Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

In attesa di una riforma complessiva del sistema degli ammortizzatori sociali, io continuo a ritenere che oggi sarebbe equo, sia dal punto di vista sociale che dal punto di vista generazionale, immaginare uno scambio tra pensioni di anzianità e ammortizzatori sociali. “Congelare” i pensionamenti dei cinquantottenni e cinquantanovenni e finanziare con le risorse risparmiate le misure di sostegno al reddito per i lavoratori a termine e parasubordinati, per cui non sono oggi previsti sussidi di disoccupazione, sarebbe un modo intelligente per rispondere ad una congiuntura oltremodo difficile sul fronte occupazionale e per prefigurare, nel medio-lungo periodo, una riforma strutturale del sistema del welfare.
Cosa c’è di sbagliato nell’idea di far lavorare qualche anno in più i lavoratori che godranno di pensioni più alte (cioè di una maggiore remunerazione dei contributi versati) per assicurare una migliore protezione a quei lavoratori trenta-quarantenni su cui, anche grazie alle rigidità connesse all’art. 18, si scaricano oggi le esigenze di flessibilità del sistema occupazionale e su cui si scaricheranno domani, con pensioni assai più basse, le esigenze di equilibrio del sistema previdenziale?

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