Categorized | Biopolitica, Comunicati

Testamento biologico: Cultura della vita non è negare libertà di cura

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

Oggi, nessun medico potrebbe infilare un sondino naso-gastrico per l’alimentazione artificiale, o effettuare un intervento chirurgico “salva-vita”, o disporre la ventilazione forzata di un paziente che negasse esplicitamente il proprio consenso a questi trattamenti. Se il ddl Calabrò venisse approvato nella sua versione originale, il medico non solo potrà, ma letteralmente dovrà, in ossequio ad una legislazione da “stato etico”, disporre del corpo dei malati come di un oggetto da salvaguardare, anche contro la volontà dei diretti interessati.
Così come oggi è scritto, il ddl Calabrò non è solo contro il testamento biologico, ma contro lo stesso principio della libertà di cura. Gli appelli al confronto, alla moderazione e alla saggezza sono vane e inutili parole se la maggioranza non solo stabilirà che le direttive anticipate dei pazienti non siano vincolanti per le scelte dei medici, ma giungerà ad escludere che, per alcuni trattamenti (giudicati utili alla salvaguardia della vita e della salute), sia necessario il consenso del paziente, anche quando questi fosse in grado di esprimerlo o negarlo in piena consapevolezza.
Promuovere la cultura della vita non è negare la libertà di cura.

Roma, 20 febbraio 2009


Comments are closed.