Alle culture politiche liberali e conservatrici, nell’ultimi quarto del secolo scorso, è spettato di riscrivere l’agenda ideale e progettuale dell’Occidente, riaffermandone con successo il peso e il ruolo sul piano internazionale.
In Italia, come nel resto d’Europa, le forze politiche che difendono gli ideali della società aperta e delle libertà civili ed economiche sono chiamate ad una sfida analoga: dimostrare una rinnovata capacità di innovazione e di spinta, dinanzi a fattori di crisi e di crescita che mutano la realtà del mondo e gli stessi compiti della politica.
Il rapporto tra cittadino e stato, tra mercato e regolazione, tra diritto e autorità, tra “libertà” e “potere” assume oggi, per molti aspetti, un profilo inedito, ma conserva un’indubbia centralità in una realtà politica in cui la dimensione e la profondità dei cambiamenti suscita sentimenti diffusi di incertezza e di paura.
Continuiamo a ritenere che la crescita economica e civile di un paese imponga politiche in cui gli obiettivi di coesione, stabilità e sicurezza non sacrifichino le esigenze di libertà e di iniziativa individuale. Pensiamo dunque che la cultura liberale e liberista, individualista e antistatalista debba, anche cercando vie inedite, competere sul mercato delle idee e delle proposte politiche, offrendo soluzioni coraggiose, pragmatiche e responsabili.
A questa cultura Libertiamo intende dare voce, rappresentando una “polarità liberale” nella discussione politica, anche con questo magazine on line, che è ovviamente aperto ai contributi di quanti ne condividono l’ispirazione e la linea editoriale.