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Testamento biologico: Della Vedova, Pari dignità anche per chi difende la libertà di cura

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl

Francesco Rutelli, offeso per i commenti riservati all’emendamento di mediazione su idratazione e alimentazione artificiale, rivendica la “pari dignità” delle proprie posizioni.
Non voglio apparire irriverente, ma in una discussione che oscilla tra lo “statalismo etico” della bozza Calabrò e il “paternalismo medico” della mediazione suggerita da Rutelli, a dovere rivendicare “pari dignità” e pieno riconoscimento è innanzitutto chi, come il sottoscritto, vorrebbe limitarsi a conservare e a difendere, anche nella legge sul fine vita, il principio che subordina i trattamenti sanitari al consenso dei pazienti.
Capisco che, in questa fase, sia quanto mai interessante dal punto di vista politico assistere alle spaccature che la legge sul testamento biologico sta creando nel Pd. Ma dovrebbe apparire altrettanto interessante e forse anche più allarmante verificare, in termini di merito, quale sconquasso giuridico e deontologico deriverebbe da una legge che giungesse a stabilire che per alcuni trattamenti i pazienti sono meri oggetti delle decisioni altrui e non soggetti delle scelte di cura.


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