Dopo l’appello del presidente Berlusconi a difendere l’economia italiana dal “falso ambientalismo ideologico”, buone nuove arrivano dal Senato, dove mercoledì è stata approvata dal Senato una mozione (a prima firma Antonio D’Alì e sottoscritta, tra gli altri, da Guido Possa, Cesare Cursi, Lucio Malan) sul cambiamento climatico. La mozione impegna il Governo italiano a segnalare presso la Commissione europea, il G8 e il G20 come:
• una parte consistente e crescente di scienziati studiosi del clima non creda che la causa principale del modesto riscaldamento dell’atmosfera terrestre al suolo finora osservato sia da attribuire prioritariamente all’anidride carbonica di emissione antropica;
• le previsioni climatologiche a lungo termine siano ben lontane dall’essere affidabili;
• piuttosto che avviare un costoso e velleitario sforzo di mitigazione del riscaldamento globale in atto, più proficuo potrebbe essere destinare le risorse disponibili all’adattamento a tale riscaldamento e alla promozione di interventi sul territorio finalizzati all’efficienza energetica, all’edilizia ecovirtuosa, all’eliminazione dell’inquinamento da emissioni nocive.

Come scrive Carlo Stagnaro su Realismo Energetico, “si tratta finalmente e coraggiosamente della presa di coscienza che il clima, per quanto possa rappresentare un problema nel lungo termine, non può essere oggi la priorità della politica europea, e che soprattutto esso non può essere considerato una variabile indipendente.”