AUDIO INTERVISTA – Da Benedetto: riflessioni sul caso Englaro

Nota di Benedetto Della Vedova agli iscritti al gruppo Facebook “Testamento biologico: voto PDL ma dico NO ad una legge CONTRO la LIBERTA’”

La notizia di questi ultimi due giorni è il trasferimento di Eluana dalla clinica di Lecco dove ha trascorso gli ultimi 17 anni alla clinica “La Quiete” di Udine, dove nei prossimi giorni saranno interrotte l’alimentazione e l’idratazione artificiali. Il calvario clinico e giudiziario di Eluana (e quello dei suoi genitori) pare giunto finalmente alla conclusione. Eluana sarà finalmente libera di andar via. Il linciaggio riservato in queste ore al padre Beppino è assurdo e inumano. Parlare di “mano assassina”, di “omicidio” o, addirittura di “boia”, non solo è privo di qualsiasi pietà, ma è un assurdo dal punto di vista della civiltà giuridica. Qui non c’è omicidio o assassinio. C’è la libera scelta di due genitori che mettono in atto la volontà della figlia. Vanno rispettati, come ha sottolineato ieri Gianfranco Fini. Le sue parole sono state una boccata d’aria fresca!

Da sempre, anche nel mondo politico, si muovono nei confronti di Beppino Englaro accuse assurde, come quella di volersi “sbarazzare” di Eluana. O si è in malafede o non si è a conoscenza del fatto che di vicende simili a quella di Eluana ne accadono tante, in giro per l’Italia, e si risolvono nel silenzio e con la pietà di un buon medico. Beppino Englaro ha scelto invece una limpida battaglia socratica: ha chiesto di sapere se la Costituzione e le leggi italiane consentissero la sospensione delle terapie di alimentazione e idratazione artificiale a sua figlia, secondo la volontà da lei espressa in passato. La Corte di Appello di Milano e la Suprema Corte di Cassazione hanno risposto positivamente. La legge può non piacere ma è legge: chi non riconosce questo, per qualsiasi ragione lo faccia, mina lo Stato di Diritto.
Nessuno di noi può davvero immedesimarsi in Beppino, nessuno può realmente capire cosa l’abbia spinto in questi anni ad affrontare questa impresa titanica. Probabilmente l’amore per la figlia, un modo per dare un senso alla sua tragedia familiare e alla vita di Eluana. Qualsiasi sia la ragione, Beppino è diventato – suo malgrado – un “eroe” contemporaneo.

Per noi che crediamo nel valore incomprimibile della libertà di scelta e nei suoi “corollari” – la libertà di cura, il consenso informato, il diritto al rifiuto di un trattamento sanitario – il “caso Englaro” rappresenta una pietra miliare, così come la sentenza della Cassazione è una inestimabile conquista di libertà individuale. Eppure, quanti sono da sempre favorevoli dell’istituzione nell’ordinamento italiano del cosiddetto “testamento biologico”, non possono che temere l’imminente intervento normativo che il Pdl sta per mettere in campo. Altro che aumento del grado di libertà individuale: con il testo in discussione, medici e pazienti saranno meno liberi di scegliere e meno responsabili delle proprie scelte. Quasi converrebbe accontentarsi della sentenza e non legiferare, viste le premesse! Non è un caso che i maggiori sostenitori di un intervento normativo in materia paiono essere coloro che, fino a qualche anno fa, inorridivano all’idea di una legge sul testamento biologico. Ma oggi, chiamando testamento biologico un provvedimento in realtà limitativo della libertà di scelta (che consegna il paziente al rispetto coercitivo di un’etica di Stato), il problema semantico appare risolto.

Ma non ci si può sottrarre al dibattito politico e alla domanda di certezza del diritto di milioni di persone, alle quali bisogna offrire strumenti concreti: una buona legge sul testamento biologico che tuteli inequivolcamente la libertà di scelta e di cura. Si va però nella direzione opposta con il disegno di legge Calabrò.
Spero che quella proposta non diventi mai legge: è sbagliata, è contraria alla Costituzione, riduce ad un mero simulacro il testamento biologico, va nella direzione opposta rispetto all’Europa.
Per questo bisogna assolutamente continuare con questa nostra iniziativa su Facebook.

Benedetto Della Vedova


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