliare”. E quindi non trovava di meglio che sputare (metaforicamente) in faccia a colleghi finiti nel mirino degli estremisti islamici.
Ci fa un certo effetto vederlo ora trasformato in un’icona e in un martire della libera satira. Non ci capacitiamo del favore che qualcuno gli ha voluto fare e che non merita. E, francamente, non ci capacitiamo dell’errore di chi ha pensato di rispondere alle insolenze di Vauro mettendogli burocraticamente una mordacchia. Si poteva punire Vauro in modo molto più liberale opponendogli, in trasmissione, qualcuno che gli ricordasse il suo passato “anti-vignetta libera” e la sua struggente sensibilità per la pietas religiosa islamica. Sarebbe stato assai più efficace che mandarlo a casa per una vignetta che, con l’obiettivo di prendere per il culo il piano-casa del Governo, finisce con il prendere per il culo le vittime del terremoto. Così, anziché sputtanarlo, si finirà per glorificarlo.
Il provvedimento disciplinare che lo sospende dalla trasmissione di Santoro è ovviamente comprensibile. Alla gran parte degli spettatori quelle vignette sono apparse non solo irriverenti contro il “potere”, ma blasfeme contro i morti e i sentimenti umani di pietà. Il problema è che qualunque censura, sanzione o limitazione della libertà di satira e più in generale di pensiero è quasi sempre perfettamente comprensibile. Ma non cessa per questo di essere tragicamente sbagliata e ingiustificabile. Siamo fra quanti hanno difeso i vignettisti danesi (anche contro Vauro). Ma, quanto ad empietà, anche loro ci erano andati giù pesanti. Difendere oggi Vauro continua a farci troppa impressione (anche perché in realtà mica rischia di essere ammazzato, come i suoi colleghi danesi; rischia di diventare “santo subito”, ovviamente da vivo). Però ci sentiamo di continuare a difendere le ragioni che sconsigliano, sempre, comunque e in ogni caso di censurare una vignetta o un vignettista, per quanto impresentabile possa apparire. Se Vauro non ti piace, non lo assumi. Se lo assumi,  lo lasci “vaureggiare”. Non lo licenzi perchè “vaureggia” troppo.
Si dirà che il realtà Vauro non viene censurato, ma solo allontanato dal servizio pubblico, che, in quanto pagato dal canone, deve…bla…bla…bla. Argomenti ottimi, dal punto di vista burocratico, ma che valgono meno di zero dal punto di vista civile. Se passa il principio che la Rai deve censurare qualunque cosa offenda la pietà umana o religiosa degli spettatori ovvero di una loro minoranza o maggioranza particolarmente rumorosa, si aprirà una stagione molto buia, molto complicata e niente affatto promettente.