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Referendum: Data 21 giugno elude, non risolve il problema.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

L’ipotesi di accorpare il 21 giugno i referendum con il turno dei ballottaggi delle amministrative non è un modo per rispondere, ma piuttosto per eludere le questioni poste dal Comitato Promotore.
Spostare i referendum oltre il termine previsto oggi dalla legge consentirebbe di realizzare risparmi ridottissimi e pregiudicherebbe comunque l’esito della consultazione, che peraltro vedrà la campagna elettorale sovrapporsi a quella delle elezioni europee.
Penso che il Governo debba mettere tutti in condizione di competere alla pari. Poi le forze politiche che compongono la maggioranza – la Lega come il Pdl – sceglieranno se e come impegnarsi nella campagna elettorale e quale posizione assumere. Mi pare che il Presidente del Consiglio abbia fatto finora di tutto per assicurare la “neutralità” dell’esecutivo rispetto ad un adempimento – la convocazione del referendum – che il Governo non può subordinare ad interessi di parte. Spero che anche da parte della Lega si possa giungere in extremis ad una posizione altrettanto responsabile.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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