Su welfare necessarie riforme, ma opposte a quelle chieste da Cgil

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl –

Che una fase di crisi economica e incertezza sociale trovi sbocco in una manifestazione del più grande sindacato italiano è fisiologico. Non è invece positivo che la Cgil continui a spacciare ai lavoratori italiani vecchie illusioni. Se davvero la Cgil vuole guardare al futuro e non all’indietro, per parafrasare uno degli slogan della manifestazione, deve accettare di mettere in discussione gli istituti di un welfare disuguale e inefficiente, le regole di un mercato del lavoro duale e discriminatorio e i principi di una politico economico-sociale che affida all’aumento della spesa pubblica e dell’intermediazione politica la soluzione dei problemi che affliggono il nostro sistema produttivo. Queste non possono essere le ricette per il futuro, visto che sono al contrario le ragioni per cui in Italia i tassi di crescita dell’economia, la produttività del lavoro e le retribuzioni dei lavoratori sono da 15 anni inferiori a quelli dei nostri competitori europei.
Sul fronte del welfare le riforme sono necessarie e alla maggioranza di governo spetta non rinchiudersi in difesa dello status quo. Ma quelle più necessarie sono riforme opposte a quelle che oggi chiede la CGIL.

Roma, 4 aprile 2009


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “Su welfare necessarie riforme, ma opposte a quelle chieste da Cgil”

  1. Agostino Pagliaro ha detto:

    Caro Onorevole Della Vedova,
    il suo post sulla manifestazione del Circo Massimo evidenzia una sostanziale distanza da quello che in fatti, e non in cifre il paese reale. La Cgil è un sindacato strutturalmente e formalmente molto vecchio che in passato ha sostenuto logiche deleteree di conservazione di certi meccanismi legati al mondo del lavoro, ma nel contesto di una crisi economica che logora il ceto medio (non quello medio-alto) e quello “basso”, le proposte di Epifani trovano valore e ragion d’essere.
    Le spiego perchè: il governo che lei sostiene ( a mio avviso non-coerentemente, poichè un liberale non dovrebbe nemmeno accostarsi al progetto berlusconiano e berlusconista) sta lavorando per rafforzare le lobby professionali. I giovani laureati in giurisprudenza devono essere “sfruttati” da grossi avvocatoni dagli stomaci ingrassati per due anni, prima di poter esercitare “liberalmente” la propria professione. Bersani aveva provato a smantellare questo status, ma la destra catto-clericale e la sinistra vecchia lo hanno fermato.
    Il ministro della distruzione scolastica, Maria Stella Gelmini ( Germini..forse è più Consono) ha praticamente privato i giovani laureati di qualsiasi possibilità di esercitare la professione di docente. Fioroni (e Dio me ne guardi da esaltare un democristiano) aveva smantellato la S.I.S.S., un sistema di pay-per-traning a dir poco “camorristico” e aveva introdotto la possibilità (come in Spagna, Francia e Germania) di prender parte a corsi abilitanti gratuiti.
    Maria Stella, avvocato settentrionale che ha preso l’esame di stato a Reggio Calabria (chissà perchè!?!), ha totalmente chiuso la porta al rinnovamento di una vecchia e morbosa classe docenti.
    La Cgil, sindacato che io non ho mai quotato più di tanto, “propone”, a differenza di falsi riformatori di ventura, una ricella liberale e riformista che potrebbe risollevare una consistente parte del paese e cioè quella rappresentata dai “bamboccioni” e dalle loro famiglie che si indeboliscono giorno dopo giorno.
    La ricetta del Pdl è invece quella di CONSERVARE le lobbies professionale, CONSERVARE uno stato etico di fatto, CONSERVARE le lobbies e gli istituti bancari del vecchio clero filo-mafioso (I.O.R.).
    Ho già scritto su questo blog, perchè prima del suo assorbimento alla macchina strappaconsensi di Silvio Berlusconi, la stimavo intellettualmente e politicamente…ed ho consigliato al vostro movimento di non abusare della parola “liberale” poichè essa è in totale antitesi con DESTRA, CLERO, POPULISMO e soprattutto SILVIO.
    Con affetto

    Agostino Pagliaro

  2. Ce ne fosse gente come Della Vedova!

  3. Maurizio ha detto:

    Chi è la Gelmini? Da dove arriva? Come mai fa il Ministro della Pubblica Istruzione? Con quali credenziali meritocratiche? Leggiamo su Cat: Interessi Comuni – Politica Descrizione: Nel marzo 2000 una signora, presidente del consiglio comunale del Comune di Desenzano sul Garda per Forza Italia, fu espulsa dal consiglio, su mozione del suo stesso partito, con la seguente motivazione: Manifesta Incapacità ed Improduttività Politica ed Organizzativa (Delibera del Consiglio Comunale n. 33 del 31/3). Questo consigliere si chiamava Maria Stella Gelmini!!! Il suo ruolo odierno è di esecutrice dei tagli, niente più. Esegue come un soldatino mascherando da riforma un sistema di tagli indifferenziato, foriero di un regresso senza precedenti nel mondo dell’istruzione del nostro paese. Alla fine però si sono accorti tutti del tipo di riforma e la stessa Gelmini ha dovuto ammettere che il decreto comporta 7,8 miliardi di euro di tagli alla Scuola. Ormai solo tra i fedelissimi chiamano ancora “riforma” quello che in realtà si è rivelato un vero e proprio colpo di scure all’istruzione scolastica. Gli ultimi fatti sono sotto gli occhi di tutti: approfitta dell’agosto scorso per cancellare con un tratto di riga 40.000 precari, si becca continue manifestazioni e NO GELMINI DAYS ed ora la sentenza del TAR che la commissaria sulla graduatoria dei precari ([ascuoladibugie.blogosfere.it] In qualsiasi paese normale avrebbe dovuto rassegare le dimissioni, ma dove la trovano un altro soldatino che esegue gli ordini senza far domande? W L’Italia meritocratica… W La coerenza… E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!

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