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Le riforme sono necessarie. La prudenza non diventi paralisi

Solo quando ne saremo usciti ci sarà modo per capire di più sulle reali cause ed entità della crisi economica in cui il mondo intero si dibatte.

Che in questa temperie il Governo si muova con prudenza per non creare tensioni e scontri sociali è comprensibile, anzi, doveroso. Misure improvvisate come quelle proposte dal PD, sussidio generalizzato e senza condizioni o supertassa per i “ricchi”, non solo sarebbero sbagliate, ma anche controproducenti. Una tassazione aggiuntiva per i redditi oltre i 125.000 euro, ad esempio, avrebbe l’effetto di penalizzare il lavoro qualificato rendendo il nostro paese sempre meno appetibile per gli investimenti a più alto valore aggiunto e di scoraggiare la professionalizzazione dei più giovani.

Ma sul fronte governativo, quello che ci sta a cuore, bisogna stare attenti a non trasmettere l’impressione che la prudenza preluda alla paralisi.  Il mandato elettorale a Berlusconi è “Rialzati Italia!”, e tale resta, crisi o non crisi. Se la crisi non dovesse avere fine, allora sarà arrivato il “lungo termine” di keynesiana memoria, quello in cui saremo tutti morti o giù di lì. Ma la crisi finirà e l’economia, probabilmente in modo selettivo, ripartirà.

A questo appuntamento dobbiamo prepararci anche approfittando della drammatizzazione, compiendo quelle scelte di riforma che ci possano consentire di riportare il paese a quel livello di competitività, e dunque di crescita, che è mancato fino ad oggi.

Quale che sia la nostra analisi su ciò che sta accadendo, sulla fine oppure no del paradigma economico liberale che ha assicurato decenni di crescita straordinaria, mi chiedo: in futuro una tassazione troppo elevata diventerà un elemento neutrale per le nostre imprese e i nostri lavoratori?  Un mercato del lavoro duale e pesantemente ingiusto nei confronti dei più giovani sarà più sopportabile, economicamente e socialmente, di quanto non fosse fino a ieri? Una spesa sociale drammaticamente squilibrata a favore delle pensioni non sarà più un problema? Un sistema di ammortizzatori sociali in cui ai licenziati della Fiat o dell’Alitalia si riconoscono sette anni di cassa integrazione senza condizioni e a centinaia di migliaia di giovani “atipici” solo qualche mensilità sarà considerato equo? L’accesso alle professioni liberali ancora segnato dal corporativismo non costituirà più un problema di efficienza? La concorrenza e l’apertura dei mercati nel dopo crisi saranno un optional?

Al di là di ogni altra considerazione, noi crediamo che la risposta a queste domande sia chiara. Le riforme servono ancora, forse più di prima.

Siamo in emergenza, ma in Italia in tempi di emergenza si sono prese decisioni importanti, coma accadde durante la grave crisi del 1992. Il mondo è cambiato, si dice, ed è vero. Ma siamo sicuri che sia cambiato così tanto da non rendere più necessari i cambiamenti in Italia?

Il Governo ha fatto molte e buone cose dimostrando nervi saldi e pragmatismo. Ma è bene che l’orizzonte delle sue decisioni resti ampio, oltre la crisi, dove dobbiamo arrivare con il motore delle riforme a pieni giri.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

3 Responses to “Le riforme sono necessarie. La prudenza non diventi paralisi”

  1. gio5 ha detto:

    Da un po’ di tempo aspettiamo che il governo dica e faccia
    qualcosa di “liberale”.
    Finora : Bioetica : ordini da Oltretevere; Economia : le banche sotto i prefetti; Libertà civiche : proposte di bavaglio alla rete;
    Camere : facciamo votare solo i capi gruppo; ecc. ecc.

  2. elenasofia ha detto:

    Si sta riesumando ( se mai è stato sepolto) l’assistenzialismo …. a vantaggio non solo dei veri bisognosi, ma anche di tanti furbi …

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