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Lo sgambetto fa il gioco della Lega, ma la Lega non fa il gioco del Governo

– La maggioranza è andata sotto alla Camera sulla norma che aumentava a 180 giorni il tempo di detenzione degli immigrati nei centri di permanenza temporanea. La sorte del decreto sicurezza è ora appesa agli inevitabili chiarimenti richiesti dal Carroccio. Si è così arrestata, nel peggiore dei modi, una discussione nata male e continuata peggio, condizionata fin dal principio dall’oltranzismo leghista, che ha inchiodato per giorni l’aula di Montecitorio ad un “emendamento-ronde” destinato alla stralcio. L’ostruzionismo dell’opposizione e lo sgambetto finale dei franchi tiratori che, grazie al voto segreto, hanno “cecchinato” la norma abrogata ha suggellato una situazione in cui, ormai, tutti litigano con tutti e nessuno discute più con nessuno.
Da tutto ciò si può trarre un’utile morale, anzi due.
1. Chi ha scelto di bocciare in questo modo la norma sui tempi di detenzione nei Cpt ha fatto un enorme favore alla Lega. Che l’abbia fatto apposta o inintenzionalmente, volendo al contrario mettere in difficoltà il Carroccio, poco importa. Nei fatti, grazie a questo sgambetto sleale, la Lega presumibilmente otterrà dal Governo “soddisfazione”. Se si vuole smontare la propaganda leghista e mettere in discussione le norme che il Carroccio difende con maggiore enfasi occorre farlo apertamente, contrapponendo argomenti politici ad argomenti politici. Sulla possibilità di denuncia dei clandestini da parte dei medici, i 101 deputati che hanno pubblicamente sfidato la linea imposta dalla Lega hanno consentito alla maggioranza di riaprire una partita che sembrava chiusa. In questo caso, la ventina di franchi tiratori che oggi sono entrati in azione rischiano di avere chiuso una partita che era forse possibile riaprire, come meno furbizia e più chiarezza politica.
2. Se nella maggioranza alla Lega continuerà nei fatti ad essere riconosciuto il controllo di quella sorta di  “Superministero della sicurezza”, che gli uomini del  Carroccio si sono auto-assegnati e che non coincide con le deleghe istituzionali di Maroni, episodi come quello di oggi si moltiplicheranno. E gli equilibri politici della maggioranza ne usciranno ulteriormente destabilizzati. Ci sono ragioni di contenuto e di metodo che sconsigliano di continuare ad usare i parlamentari del Pdl come massa parlamentare di manovra per politiche di “pura” marca leghista. Le scelte dell’esecutivo sulla sicurezza  non possono rispecchiare l’oltranzismo ideologico di un partito che, su questi temi, ha negli anni costruito più un capiente bacino di consenso che una seria piattaforma di governo.


Autore: Carmelo Palma

Torinese, 44 anni, laureato in filosofia. E' stato dirigente radicale, consigliere comunale di Torino e regionale del Piemonte. Direttore dell’Associazione Libertiamo e della testata libertiamo.it. Gli piace fare politica, non sempre gli riesce.

One Response to “Lo sgambetto fa il gioco della Lega, ma la Lega non fa il gioco del Governo”

  1. Fernando ha detto:

    Nei 6 mesi di permanenza nei centri di identificazione non ci vedo nulla di male…se dicessero da dove arrivano e non buttassero i documenti, insomma se collaborassero, i clandestini tornerebbero indietro senza farsi un solo giorno di detenzione

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