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Basta polemiche sulla prevedibilità del terremoto

Attualmente la scienza non è in grado di prevedere con sufficiente precisione la ricorrenza di terremoti. Può unicamente limitarsi a effettuare delle ipotesi di ricorrenza sulla base di conoscenze statistiche.

Quanto ai fenomeni precursori, ovvero i movimenti di gas radon (che secondo il ricercatore Giampaolo Giuliani avrebbero permesso di prevedere l’evento), la comunità scientifica è concorde nel ritenere che essi servano per capire le evoluzioni ma non sono in grado di dirci quando si verificherà una scossa.

D’altro canto, in base alle “stime” dello stesso Giuliani, il sisma avrebbe avuto come epicentro la zona di Sulmona. Immaginate cosa sarebbe successo se, sulla base di quella previsione “sciamanica”, il Governo avesse qualche giorno fa deciso di evacuare quell’area e trasferire una importante quota di popolazione a L’Aquila…

La redazione di Libertiamo.it


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

27 Responses to “Basta polemiche sulla prevedibilità del terremoto”

  1. Jean Lafitte ha detto:

    la comunità scientifica è concorde un corno.
    riguardo il presunto errore di localizzazione… si tratta di un errore minimo , l’aquila e sulmona distano in linea d’aria solo 25 km e sulmona e stata comunque investita dal sisma (la gente per quel che risulta, adesso ancora non è rientrata nelle case).

    “il Governo avesse qualche giorno fa deciso di evacuare quell’area e trasferire una importante quota di popolazione a L’Aquila…”
    e certo che sarebbero dovuti essere davvero dei pirla una volta ordinata un evacuazione di spostare le persone di soli 25 km…

  2. Jean Lafitte ha detto:

    dimenticavo. bisogna fare polemica eccome. sono morte, sembra 90 persone per colpa dell’inettitudine dei nostri governanti. non dovremmo fare polemica? e perché? per essere servili come voi?

  3. Benito García ha detto:

    ¡Venga ya! Un científico predijo con un margen de error x que iba ha haber un terremoto en la región de L’Aquila, ¡y se le tomó por loco!
    De esta cascada de irresponsabilidades, que ha acabado en tragedia “espantosa”, se derivan responsabilidades civiles y/o criminales.

  4. Federico Pirola ha detto:

    Credo che sia sì necessario fare polemica, ma non sulla prevedibilità o meno di -questo- terremoto.
    Se anche fosse stato possibile prevedere il terremoto con, diciamo, 2 settimane di anticipo, cosa che peraltro mi vede un po’ scettico, cosa si sarebbe potuto fare? Qualsiasi azione preventiva non sarebbe stata altro che un palliativo, probabilmente con pochi risultati pratici.
    Ciò non toglie che sia necessario fare una polemica: lo sanno anche i bambini delle elementari che l’Italia, soprattutto il meridione, è -sempre- a rischio sismico. Forse è il caso di iniziare a costruire edifici con caratteristiche diverse.

  5. Ghino di Tacco ha detto:

    Scusa Jean, ma c’è una contraddizione in ciò che dici.
    Se 25 km sono pochi, vuol dire che ritieni che anche L’Aquila sarebbe dovuta essere evacuata in quel caso… cosa che non sarebbe accaduta nemmeno se avessero dato retta a questo Giuliani! Anzi, avrebbero scelto proprio le strutture pubbliche dell’Aquila, come palestre, scuole, etc…
    Anzi, se si fosse dato retta a questo tizio, avrebbero evacuato tutti per il 29 marzo, facendo magari rientrare tutti per il 4 o 5 aprile… giusto in tempo per beccarsi il vero terremoto…
    La verità è che non si può prevedere un terremoto con precisione.

  6. Jean Lafitte ha detto:

    infatti avrebbero potuto evacuare anche l’Aquila, non ha senso spostare le persone di poche km .
    se è vero che non si può prevedere un terremoto con estrema precisione era noto che il rischio in questi giorni era altissimo. bisognava allertare la popolazione (almeno chi poteva e riteneva necessario avrebbe potuto mettere in salvo se stesso e le proprie cose o almeno prendere qualche provvedimento in vista di un possibile “sfratto” improvviso). poi non è vera la data del 29 marzo. il 29 marzo c’è stata la scoperta di Giuliani ma lui parlava dei giorni successivi.
    si poteva poi iniziare a spostare i mezzi di soccorso verso la zona, dare indicazioni ai civili, etc… invece ci si è comportati come se non ci fossero avvisaglie. poi non è certo la prima volta che un terremoto è stato previsto. per esempio la scorso anno c’è stato il caso del terremoto del sichuan.

  7. krentak ha detto:

    Solo per ricordare che Sulmona dista 68 (!) km dal capoluogo e non 25 come erroneamente asserito da Jean Lafitte. Vedi: http://www.comune.sulmona.aq.it/web/
    E’ poi vero che Giuliani aveva previsto un terremoto catastrofico per il giorno 29 marzo con epicentro a Sulmona, evento che non si è mai verificato.

  8. Jean Lafitte ha detto:

    Benito(sic) es que en Italia los sitios de responsabilidad son tomados solo por gente que es fiel al gobierno, no por los que mas merecen.

  9. Ghino di Tacco ha detto:

    Anche nel commento in spagnolo, questo Jean mostra di essere più un dipietrista che un liberale… :-D
    In Italia il problema è la carenza di strutture antisismiche in tante aree del Paese. Un terremoto del genere non avrebbe provocato alcun danno in Giappone.
    Questa mi pare la vera polemica da fare!

  10. Jean Lafitte ha detto:

    >Solo per ricordare che Sulmona dista 68 (!) km dal capoluogo e non 25 come erroneamente asserito da Jean Lafitte. Vedi: http://www.comune.sulmona.aq.it/web/

    le solite idiozie di krentak. fai una cosa krentak, se non ti fidi. scaricati google earth e usa l’opzione righello per misurare quanto dista IN LINEA D’ARIA (non conta in questo contesto quanti giri bisogna fare in macchina) L’Aquila da Sulmona. scoprirai che la distanza è inferiore a quella che c’è , sempre in linea d’aria, tra L’Aquila e Paganica.
    se vogliamo essere precisi di terremoti a sulmona il 29 marzo ce ne sono stati più di uno…
    il fatto è che Giuliani aveva previsto PER I GIORNI SUCCESSIVI un evento catastrofico. e così è stato.

    Ghino, meglio dipietrista che liberale .
    non si può paragonare il patrimonio architettonico italiano con quello giapponese. al di la di quello che si può fare a livello strutturale per mettere, quanto possibile, in sicurezza gli edifici storici, avviare la popolazione avrebbe potuto evitare perdite umane.
    invece…

  11. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Jean Lafitte
    se possibile intervieni inserendo sempre la stessa mail, possibilmente quella vera, altrimenti faccio troppa fatica a seguirti e alla fine ti banno… :-)

  12. hallroach ha detto:

    con la prova del righello da google maps risultano circa 56 km di distanza da Sulmona a L’Aquila.
    Per quanto riguarda la “previsione” di Giuliani ecco quanto dichiarava il 25 marzo a ilcapoluogo.it “Mi sento di poter tranquillizzare i miei concittadini, in quanto lo sciame sismico andrà scemando con la fine di marzo.”
    Trovo disgustoso approfittare di una tragedia simile per alimentare polemiche.

  13. Jean Lafitte ha detto:

    cosa avrò fatto di male per meritare di essere bannato?

    hallroach “google maps” non ha nessuna funzione righello.
    prova davvero con google earth invece di dire fesserie e punta bene il righello sul punto giusto. poi mi dici. io ieri ho trovato 25,6 km.

  14. Alessandro Caforio ha detto:

    @ Jean Lafitte
    nulla di male. solo che se usi indirizzi diversi, magari tutti “veri”, ogni volta devo vedere se sei tu oppure uno che interviene con il tuo nome. io sono per le cose semplici: metti il tuo nome e la tua mail e siamo a posto.

    Nel merito: la teoria del radon è abbastanza vecchiotta e controversa. Non possiamo escludere e anzi auspichiamo che, un giorno, si arrivi a prevedere i terremoti con questo o con altri metodi ma per ora non è possibile.

    Per mettere un po’ di pepe però vi dico questo: è cosa nota e verificata che gli animali in prossimità di una forte scossa si agitano vistosamente. Anche in questo caso ci sono testimoni di questa agitazione intorno alle 2.30 cioè circa 1 ora prima della scossa. Non vi sembra opportuno, magari nelle zone a rischio, un protocollo di monitoraggio del comportamento animale? A me sembra un tentativo meno costoso e più particabile di tanti altri…

    P.S. Jean Lafitte, ho visto il tuo blog e sono senza parole
    http://nuovalibertalia.blogspot.com/2009/04/corea-del-nord-paradiso-in-terra.html

  15. Jean Lafitte ha detto:

    scusa signor Alessandro se mi posto un pò e mi permetto di postare da Pc diversi.
    sul radon, non c’è alcuna controversia che io sappia.

    sulla Corea del Nord.. beh è il caso di superare un po’ i pregiudizi

  16. Alessandro Caforio ha detto:

    E’ sempre buona cosa superare i propri pregiudizi: quelli, ad esempio, rispetto alle “democrazie capitalistiche” dove, di norma, non si muore di fame a migliaia…

  17. Jean Lafitte ha detto:

    i paesi i capitalisti in cui non si muore, o almeno la maggioranza di persone non muore, di fame sono ben pochi. la maggior parte dei paesi capitalisti ha un economia disastrosa. fare un giro in africa per credere…

  18. Stefano ha detto:

    Mi domando in base a quale criterio si sarebbe dovuto ascoltare il parere di una persona che non è nè laureata nè svolge funzioni da ricercatore presso l’INAF (l’INAF lo ribadisce http://www.inaf.it/ufficio-stampa/comunicati-stampa-del-2009/terremoto-abruzzo/terremoto-abruzzo). Sul radon ci sono centinaia di pubblicazioni scientifiche ma nessuna di Giuliani.
    E un paese intero dovrebbe andare dietro alle teorie (sbagliate, come data e come luogo) del primo che passa piuttosto che all’ente preposto (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia)?
    Nessuna possibilità di previsione (ad oggi) ma la prevenzione andava e va fatta, ma temo che ogni volta saremo a rimpiangere piani infrastrutturali carenti se non mai realizzati.

  19. J1nz0 ha detto:

    Quando si vuole smontare il capitalismo tirando in ballo l’Africa (?) certamente non posso che togliermi il cappello. Quando poi si associano i disastri dell’economia occidentale a fenomeni inerenti al capitalismo la stima di certo raddoppia.

  20. Jean Lafitte ha detto:

    la storia tristemente si ripete…

    “Mi domando in base a quale criterio si sarebbe dovuto ascoltare il parere di una persona che non è nè laureata”

    non era laureato Guglielmo Marconi. Non era laureato Thomas Edison. Non era laureato Nikolas Tesla. Non era “laureato” neanche Albert Einstein. Così come Galileo e Leonardo da Vinci.
    e dunque?

    L’Africa fa parte del mondo anche se voi, abituati a nascondere la monnezza sotto al tappeto, cercate di ignorarla.
    i disastri dell'”economia occidentale” sono difficilmente scindibili dai disastri del capitalismo. ma alle acrobazie dialettiche siamo abituati…

  21. J1nz0 ha detto:

    “L’Africa fa parte del mondo anche se voi, abituati a nascondere la monnezza sotto al tappeto, cercate di ignorarla”.

    In realtà non ignoriamo la questione africana, semmai ci chiediamo cosa diavolo c’entri la povertà da quelle parti con il capitalismo. Bah!

    i disastri dell’”economia occidentale” sono difficilmente scindibili dai disastri del capitalismo. ma alle acrobazie dialettiche siamo abituati…”

    Nuovamente, che cosa c’entri il capitalismo con i disastri dell’economia occidentale dettata dallo scribacchino di Roosevelt lo sai soltanto tu. Evidentemente secondo te il capitalismo equivale al taglio dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, al salvataggio di compagnie private con i soldi dei contribuenti, ai fondi di sostentamento per servi delle corporazioni e alla CGIL in piazza. Ma immagino che tu liquiderai il tutto con il termine “acrobazie dialettiche”, al che non potrò che imprecare per l’ennesima volta contro il sistema dell’istruzione pubblica italiota.

  22. Jean Lafitte ha detto:

    > semmai ci chiediamo cosa diavolo c’entri la povertà da quelle parti con il capitalismo.

    siamo assolutamente d’accordo. ignorate. perchè non avete studiato la storia (per non parlare dell’economia…).

    l’africa muore di fame perchè gli europei(ma non solo) dovevano fare profitti. è un ovvio rapoorto di causa-effetto.
    sta di fatto che ancora aspettiamo i mirabolanti miracoli del libero mercato nel continente africano (ma non solo).

    “Nuovamente, che cosa c’entri il capitalismo con i disastri dell’economia occidentale”

    si è vero Roosevelt e gli usa sono un paese comunista. questo ti hanno insegnato dalle suore….

    “secondo te il capitalismo equivale al taglio dei tassi di interesse da parte delle banche centrali, al salvataggio di compagnie private con i soldi dei contribuenti, ai fondi di sostentamento per servi delle corporazioni”

    si. non per me. per qualsiasi essere umano dotato di almeno un paio di neuroni, giusto per fare due più due..

    smettila di imprecare e studia.

  23. Jean Lafitte ha detto:

    dimenticavo. salutami leonardo facco…
    prrrrr

  24. J1nz0 ha detto:

    LOL

    “siamo assolutamente d’accordo. ignorate. perchè non avete studiato la storia (per non parlare dell’economia…).

    Senti, se noi dobbiamo studiare la storia e l’economia tu sei come minimo ai pensierini o all’aritmetica elementare. Fai una cosa: butta tutti i libri che ti hanno inculcato i preti comunisti e ricomincia con Mises: sono certo che ti si apriranno gli occhi.

    “l’africa muore di fame perchè gli europei(ma non solo) dovevano fare profitti. è un ovvio rapoorto di causa-effetto.
    sta di fatto che ancora aspettiamo i mirabolanti miracoli del libero mercato nel continente africano (ma non solo)”.

    Sì, libero mercato che non esiste in Africa, visto che il diritto di proprietà semplicemente non c’è, sempre consci del fatto che se gli europei e gli americani non avessero colonizzato economicamente il continente nero gli abitanti locali morirebbero di fame a doppia velocità.

    “si è vero Roosevelt e gli usa sono un paese comunista. questo ti hanno insegnato dalle suore….”

    Non parlare di suore, le suore sono tue amiche, d’altronde tra religiosi vi capite, solo che tu usi un altro breviario, quello socialista. Immagino che infatti il keynesismo non sia una forma di socialismo secondo la tua curiosa interpretazione e che il New Deal o l’era neocon configurino gli USA come un paradiso del liberismo.

    “si. non per me. per qualsiasi essere umano dotato di almeno un paio di neuroni, giusto per fare due più due..”

    ROTFL… Non a caso la maggior parte del popolo è costituito da un gregge che si beve sciocchezze anti-economiche come quelle che tu propugni qui con masochistico orgoglio (pensa te). Vallo a dire a qualsiasi economista non venduto al regime, sono certo che verrai spernacchiato a dovere.

    “smettila di imprecare e studia.”

    Sì vabbè, se devo studiare le castronerie che ci racconti sul libero mercato stiamo freschi, rischio di perdere anche quei due neuroni che mi sono rimasti a furia di dover sbertucciare i pauperisti incalliti e i ragazzotti con la maglietta di Che Guevara che dopo aver letto tre capitoli di Marx si sono autoeletti economisti politici.

  25. J1nz0 ha detto:

    PS: finiti i pensierini potresti leggere “La scuola asutriaca contro Keynes e Cambridge”? Così impari qualcosa (forse).

  26. Federico Pirola ha detto:

    Scusate, ma stiamo parlando del terremoto in Abruzzo o di economia?
    Lasciate le vostre diatribe alla sede più opportuna.
    Per tornare al tema, solo una seria identificazione delle aree a maggior rischio e una rigorosa applicazione delle normative antisismiche (che esistono già da circa 30 anni), nonchè una maggiore cura nella scelta dei materiali utilizzati in edilizia, possono evitare, o quantomeno limitare, i danni di questi eventi naturali disastrosi (anche se in senso assoluto il terremoto in Abruzzo non è stato poi così forte).

  27. Sergio ha detto:

    Sono anni che la scienza si preoccupa di trovare un metodo per prevenire i terremoti. Studio del comportamento animale, rilevazione del radon, ipercolazione in seguito a stagioni quanto mai piovose etc etc. Nessuno però ha dimostarto di avere la palla di cristallo. In riferimento a ciò che è successo all’Aquila, dopo tutte quelle scosse premonitrici, chiunque, anche il mago di Napoli sarebbe stato in grado di dire che ci sarebbe stata una tragedia causa una forte scossa sismica. Ma dire ci sarà e non sapere dove, come quando è fondamentale. Col senno di poi, una cosa si poteva fare e dire da parte delle autorità, in primis locali, che fanno le ordinanze, ed in seguito periferiche e centrali : chiudere le scuole e gli uffici pubblici ed i locali sede di assembramenti sino alla scomparsa delle scosse sui sismografi .Rinviare esami e lezioni universitarie ed invitare la popolazione almeno per chi avrebbe potuto farlo, a dormire fuori. Non dimentichiamo che molti si sono salvati in quanto da giorni seguitavano a dormire in macchina ed in tenda personale,nelle piazze e negli spiazzi sicuri, lontani dai caseggiati. Questo si poteva fare , anzichè continuare a ripetere che quelle scosse erano scosse di assestamento e che l’energia sismica stava scaricandosi lentamente. In tanti ci hanno creduto e sono rimasti sepolti, compresi quei poveri studenti della casa dello studente. Ma come dico io, non si fa alro che ripetere che i terremoti non si possono prevedere nè predire e poi si dice che le scosse sono sciame sismico? Che logica c’è in tutto questo?

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