Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl – Il segretario della Cei Monsignor Crociata ha rinnovato l’invito ad una rapida approvazione del disegno di legge sul testamento biologico licenziato, nei giorni scorsi, dal Senato e ha contestato le tesi del Presidente della Camera Fini che ha individuato nel provvedimento le caratteristiche di una legge da “Stato etico”.
Per Monsignor Crociata lo Stato etico comporta l’esistenza di “particolari costrizioni” opposte alla libertà dei cittadini. Io, d’accordo con Fini, ritengo che si possa e debba parlare di Stato etico non solo quando ricorra la persecuzione, la violenza o la costrizione fisica dei cittadini, ma anche quando “a maggioranza” si decida di discriminare o impedire giuridicamente l’esercizio della libertà personale in nome degli interessi superiori dello Stato o della collettività. E proprio a questa negazione della libertà e della dignità morale giunge una legge che – in nome di un astratto “diritto alla vita” sottratto alla disponibilità del “titolare” della vita stessa – impedisce a tutti i cittadini (anche a quanti intendessero avvalersene) di esercitare la libertà di decidere a quali e quanti trattamenti essi sono disponibili a sottoporsi.

Roma, 31 marzo 2009