Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

In occasione del voto sulla proposta di revoca del divieto sul mais Ogm Mon810 in Austria e Ungheria, il Governo italiano, come quello della gran parte dei paesi europei europei, ha votato contro la proposta della Commissione Europea. Il Ministro Prestigiacomo, correttamente, ha giustificato il voto non come un “no agli ogm”, ma come il riconoscimento della possibilità da parte dei paesi membri di avvalersi di una “clausola di salvaguardia”, prevista dall’ordinamento comunitario.
Come era però prevedibile, il voto italiano è stato tradotto nei termini di una posizione ufficialmente anti-ogm da parte del Governo ed ha suscitato il comprensibile giubilo di quanti, da anni, sono impegnati in una crociata in cui si fondono conformismo culturale, terrorismo mediatico, pregiudizio antiscientifico e protezionismo commerciale. Esemplare, da questo punto di vista, è la gioia con cui Mario Capanna ha oggi salutato (e in parte travisato) la posizione del Governo italiano, nella sua intervista sul Corriere della Sera.
In materia di ogm, il Governo Berlusconi ha adottato finora, anche in ambito europeo, un atteggiamento pragmatico e non ideologico: un cambiamento positivo rispetto ad un passato in cui l’Italia si schierava per il no “a prescindere”. Per questo, oggi, deve scongiurare il rischio non solo di essere, ma anche di apparire allineato alle posizioni di chi, come Capanna, vorrebbe escludere l’Italia da uno dei settori più promettenti per la ricerca applicata in campo agricolo e schierare anche le forze dell’esecutivo nella sua crociata internazionale anti-ogm.