Categorized | Il mondo e noi

Obama: La luna di miele prosegue, ma gli americani hanno poca fiducia nel futuro

– Nessun presidente può meglio di Barack Obama, per la sua stessa storia personale e politica, infondere speranza nei cittadini americani. L’incarnazione del “sogno americano” è sempre stata un ingrediente importante della politica statunitense: in qualche misura, si è sempre chiesto ai presidenti di essere in grado di rappresentare o, per lo meno, di evocare la prospettiva dell’emancipazione economica e sociale e della mobilità verticale. Obama è il primo afromericano che diventa presidente. Ha vinto le primarie sconfiggendo candidati più esperti e affermati di lui. Ha vinto le elezioni presentandosi come una “faccia nuova”, un politico in grado di suscitare e indirizzare una rinnovata passione politica, specialmente tra i giovani. Senza dubbio incarna il sogno e ha saputo esprimerlo in molti dei suoi discorsi con parole toccanti. Tuttavia, oggi chiedere agli americani di sognare non sarà per niente facile.

Gli Stati Uniti sono afflitti da una recessione economica molto pesante. Gli americani sono giustamente preoccupati e anche coloro che non sono stati direttamente penalizzati dalla crisi risentono del clima di tensione e pessimismo. Una rapida scorsa ai sondaggi degli ultimi mesi (chi volesse può consultarli sul sito www.pollingreport.com) conferma che le aspettative nel futuro sono assai poco rosee. Per il 57% degli americani il peggio deve ancora venire. E, benché lo stesso presidente della Federal Riserve Bank Bernanke abbia dichiarato che conta su una ripresa già dal 2010, il 54% degli americani pensa che la recessione potrà finire in un periodo che va da uno a due anni, mentre per il 23% in un periodo da tre a cinque anni. Stando agli ultimi dati del Conference Board, l’indice di fiducia dei consumatori è il più basso da quando è stata iniziata la rilevazione (cioè dal 1967). Questo atteggiamento costituisce di per sé un problema nel problema. Benché le condizioni siano oggettivamente difficili e non si possa chiedere ai cittadini di nutrire vane illusioni, è opinione comune tra gli osservatori e gli esperti che la crisi di fiducia sia il pericolo più insidioso in quanto disincentiva i consumatori a spendere e gli operatori economici a investire. Se, quindi, dovesse prevalere un diffuso e stabile pessimismo, ciò potrebbe pregiudicare il buon esito degli interventi monetari e fiscali che l’amministrazione può adottare per cercare di risalire la china.

Barack Obama ha dimostrato di voler affrontare la questione economica con energia. L’ultimo pacchetto di politiche fiscali varato è certo audace, sia per l’ingente somma prevista sia per la natura dei provvedimenti, ma testimonia una volontà di intervenire con decisione che per ora risulta decisamente apprezzata dall’ampia maggioranza dei suoi concittadini. La valutazione sull’attività del presidente (il cosiddetto job rating) è positiva per oltre il sessanta per cento degli americani. Ancora più interessante è il fatto che Obama sia riuscito a migliorare la sua immagine nella percezione collettiva: infatti, se per il 31% degli americani sta soddisfacendo le attese, per ben il 43% sta facendo un lavoro migliore di quanto non si aspettassero. Insomma, nonostante le difficili circostanze, la luna di miele, come viene chiamato proverbialmente il primo periodo di presidenza in cui di solito gli americani manifestano il loro entusiasmo per il nuovo presidente, sembra essere ancora particolarmente idilliaca. Tuttavia, se Obama piace e induce a sperare, qualche incrinatura in questo quadro è dimostrata dal fatto che non appena si separa la figura del presidente dalle sue politiche, la fiducia si abbassa. Infatti, alla domanda se lo Stimulus package, come viene chiamato il piano di Obama, aiuterà l’economia americana a riprendersi nei prossimi dodici mesi, il 51% risponde “solamente un poco’”. In buona sostanza, gli americani credono molto in Obama, ma non guardano con serenità al loro immediato futuro. Come messo in evidenza da una recente ricerca Gallup, dopo il varo dello Stimulus package non si potevano aspettare risultati concreti nel breve periodo, ma ci si attendeva certo un impatto positivo e immediato sull’umore dei cittadini. Invece, non c’è stata una risposta in questo senso dal punto di vista di una ritrovata propensione al consumo.

Obama sa molto bene che presto verrà il tempo in cui sarà necessario esibire risultati. Nel suo caso, dati i presupposti, il compito non sarà facile. D’altra parte, il neo-presidente è altrettanto consapevole che il banco di prova per la rielezione è proprio l’andamento dell’economia nazionale. Sono esistiti casi speciali, l’ultimo dei quali proprio l’elezione del 2004, quando, nonostante la sua non brillante gestione dell’economia, al presidente Bush fu riconfermata la fiducia sia per la decisione con cui aveva reagito all’emergenza terroristica sia per la sua maggiore credibilità come comandante in capo di una nazione in guerra. Ma per quel che lo riguarda, difficilmente Obama potrà sfuggire alla legge del voto retrospettivo basato sul giudizio complessivo sullo stato dell’economia. Per questa ragione, egli dovrà non solo impiegare al meglio la competenza dei suoi collaboratori e tutte le risorse di cui dispone per cercare di invertire un trend economico sfavorevole, ma sarà anche costretto a dar fondo a tutti i suoi celebrati talenti comunicativi per far sì che gli americani continuino ad avere fiducia in lui e nelle sue capacità di tirarli fuori dalla crisi. Come si è detto, nessuno più di Obama possiede la rara dote di parlare ai cuori e infondere fiducia. Ma deve riuscire a mettere a frutto questo capitale il più in fretta possibile perché, come è noto, prima o poi, la luna di miele finisce per ogni presidente.


Autore: Donatella Campus

Laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l’Università Bocconi di Milano, Donatella Campus ha conseguito un Ph.D. in Political and Social Sciences presso l’Istituto Universitario Europeo. E’ Professore associato presso la Facoltà di Scienze Politiche di Forlì, dove insegna Comunicazione Politica e Sistema Politico Americano. E’ docente di Italian Politics presso il Dickinson College, sede di Bologna.

One Response to “Obama: La luna di miele prosegue, ma gli americani hanno poca fiducia nel futuro”

  1. Alberto Scarcella ha detto:

    Se le sue intenzioni fossero solo quelle di stimolare una ripresa e rimediare alle mancanze del sistema sanitario sarebbe un grande. Purtroppo ha intenzione di imporre parecchie altre cose, da bravo “liberal”, come le restrizioni sulle armi da fuoco e l’imputazione di omicidio per i casi di legittima difesa. Non parliamo poi della politica estera che può blaterare quanto vuole, è il proseguo di quella della precedente amministrazione, come lo è la politica economica, vera responsabile della crisi e della proletarizzazione della classe media, su cui questi social-comunisti ripuliti giocano in vantaggio, essendo ogni povero disperato disoccupato un voto in più per loro.

Trackbacks/Pingbacks