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Pdl: Da Gasparri e Giovanardi accuse ridicole, ancoraggio piattaforma Ppe

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl

Gasparri e Giovanardi, commentando non il testo della mia intervista a Liberal, ma una loro personalissima sintesi di comodo, con un attacco al Sommo Pontefice semplicemente inventato, mi accusano di essere laicista e anti-cattolico. Si tratta di un’accusa semplicemente ridicola. Ho detto e ribadisco – provino Gasparri e Giovanardi a smentirmi – che sulla gran parte dei temi civili (dalle unioni gay, al testamento biologico) tutti i maggiori leader del PPE, anche quelli dei partiti culturalmente “cristiani” (come Rajoy e la Merkel), sostengono opinioni più simili alle mie che a quelle di chi, come loro, propone un rigido ancoraggio del Pdl a posizioni confessionali. Inoltre, ho indicato come modello per l’identità politica-culturale del Pdl quello – aperto, tollerante e inclusivo –  proposto dal neo-leader cattolico dei repubblicani americani, Michael Steele. Gasparri e Giovanardi dunque sbagliano o, se mi vogliono proprio qualificare come anti-cattolico, devono ammettere che sono in ottima e cattolicissima compagnia.

Roma, 10 aprile 2009


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

One Response to “Pdl: Da Gasparri e Giovanardi accuse ridicole, ancoraggio piattaforma Ppe”

  1. sandroderossi ha detto:

    Spiace osservare come ad ogni riflessione che non sia manifestamente allineata con quanto presumibilmentesia è gradito alla Chiesa cattolica, taluni esponenti politici facciano a gara e si affrettino a dire la loro, su cosa sia politicamente corretto – epperciò giusto e assoluto – rispetto al “vero” pensiero dell’altra sponda del Tevere; essendosi auto-promossi (loro) evidentemente come i veri e autentici interpreti della morale e dell’etica, soprattutto in politica.
    Se non ci fosse questo storico Fiume non avremmo “sponde”. Ma così non avremmo nemmeno una certa Roma: quella dei Romolo e dei Remo, quella dei Papi e quella dei Giordano Bruno, quella dei sindaci allineati e genuflessi (contemporaneamente a destra e a sinistra) e quella dei Nathan…Non avremmo uomini che hanno rischiato la vita per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza e uomini che per reprimere tutto ciò non hanno esitato a condannare, a scomunicare, a mandare gente al patibolo. Magari con l’accusa di stregoneria e intese col diavolo.
    E forse non avendo più sponde presso le quali schierarsi, per fare bella mostra della propria ortodossia (religiosa? codina? o bigotta?) rispetto all’altro Potere, taluni rimarrebbero tremendamente soli: finalmente sperimentando la compagnia della propria coscienza, alimentati(o atterriti) dall’inevitabile dubbio, assillati dalla ricerca del Sapere e dall’etica della responsabilità individuale. Dal dovere di scegliere liberamente, sempre e in ogni occasione: anche rischiando la disapprovazione di coloro che si credono “più”. Solo perchè più allineati, più credenti, più ortodossi.

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