Stamattina, cornetto in una mano e caffè nell’altra, abbiamo letto su Liberal un’intervista a Benedetto Della Vedova. Il presidente di Libertiamo, riferendosi alle dinamiche interne del Pdl, diceva: “In molti pensavano di costruire, al riparo del consenso di Berlusconi, un partito confessionale, quasi ratzingeriano se si considera il Papa l’interprete privilegiato dei valori dell’Occidente.”
Non diceva solo questo Della Vedova, che nel dialogo con il giornalista Marco Palombi ha ragionato sulle prospettive del Pdl, sul carattere plurale del Ppe e dei repubblicani americani, sul rapporto con la Lega , sul referendum elettorale, sul proprio essere un berlusconiano che apprezza la scommessa di Fini sul futuro.
Ma è su quel “ratzingeriano” che si è scatenato un vespaio. Nel pomeriggio (noi sorseggiavamo un altro caffè, quello di metà pomeriggio) si è udito tuonare Maurizio Gasparri: “Sorprendono i toni delle parole di Della Vedova e la sua interpretazione laicista e anticattolica di talune prese di posizione.”
Per il presidente dei senatori del Pdl, “il Popolo della Libertà non è nato come partito relativista e agnostico, ma come partito che nella sua responsabilità laica di costruttore di politica, è ben consapevole dei valori culturali, cattolici e identitari che sono alla base dell’identità italiana”.
Non ha voluto essere da meno Carlo Giovanardi, il quale si è anzitutto chiesto se Della Vedova non abbia sbagliato indirizzo nell’aderire al Pdl, “scambiandolo per una succursale del Partito Radicale”. In quel “ratzingeriano” Giovanardi ha visto uno “sfoggio di vetero e malmostoso anticlericalismo nei confronti di un Pontefice che merita rispetto e stima”.
Neanche il tempo di passare alla cassa per pagare il caffè ed è arrivata la replica di Della Vedova: “Gasparri e Giovanardi, commentando non il testo della mia intervista a ‘Liberal’ ma una loro personalissima sintesi di comodo, con un attacco al Sommo Pontefice semplicemente inventato, mi accusano di essere laicista e anti-cattolico.”
Restava l’accusa di aver sbagliato indirizzo sollevata da Giovanardi. Prima di uscire dal bar, lasciato qualche spicciolo al bancone, abbiamo chiesto a Della Vedova di rassicurarci sulla questione.
“Ribadisco – e provino Gasparri e Giovanardi a smentirmi,– che sulla gran parte dei temi civili (dalle unioni gay, al testamento biologico) tutti i maggiori leader del Ppe, anche quelli dei partiti culturalmente ‘cristiani’ (come Rajoy e la Merkel ), sostengono opinioni piu’ simili alle mie che a quelle di chi, come loro, propone un rigido ancoraggio del Pdl a posizioni confessionali. Inoltre, ho indicato come modello per l’identita’ politica-culturale del Pdl quello, aperto, tollerante e inclusivo, proposto dal neo-leader cattolico dei repubblicani americani, Michael Steele. Gasparri e Giovanardi dunque sbagliano o, se mi vogliono proprio qualificare come anti-cattolico, devono ammettere che sono in ottima e cattolicissima compagnia.”
Insomma, Della Vedova sa bene dove sta.
Per una volta, dobbiamo dar ragione a Luca Volontè dell’Udc. Passava da queste parti e ha sentito vociare. Vedendo l’animata discussione tra Gasparri, Giovanardi e Della Vedova, ha commentato: “Le esternazioni di oggi e i battibecchi nel Pdl sulla identità poliedrica, dimostrano ancora una volta la natura anarchica del contenitore di Berlusconi”. Che belle parole. Musica per le nostre orecchie.

L’intervista di Benedetto Della Vedova a Liberal