VIDEO – Crisi e mercato

– Video intervista ad Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, già Senior Fellow del Centre for the New Europe (think tank di Bruxelles), è stato Calihan Fellow presso l’Acton Institute di Grand Rapids (Michigan), Visiting Fellow dell’Atlas Economic Research Foundation di Fairfax, Virginia, e intern presso il Center for Data Analysis della Heritage Foundation di Washington, DC.

Collabora o ha collaborato con svariati quotidiani e riviste, fra cui The Wall Street Journal, The Washington Post, l’International Herald Tribune, Financial Times, L’Agefi, Apple Daily, Economic Affairs, National Review, The Freeman, Markets and Morality In Italia ha collaborato con Libero, il quotidiano diretto da Vittorio Feltri, ma da qualche tempo è passato a Il Riformista, fondato e diretto da Antonio Polito. ( Wikipedia.it )


Autore: Piercamillo Falasca

Vicepresidente di Libertiamo. Nato a Sarno nel 1980, si è laureato in Economia alla Bocconi e ha frequentato il Master in Parlamento e Politiche Pubbliche della Luiss. E' fellow dell’Istituto Bruno Leoni. Ha scritto, con Carlo Lottieri, "Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno" (2008, Rubbettino) ed ha curato "Dopo! - Ricette per il dopo crisi" (2009, IBL Libri). Ha scritto anche, nel 2011, "Terroni 2.0", edito sempre da Rubbettino.

One Response to “VIDEO – Crisi e mercato”

  1. giorgianni ha detto:

    Nel settembre 2008 il ministero del lavoro tramite i media aveva lanciato una richiesta di idee e proposte da enti e cittadini per il “libro verde” sul welfare a cui si stava lavorando, io ho inviato la proposta sotto descritta, denominata “ un milione di Lao Ban” (*) .
    Questa proposta mi sembra ancor di più attuale nel quadro odierno della perdita di tanti posti di lavoro, anche come replica concreta alle parole del premier “ se io mi trovassi disoccupato cercherei di inventarmi qualcosa “ e alla proposta di tassare zero per tre anni le nuove piccole imprese ( …tanto per cominciare.. .)
    Intendo far conoscere questa proposta in ambito liberale, avere commenti , pareri e “appoggi” per una iniziativa che mi sembra molto valida tanto di più nell’attuale situazione.
    Gianalberto Giorgianni

    PROPOSTA : CREARE 100 MILA PUNTI NUOVA IMPRESA o “LAO BAN POINT” con un nome alla Campagna tipo: “CREA IL TUO LAVORO” (o “non aspettarti niente dal padrone, diventa padrone tu !”). Io la definirei anche “Rivoluzione Liberale”.
    100 mila?? Sì. È un numero simbolico ma non del tutto impossibile se ci fosse una sinergia tra Stato e privati nell’iniziativa , tra socialismo liberale (che sta dando timidi segni di esistenza) e liberalismo economico… e invece del ” un milione di posti di lavoro.. si creino un milione di microimprese ”

    I punti nuova impresa e gli incubatori o acceleratori esistono da anni ma hanno il difetto grave di essere gestiti da istituzioni statali, pubbliche ( Università, Camere di Commercio..Consorzi di enti locali …) ; infatti queste entità da chi sono rappresentate? Da persone che nella vita hanno fatto una scelta agli antipodi: fare il pubblico dipendente, supertutelato.
    Ora non si capisce bene come, chi ha questo Dna, al di là di magari buone intenzioni, possa essere adatto a consigliare, istruire ,stimolare un aspirante imprenditore, magari titubante, magari che parte da zero o di categoria debole (giovani, disoccupati, donne, over 45 espulsi da ristrutturazioni aziendali, ex dipendenti in mobilità…).
    Queste categorie sono snobbate dagli atenei che fanno “incubatori di impresa” ma che preferiscono le altisonanti iniziative “spin off” di altissima tecnologia con grandi “business plan” milionari ( la cosmesi vuole la sua parte e …. serve.. ) per lo più di loro neolaureati rampanti.

    Ma così come il collocamento dei lavoratori è stato in gran parte riformato e demandato ai privati, anche questi nuovi, rivoluzionari “Lao Ban point” o punti “Crea Lavoro/Impresa” dovranno invece essere gestiti da entità private, incentivate al successo dell’iniziativa ,sia dalla loro mentalità ed esperienza imprenditoriale, sia in quanto pagati ESCLUSIVAMENTE da una royalty di tutoraggio,( troppo comodo – e sospetto – reclamare i fondi dallo Stato ) da incassare dai guadagni della microimpresa assistita ,in modo decrescente, nei primi 5 anni.
    Questi nuovi “Lao Ban point” potrebbero costituirsi in moltissime agenzie di lavoro, e già arriviamo a qualche decina di migliaia, oppure in ogni sede periferica delle associazioni imprenditoriali, o costituirsi EX NOVO da parte di privati – ad esempio ex imprenditori o dirigenti o esperti, magari in pensione e interessati al tutoraggio.
    Lo Stato liberale , naturalmente, magari addirittura con un vice-ministero dedicato, supervisiona, stimola e dedica la parte del finanziamento risparmiato dall’Assistenzialismo ( fondi per cassaintegrazione, mobilità, indennità, inabilità al lavoro…. ) (quindi a costo zero o minimo) per incentivare il tutto.
    Magari si può al più costituire un fondo assicurativo, per queste agenzie di tutoraggio ( Lao Ban point ) che protegga un pò i loro costi e le loro spese dagli eventuali insuccessi dei neoimprenditori avviati, ma con una formula di penalità e premi, simile al bonus-malus della Rc auto.

    Questi “Lao Ban point”, o punti “Crea Lavoro/Impresa” di nuova generazione, dovranno analizzare l’idea d’impresa, incentivare anche la più piccola , aiutare nel piano di partenza, fornire assistenza in modo da facilitare gli adempimenti burocratici (estremamente semplificati da una nuova legislazione liberale che veda le pubbliche amministrazioni rivoluzionate “al servizio” dei neoimprenditori, e non viceversa, anche nella forma: basta code in uffici inefficienti , con orari ridotti e funzionari svogliati o peggio ,indisponenti ) dovranno inoltre mettere a disposizione i locali iniziali, ad es palazzine multiservice, con segreteria e servizi centralizzati in condivisione, spazio relazionale e sala open house per incontri ed eventi ecc. ecc., ( ce ne sono a bizzeffe semi-inutilizzate dalla deindustrializzazione o ex scuole, messe a disposizione dalle stato ) e assistere in modo decrescente per 5 anni il neoimprenditore.

    Lo Stato Liberale ( o “sociale di mercato” se volete ) curerà di incentivare questa rivoluzione di cultura creativa anche con rassegne stampa, premi , promozione mediatica dei nuovi “giocatori” e dei “campioni” di impresa, così come si “incensano” i calciatori o gli attori o gli artisti o i giornalisti di successo.

    * dall’articolo : “il sogno di tutti i cinesi: diventare Lao Ban “ , cioè piccolo imprenditore, padroncino
    ( Bergamomondo/ L’Eco di Bergamo 12 giugno 2007

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