AUDIO – Legge 40: sovranità Parlamento non coincide con arbitrio legislatore

– Le polemiche che hanno seguito la sentenza della Consulta sulla legge 40 ripropongono uno schema già visto, e fin troppo abusato, sul caso di Eluana Englaro. Tra molti esponenti del Pdl una sentenza sfavorevole agli orientamenti politici prevalenti, come sul caso di Eluana, ovvero una più che prevedibile censura di incostituzionalità su una norma controversa (come è avvenuto ieri sulla legge 40) fa gridare, con un riflesso pavloviano, all’attacco alla democrazia da parte dei giudici.
Capisco che l’argomento abbia un’indubbia efficacia propagandistica e consenta – in una logica, per l’appunto, propagandistica – di evitare un’analisi di merito delle “scandalose” sentenze. Ma converrebbe non abusarne.
Non si può giungere a “sacralizzare” ogni decisione del Parlamento se non scadendo in una logica che è sinistramente giacobina, ma per nulla liberale. C’è qualcosa di contraddittorio se nella coalizione che dovrebbe avere più a cuore una sensibilità liberale contro gli abusi e gli arbitri della legislazione si giunga a ritenere che la sovranità del Parlamento coincida con il “potere assoluto” delle Camere.
Sulle materie sensibili che attengono alle libertà e ai principi costituzionali non è solo fisiologico, ma positivo che la Consulta impedisca uno stravolgimento per via legislativa dei diritti fondamentali e argini la tentazione del legislatore di straripare oltre i limiti che la Costituzione gli assegna.
La scelta di fissare per legge il numero massimo e le obbligatorie modalità di impianto degli embrioni fecondati è stata una scelta sbagliata ed è giusto che sia caduta sotto le censure della Corte. A contestare la logica e le conseguenze di questa norma non sono stati, in questi anni, solo i “nemici” ma anche alcuni esponenti della maggioranza, a partire dal Presidente della Commissione Affari Sociali della Camera, Giuseppe Palumbo, che proprio in un articolo pubblicato su Libertiamo.it, aveva chiesto con chiarezza che si rimettesse “al medico la possibilità di definire il numero di ovociti da inseminare, tenendo conto delle esigenze cliniche, dell’età e delle condizioni di salute della donna e limitando comunque il numero di ovociti utilizzati a quello “strettamente necessario”. E proprio questo la Corte ha fatto: ha restituito ai medici la responsabilità di una scelta che il legislatore aveva ritenuto moralmente legittimo usurpare.
Non so se il fuoco di sbarramento contro la sentenza relativa alla legge 40 prepari il terreno alla difesa “senza se e senza ma” della legge sul fine vita, che, così come è scritta, è destinata a subire una analoga censura da parte della Corte Costituzionale. Sarebbe più saggio, invece, che nel Pdl prevalesse il riflesso contrario, si ponesse mano ad una modifica profonda del ddl Calabrò, e si usasse maggiore cautela per non cadere in questa perniciosa sindrome dell’onnipotenza legislativa.

Fonte Radioradicale.It Licenza 2.5 Ita


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “AUDIO – Legge 40: sovranità Parlamento non coincide con arbitrio legislatore”

  1. Stefano Bisogni ha detto:

    Ho letto con piacere il suo invito alla cautela in materia di “onnipotenza legislativa” a cui mi accodo senza alcuna remora.
    Sono un elettore del Pdl con un “fortissimo mal di pancia” a causa delle derive etiche degli ultimi mesi.
    Mi sono posto molte volte il problema di come un governo moderno dovrebbe trattare i problemi etici e religiosi per rispettare al meglio la volontà popolare.
    Non mi sovviene alcun’altra soluzione se non chiamare il popolo al voto referendario senza quorum.
    Perchè questa soluzione? Perchè ormai la società è assai etereogenea e non è più possibile associare un partito/movimento ad una ben specifica forza politica.
    Pretendere che nel Pdl siano tutti ferventi e praticanti cattolici è una follia e soprattutto è antistorico.
    I problemi che oggi un Governo deve affrontare devono essere problemi più contingenti, più tecnici; l’etica riguarda a sfera di personale di tutti noi.
    La seguo e la stimo sin da tempi “radicali”
    Cordialmente
    Stefano Bisogni
    (stefanobisogni.it)

  2. Andrea B ha detto:

    Mi associo a quanto detto nel precedente post: anch’io sono un elettore del PDL ma la deriva integralista degli ultimi tempi sta dando un forte mal di pancia anche a me …
    Meno male che le nostre istanze stanno avendo riscontro negli interventi di Fini, ma riusciremo a raddrizzare la situzione ?

  3. elenasofia ha detto:

    Sottoscrivo in pieno i precedenti commenti.

    Consiglio di cominciare a proporre l’abolizione del quorum per i referendum.

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