Privacy: Rischiosa moratoria su regole, necessaria riforma Codice Privacy

Presentato ordine del giorno: per contact center, passare dal sistema dell’opt-in a quello dell’opt-out

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:

L’emendamento del Governo al decreto mille-proroghe, che consente, fino alla fine del 2009, l’utilizzo delle banche dati costituite entro il 1 agosto 2005 in deroga alle norme del Codice della Privacy su informativa e consenso, ha suscitato comprensibili polemiche.
Ora però, nella fase di “moratoria”, è necessario che il Governo predisponga una modifica della normativa, che, superando una disciplina eccessivamente restrittiva e di incerta applicazione, ponga comunque limiti certi alla disponibilità dei dati degli utenti e li protegga dal rischio del “telemarketing selvaggio”.
A questo fine, proporrò un ordine del giorno che inviti il Governo a predisporre una modifica del decreto legislativo 196/2003, che consenta di passare dal sistema dell’opt-in a quello dell’opt-out. In pratica, si tratta di passare dalla logica per cui la disponibilità dei dati deve essere autorizzata dall’utente, con la conseguenza di imporre gli adempimenti in termini di informativa e consenso ad una pluralità di operatori non coordinati tra di loro, ad una logica che consenta a ciascun utente di registrare l’indisponibilità dei propri dati direttamente presso il Garante per la Privacy, e agli operatori di “ ripulire” regolarmente le proprie banche dati, sulla base di un unico elenco direttamente accessibile.
Una normativa di questo tipo, che funziona egregiamente nel Regno Unito, sarebbe assolutamente equa, perché consentirebbe a tutti i consumatori, in ogni momento, di negare o revocare il proprio consenso al trattamento dei dati, ma renderebbe anche più agevole e meno esposto a rischi il rispetto della normativa sulla privacy da parte dei contact center.


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