Piu’ invenzioni se aboliamo i brevetti

Da Bocconi stampa – Segnalato da Lorenzo rendi

Secondo un paper pubblicato oggi su Science, di un team guidato da Debrah Meloso della Bocconi, un nuovo sistema di retribuzione per inventori e ricercatori è più efficace nello stimolare la creatività intellettuale Il sistema ultra centenario dei brevetti frena l’innovazione e per stimolare nuove idee bisognerebbe abolirlo a favore di un nuovo metodo di retribuzione per gli inventori. Questa la conclusione a cui giunge lo studio ‘Promoting intellectual discovery: patents versus markets’ condotto da Debrah Meloso (Università Bocconi) con Jernej Copic (UCLA) e Peter Bossaerts (Caltech), pubblicato oggi su Science. Secondo i ricercatori, un sistema dove gli inventori possono comprare e vendere sul mercato titoli dei componenti chiave delle loro scoperte supera infatti il sistema vincitore prende tutto  dei brevetti nello stimolare
curiosità e creatività intellettuale.

Partendo dal presupposto che il sistema dei brevetti ha dei limiti dal
momento che premia solo il primo, i ricercatori hanno ideato una serie di
esperi!  menti per mettere a confronto il sistema dei brevetti e le forze
di mercato sul modo in cui influenzano la propulsione delle persone ad
inventare.

I ricercatori hanno svolto l’esperimento noto come il
“problema dello zaino” (“the knapsack problem”) in
cui i partecipanti hanno un numero di oggetti superiore a quello che lo
zaino può effettivamente contenere e la sfida è trovare la
soluzione per massimizzare il valore degli oggetti che si riesce ad
inserire.

Per vincere con il sistema basato sui brevetti era sufficiente indovinare
la soluzione prima degli altri. I ricercatori hanno però notato che
questo approccio disincentivava gli altri giocatori nella ricerca della
soluzione. Nel sistema basato su un regime di libero mercato, invece, i
partecipanti guadagnano quanto più sono in grado di individuare
anche singole parti della soluzione del problema. Come in una borsa
virtuale, infatti, i titoli!   dei singoli oggetti salgono o scendono di
valore a seconda se!   fanno p arte o meno della soluzione ovvero se
entreranno o meno nello zaino. Chi avrà acquistato titoli di uno o
più oggetti contenuti nello zaino realizzerà quindi un
guadagno anche se non sarà stato il primo a individuare la
soluzione.

I ricercatori hanno calcolato che con il sistema dei brevetti solo il 17 %
dei partecipanti all’esperimento dello zaino raggiungeva la
soluzione mentre con il sistema della borsa virtuale la percentuale saliva
al 27% e i giocatori si impegnavano sempre di più nella ricerca di
soluzioni diverse.

“Le persone sono consapevoli che le scoperte sono difficili e sono
più motivate se sanno che i premi non sono esclusivamente per i
primi,” spiega Meloso, docente presso il Dipartimento di scienze
delle decisioni della Bocconi. “E la promozione di un numero
più ampio di idee e di grande beneficio per la creatività
intellettuale e può essere stimolata !  tramite dei mercati creati
su misura.”

Secondo i ricercatori, infatti, per stimolare l’innovazione si
potrebbe dunque pensare ad un sistema di retribuzione non più
basato sui brevetti ma dove le persone detengono titoli dei componenti
delle loro invenzioni. Per esempio, gli scienziati impegnati nello studio
sulle celle a combustibile che pensano che il platino sia il migliore
catalizzatore potrebbero acquistare dei future sul platino nella
consapevolezza che una volta che la loro invenzione diventa di dominio
pubblico il loro investimento crescerebbe di valore. Il presupposto per il
funzionamento di questo sistema sarebbe l’introduzione di mercati
per tutti gli oggetti potenzialmente componenti di scoperte future.

Tale sistema lascerebbe così intatta la motivazione di altri
scienziati a continuare a lavorare ma premierebbe comunque i primi
perché acquisterebbero i titoli al prezzo minore. Gli inventori
sarebbero !  anche incentivati a divulgare al più presto le loro
sco!  perte pe r fare crescere il valore dei loro titoli, accelerando
così lo sviluppo di applicazioni basate sulle nuove scoperte.


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