Inserito il 28 febbraio 2009. Tags: Alemanno, Della Vedova, roma
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:
“L’ordinanza dell’amministrazione Alemanno – che vieta la vendita di cornetti caldi e gelati dopo l’una di notte, per non meglio precisate ragioni di ordine pubblico – rende un cattivo servizio ad una metropoli come Roma che può e deve “competere” con New York, con Parigi, con Buenos Aires o con Shanghai.
I sindaci di queste realtà si vantano di governare città “che non dormono mai”: nelle principali metropoli del pianeta – dove nascono le tendenze culturali globali e si concentrano le persone più creative che trainano l’innovazione economica e sociale – la vita si svolge senza interruzione ventiquattro ore al giorno.
Invito il sindaco Alemanno a riflettere su un provvedimento, dirigista nel merito e che rischia di trasformarsi nel mondo in una pubblicità negativa per la città di Roma.”
Inserito in Comunicati, Economia e mercato
Inserito il 28 febbraio 2009. Tags: Della Vedova, testamento biologico
Per recuperare un po’ di equilibrio nella discussione occorre fermarsi e ripartire da zero.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:
Le parole di oggi del cardinale Barragan, per cui il padre di Eluana Englaro potrebbe essere chiamato assassino, sono pesanti, ma non differiscono nella sostanza da quelle del cardinale Ruini, che aveva parlato della morte di Eluana come di un “omicidio”. Che questo sia il giudizio di una parte della Chiesa è, dunque, un fatto; che rimane tale anche se molte altre personalità del mondo cattolico hanno espresso un giudizio decisamente differente.
Ma ciò che rileva politicamente, a mio avviso, è che un grande partito liberale, moderato ed europeo, come il PDL, non può legiferare guidato dal grido di guerra: “Assassino!”.
Dobbiamo recuperare la moderazione che è invece propria della gran parte del nostro elettorato: la moderazione che portò la maggioranza di centro-destra, con il parere favorevole del Governo Berlusconi, a votare al Senato nel 2005 una legge eccellente sul testamento biologico, di segno opposto al testo Calabrò; la moderazione che sta guidando i democristiani di Angela Merkel ad adottare per i cittadini tedeschi una disciplina pragmatica e rispettosa della volontà delle persone.
Per recuperare un po’ di equilibrio nella discussione credo sia necessario fermarsi e ripartire da zero.
Inserito in Biopolitica, Comunicati
Inserito il 27 febbraio 2009. Tags: Cercone De Lucia, cinema
Di Gianfranco Cercone
Può capitare, vedendo un film, di pensare che lo spunto di partenza non sia stato sviluppato in pieno; che ne siano stati forse sacrificati i risvolti più interessanti. E allora la nostra immaginazione si mette al lavoro per perfezionarlo.
Per quanto mi riguarda è stato il caso di “The reader”: film professionalmente impeccabile; per il quale l’attrice Kate Winslet ha vinto recentemente un Oscar meritato; ma alla lunga, un po’ fiacco e sdilinquito.
Negli anni Cinquanta, a Berlino, uno studente quindicenne ha una relazione con una donna di quarant’anni. La donna, ora dolce ora ruvida, è attraversata da improvvise e feroci crisi di rabbia, senza apparenti spiegazioni. Cos’è che la turba? Non ce lo spiega. Avara di parole, non trova forse in un amante imberbe la persona giusta con cui confidarsi. Il suo pudore un po’ selvatico è poi rafforzato da una segreta vergogna: non sa né leggere né scrivere. Leggi tutto
Inserito in Archivio Generazione Elle
Inserito il 26 febbraio 2009. Tags: Della Vedova, Eluana, testamento biologico
di Benedetto Della Vedova, da Il Riformista del 26 febbraio 2009
Come dimostra la mia modesta storia politica, non sono mai stato né guelfo né ghibellino, non avendo mai fatto né dell’anticlericalismo né del clericalismo militante la “cifra” del mio impegno pubblico. Per ironia della sorte, mi sono quasi sempre trovato, su questo, in minoranza.
Per queste ragioni, come Angelo Panebianco, vorrei poter dire di non partecipare allo scontro in atto sul fine vita perché “sto da tutt’altra parte” . Vorrei, ma non posso. Non posso perché questo “altrove” proprio dei liberali, che pensano che lo Stato e le sue leggi non debbano e non possano occupare lo spazio privato delle decisioni degli uomini liberi, è diventato da tempo terra di conquista. E a muovere l’offensiva, almeno in Italia, non sono certo stati i ghibellini. Dunque, oggi, non partecipare allo scontro significa una cosa sola: consentire l’occupazione manu militari di questo “altrove liberale” e soggiacere ad un’offensiva che non rivendica la dimensione pubblica della fede, ma la legittimità di una legislazione etica, imposta in nome del diritto naturale.
Questa offensiva usa le armi della propaganda e della demagogia, parlando di “cibo ed acqua”, di “morire di fame e di sete” o di “omicidio”, per sottrarre la discussione sul testamento biologico dall’ambito che le è proprio – quella della libertà di cura e del suo esercizio regolato e prudente, “ora per allora” – per spostarla su di un piano puramente ideologico. Altro che empirismo: il principio assoluto della vita “indisponibile” (dove l’indisponibilità vale per ciascuno di noi non rispetto alla vita altrui, ma alla nostra) ci costringe ad una discussione astratta, che prescinde dalle situazioni concrete.
Sarebbe preferibile, certo, che queste questioni potessero essere regolate in una “zona grigia” ma non eslege, protetta dagli sguardi e dai clamori della piazza, e insieme capace di proteggere i malati dagli abusi di medici troppo “pietosi” e dagli arbitrii di parenti troppo interessati. Però, come ha dimostrato la veemente reazione alla sentenza della Cassazione sul caso Englaro, l’obiettivo è oggi esattamente quello di cancellare ogni possibile “zona grigia” lasciata alla discrezionalità individuale e al rapporto tra pazienti, familiari e medici. Si poteva evitare di lottare, sul piano della legge, come avrei auspicato e come Panebianco si ostina a chiedere, se ai principi giuridici e deontologici che regolano da tempo le relazioni terapeutiche fosse unanimemente riconosciuta una legittimità civile e “operativa” che invece, da ben prima del caso Englaro, una parte consistente della società civile e politica (e non di parte ghibellina) ha scelto di mettere pesantemente in discussione.
Panebianco ritiene che il solo stabilire il principio della libertà di cura suoni come offesa e affronto a quanti la ritengono una vana pretesa o un terribile peccato. Ma senza questo principio, senza questo confine giuridico lo “spazio privato” di fatto non esiste o, per meglio dire, è destinato ad essere invaso da chi, di volta in volta, conquista il potere nello spazio pubblico e nelle istituzioni politiche. Del resto, se il principio di non offendere la sensibilità di alcuni fosse prevalso, avremmo ancora l’indissolubilità del vincolo matrimoniale imposto a tutti dalla legge.
Oggi, lo scontro è tra chi ritiene che questa materia sensibile debba essere disciplinata avendo cura di imporre i dettami di una “verità naturale” e quanti invece pensano che debba essere affidata alla libertà personale. Purtroppo, quello del confronto legislativo è un terreno in cui è costretto doverosamente a muoversi anche chi vorrebbe stare “altrove”.
Benedetto Della Vedova
Presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
Inserito in Biopolitica
Inserito il 26 febbraio 2009. Tags: Della Vedova, diritti civili, PdL, politica, testamento biologico
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:
“La richiesta di moratoria nella discussione sulla legge sul testamento biologico avanzata, in forma bipartisan, da otto senatori è l’ennesima conferma che la discussione sul testamento biologico è destinata ad avvitarsi su se stessa. Aumentano le spaccature e le divisioni in entrambi i fronti e la logica massimalista imposta dal testo Calabrò si rivela la meno adatta per favorire soluzioni di compromesso compatibili con quelle che, fino ad oggi, sono state (e dovrebbero rimanere) le regole giuridiche e deontologiche che disciplinano i rapporti tra i medici e i pazienti.
A questo punto è quantomeno necessaria una pausa di riflessione. E bisogna ripristinare i “paletti” entro cui la discussione va mantenuta. Qualunque legge che istituisca, anche in forme surrettizie, la logica della “cura obbligatoria”, al di fuori dei limiti previsti dall’articolo 32 della Costituzione, è destinata a scontrarsi con una più che prevedibile pronuncia di incostituzionalità. Quindi o il legislatore sceglie di “attaccare” direttamente il principio costituzionale, oppure accetta di rispettarlo, senza tentare maldestramente di aggirarlo.”
Inserito in Il mondo e noi
Inserito il 26 febbraio 2009. Tags: Della Vedova, testamento biologico
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:
Con grande chiarezza, la bozza Calabrò fa emergere spaccature ed evidenzia contraddizioni anche all’interno dello schieramento parlamentare, di maggioranza e opposizione, che sembrava compattamente schierato a favore di una legge “contro” il testamento biologico.
Il ddl Calabrò non è solo messo in discussione da quanti, come il sottoscritto, denunciano la violazione del principio della libertà di cura, ma anche da quanti, da posizioni opposte, chiedono di escludere la ventilazione artificiale (e non solo l’alimentazione e l’idratazione) dal novero dei trattamenti sanitari da sottoporre al principio del consenso, o, in modo ancora più radicale, di negare qualunque riconoscimento giuridico alle dichiarazioni anticipate di trattamento.
Per riportare ordine su questo tema, occorrerebbe ripartire da zero, e non trasformare la discussione delle proposte di legge sul fine vita in un confuso “secondo tempo” della discussione iniziata sul caso Englaro. La base di partenza di una discussione ragionevole non può essere un testo che riconosce le dichiarazioni anticipate al fine di vanificarne l’efficacia, e sancisce il principio del consenso informato, per escluderne la piena operatività nelle relazioni terapeutiche.
Inserito in Comunicati
Inserito il 25 febbraio 2009.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
Il sottosegretario Mantovano ritiene che nella legge sul fine vita il divieto di interruzione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale vada obbligatoriamente esteso alla respirazione forzata. Nella logica del tutto sbagliata e antideontologica del testo Calabrò, che sottrae ai pazienti (anche a quelli coscienti) il diritto di rifiutare trattamenti invasivi quando questi servano a surrogare le funzioni vitali essenziali, la posizione di Mantovano ha almeno il pregio della coerenza. D’altra parte tra alimentazione e respirazione forzata l’unica differenza percepibile è che nella seconda l’apparato tecnico è più visibile e rumoroso.
A questi paradossi conduce il testo Calabrò: per negare il diritto di scelta anticipata dei pazienti in previsione di uno stato di incapacità, è costretto a negare il diritto di scelta anche dei pazienti coscienti. Per escludere alcuni trattamenti “di base” dall’ambito di applicazione del principio del consenso, giunge a rendere obbligatori per ciascun paziente tutti i “trattamenti sanitari ordinari e proporzionati alla salvaguardia della sua vita o della sua salute”.
Inserito in Biopolitica, Comunicati
Inserito il 25 febbraio 2009. Tags: Video
Oggi, 25 febbraio 2009, l’on. Benedetto Della Vedova è stato ospite della trasmissione “Omnibus” su La7. Di seguito, i link alle quattro parti della trasmissione.
Inserito in Archivio Multimedia
Inserito il 25 febbraio 2009.
Da Corriere.it del 24 febbraio 2009
BERLINO – Una specie di colletta tra i tifosi. Per acquistare Lukas Podolski dal Bayern Monaco, il Colonia ha chiesto aiuto ai propri fan. E così, attraverso il sito ufficiale del club, è possibile acquistare un pixel dell’immagine dell’attaccante (che cambierà casacca per 10 milioni di euro) a 25 euro. Iniziativa alla quale ha aderito anche Michael Schumacher: l’ex pilota della Ferrari, tifoso dichiarato della formazione che milita in Bundesliga, ha messo a disposizione 875 euro per l’operazione di mercato che sarà realizzata alla fine della stagione. Leggi tutto
Inserito in Archivio Generazione Elle
Inserito il 25 febbraio 2009. Tags: Della Vedova, politica, testamento biologico
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
Francesco Rutelli, offeso per i commenti riservati all’emendamento di mediazione su idratazione e alimentazione artificiale, rivendica la “pari dignità” delle proprie posizioni.
Non voglio apparire irriverente, ma in una discussione che oscilla tra lo “statalismo etico” della bozza Calabrò e il “paternalismo medico” della mediazione suggerita da Rutelli, a dovere rivendicare “pari dignità” e pieno riconoscimento è innanzitutto chi, come il sottoscritto, vorrebbe limitarsi a conservare e a difendere, anche nella legge sul fine vita, il principio che subordina i trattamenti sanitari al consenso dei pazienti.
Capisco che, in questa fase, sia quanto mai interessante dal punto di vista politico assistere alle spaccature che la legge sul testamento biologico sta creando nel Pd. Ma dovrebbe apparire altrettanto interessante e forse anche più allarmante verificare, in termini di merito, quale sconquasso giuridico e deontologico deriverebbe da una legge che giungesse a stabilire che per alcuni trattamenti i pazienti sono meri oggetti delle decisioni altrui e non soggetti delle scelte di cura.
Inserito in Biopolitica, Comunicati
Inserito il 24 febbraio 2009. Tags: Della Vedova, Eluana, testamento biologico
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:
Oggi, nessun medico potrebbe infilare un sondino naso-gastrico per l’alimentazione artificiale, o effettuare un intervento chirurgico “salva-vita”, o disporre la ventilazione forzata di un paziente che negasse esplicitamente il proprio consenso a questi trattamenti. Se il ddl Calabrò venisse approvato nella sua versione originale, il medico non solo potrà, ma letteralmente dovrà, Leggi tutto
Inserito in Biopolitica, Comunicati
Inserito il 20 febbraio 2009.
Da Il Giornale.it del 20 febbraio 2009
Il copyright, lo confesso, non è del tutto mio, ma io ci metto il know-how, che è poi quello che serve e che conta nel tempo dell’I Care e dello Yes, we can… E quindi, e insomma, Why not Gianfranco Fini al posto di Walter Veltroni? L’idea me l’hanno data il professor Roberto Zavaglia, che è uno dei migliori analisti di politica internazionale in circolazione, e Andrea Marcenaro, ovvero il re dei corsivisti italiani, l’uno a voce, a cena, l’altro per iscritto, sul suo giornale, Il foglio, ma quella che per loro è una boutade, può anche divenire, come avrebbe detto Ciriaco De Mita, «un ragionamendo politico». Seguitemi. Leggi tutto
Inserito in Archivio Generazione Elle