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Eluana: Ddl viola anche libertà di cura persone coscienti

Vietata interruzione di alimentazione e idratazione, anche se rifiutate da persone capaci di intendere e volere

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato PDL

Il disegno di legge presentato dal governo recita testualmente che “l’alimentazione e l’idratazione, in quanto forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze, non possono in alcun caso essere sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi”.
Ciò significa, con assoluta chiarezza, che la sospensione di questi trattamenti non è impedita solo nei casi in cui il paziente versi in stato di incapacità e il suo consenso alle cure non possa essere recepito in forma certa e, come si usa dire, “attuale” da parte del medico curante. Il divieto si estende nei confronti di qualunque paziente non autosufficiente, ancorché perfettamente cosciente e in grado di esprimere la propria volontà. Per essere chiari: se un paziente di SLA intendesse rifiutare l’alimentazione artificiale, sulla base del disegno di legge gli dovrebbe essere imposta con la forza.
La conseguenza di questa scelta è duplice: in primo luogo non è vero che il disegno di legge serva solo ad impedire la morte di Eluana e a “proteggere” pazienti che non hanno espresso una volontà chiara in ordine ai trattamenti cui desiderano o meno essere sottoposti.
In secondo luogo, nell’attuale formulazione, presenta evidenti profili di incostituzionalità, perché sulla base dell’art. 32 della Costituzione (come conferma un’ampia giurisprudenza costituzionale) qualunque tipo di intervento di natura sanitaria sul corpo di un cittadino capace di intendere e volere è sempre sottoposto e condizionato al suo consenso.


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