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Il Foglio: Della Vedova nuovo “portavoce” di Fini?

da Il Foglio dell’8 aprile 2009 – Così Della Vedova è diventato il nuovo portavoce di Fini

Roma. Chissà se se lo sarebbe mai immaginato, quando nell`ottobre 2005 diede l`addio a Radicali italiani, restando iscritto al Partito radicale transnazionale, che un liberale, libertario e liberista come lui sarebbe finito a fare comunella con un tizio che ancora alla fine degli anni Ottanta, seppur per accontentare i vecchi repubblichini che lo avevano innalzato a custode della fiamma, discettava di fascismo del Duemila.
Eppure oggi Benedetto Della Vedova (d`ora in avanti BDV) si ritrova a essere, per così dire, il nuovo portavoce di Gianfranco Fini. Checché se ne pensi delle opinioni che il duo esprime giornalmente in materia di temi etici, laicità dello stato, immigrazione e quant`altro, questa liaison è una buona notizia, non riassumibile nella battuta maligna con cui un cronista di fama apostrofò BDV qualche tempo fa in pieno Transatlantico: “E così tu sei il nuovo Bocchino?” (nel senso di Italo, per lungo tempo in An depositario pubblico dell`ortodossia finiana). La coppia di fatto Fini-BDV, proprio per la felice mescolanza che rappresenta, segna l`atto di nascita formale del l`dl quale partito nel senso pieno del termine. Classe 1962, laurea in Economia alla Bocconi seguita da una discreta carriera accademica abbandonata per la politica, Della Vedova è stato segretario dei Club Pannella, poi parlamentare europeo radicale e, infine, di solida cultura liberalconservatrice com`è, ha fondato un movimento suo – i Riformatori liberali – pur di non approdare nell`orbita del centrosinistra scelta nel 2005 dal Berlusconi dei Radicali. Dal 2006 è deputato del centrodestra, dopo la vittoria berlusconiana dell`anno scorso si era parlato di lui anche come possibile presidente
di commissione, magari all`Ambiente. Ora nel Pdl ci sta entrando con un`associazione dal curioso nome “Libertiamo”. Ma nel 2005, invece di andare verso la vita, conce il vate D`Annunzio quando fece il salto della quaglia verso sinistra, BDV era andato verso la sconfitta, visto che nell`anno del disastro del centrodestra alle regionali tutti davano il Cav. per finito. Questa prova di generosità e coerenza dell`economista di Sondrio – sempre Della Vedova, preferendo Tremonti il titolo di “giurista” di Sondrio non è stata però ricompensata dal capo supremo con la consueta generosità: niente incarichi di rilievo nel partito, niente ingresso al governo, niente presidenza di commissione. Allora il dio che atterra e suscita ha mandato il Gianfranco Fini leggero di questi mesi, libero finalmente di correre per la prateria di quello che gli dettano la coscienza, l`esperienza e i nuovi consiglieri.
Niente più colonnelli, niente più catacombe della destra da conservare, seppur distrattamente, il presidente della Camera è un uomo ricongiunto coli un privato per corso che non aveva modo, con An ancora in vita, di farsi politica.
Anche le scelte meno legate alla vita pubblica peraltro sembrano spingere l`ultimo segretario del Msi verso questo approdo al radicalismo in salsa conservatrice se è vero – come ha raccontato Marco Pannella – che Elisabetta Tulliani, l`avvocato con cui oggi Fìnî convive e ha una figlia,
nutre antiche simpatie per il partito di via di Torre Argentina. Come che sia, il gioco di sponda tra l`uomo che non si vuole delfino del Cav. e il suo nuovo “portavoce” funziona bene: basta dare un`occhiata al sito di BDV per accorgersi che le dichiarazioni e le interviste nell`ultimo periodo fanno da scudo o grancassa alle ruptures di Fini. Per quest`ultimo, peraltro, è una fortuna potersi
giovare della vicinanza con un uomo come Della Vedova, capace di portare in dote alla costituenda area finiana del Pdl quella solida cultura liberale, in economia come nel campo dei diritti individuali, che all`ex leader di An non cade ancora come un abito su misura. Quanto al minoritarismo esibito da Fini, va detto che i due, nelle loro oramai abituali chiacchierate nel fumoir di Montecitorio, coltivano pensieri non in linea con la vulgata della stampa: sanno bene d`essere ancora, nel ceto politico del Pdl, un volgo disperso che nome non ha, eppure scommettono sulla presa di questa destra dei diritti all`interno dell`elettorato berlusconiano. Le carriere, sperano, seguiranno.


4 Responses to “Il Foglio: Della Vedova nuovo “portavoce” di Fini?”

  1. luca cesana ha detto:

    commento con estremo piacere, dal momento che stimo molto entrambi i protagonisti dell’atricolo che depurato da qualche tocco “malizioso” è ottimo: se sono rose fioriranno e io sarò trai primi a coglierne una..

  2. luca cesana ha detto:

    PS non per fare il figo ma io me lo sarei immaginato…

  3. Dino Mazzoleni ha detto:

    Credo che con l’ultimo Fini sia più facile per un liberale abitare nel Pdl. Fini guarda al dopo Berlusconi in modo intelligente, non credo avrà rivali in grado di contrastarlo quando servirà una nuova guida al centrodestra.
    Per vincere serviranno come sempre i voti del centro. Se un amore aiuta ad essere liberale, evviva gli amori. Libertiamo!

  4. Beppe Vicari ha detto:

    Vedremo. Nonostante le recenti aperture a tematiche a noi care qualche perplesità ancora resta. Credo sia questione di tempo. vedremo

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