Disponibile ad aprire sottoscrizione per il “risarcimento danni”
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl:
“Apprendiamo da un’intervista su Avvenire che, secondo il viceprocuratore generale della Corte dei Conti Salvatore Sfrecola, il direttore sanitario che dovesse consentire la sospensione dell’alimentazione artificiale ad Eluana Englaro sarebbe chiamato personalmente a “risarcire i danni”.
Secondo Sfrecola, infatti, si tratterebbe di un “pregiudizio erariale” determinato da una spesa non prevista dalla legge.
Pur confortati dalla solerzia con la quale la Corte dei Conti pare impegnata nel combattere gli sprechi della sanità e augurandoci di vederne presto i risultati, direi che siamo al grottesco.
Probabilmente a risarcire il danno sarebbe chiamata in solido la Corte di Cassazione, che ha stabilito la legittimità della richiesta di sospensione delle cure ad Eluana, ma sono fin da ora disponibile ad aprire una pubblica sottoscrizione per il pagamento dei danni che la solerte Corte dei Conti dovesse infine imputare alla struttura sanitaria che accogliesse Eluana.”
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
Il Governo ha molte ragioni per guardare con apprensione ai destini del mercato dell’auto, che pesa per il 7% sul Pil nazionale e bene ha fatto oggi Berlusconi a preannunciare un intervento dell’esecutivo.
A partire dagli Stati Uniti, quella degli aiuti settoriali sembra essere una strada obbligata, che molti governi stanno tenacemente perseguendo. Per parte mia ritengo che abbia senso un sostegno, anche finanziario, sul versante della ricerca e dello sviluppo, che favorisca l’aggiornamento sia di processo che di prodotto; non penso invece che un sostegno diretto alla domanda attraverso la cosiddetta “rottamazione” possa rappresentare una soluzione, né che, nel medio periodo, essa sia necessariamente destinata a favorire i produttori italiani. L’altro versante su cui penso invece che il Governo debba impegnarsi è quello del credito, per impedire che il comparto automobilistico (come altri settori produttivi) sia soffocato dalla crisi di fiducia e reso incapace di rispondere alle difficoltà con nuove strategie di sviluppo.
Insomma: all’auto servono misure che possono e devono essere estendibili a tutti i settori produttivi. Non servono “eccezioni” complicate, gravose e discriminatorie.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
Il Ministro Zaia, non escludendo la possibilità di sperimentare colture ogm anche in Italia, ha rotto significativamente un tabù che rimanda al peggiore ambientalismo ideologico e che ha condannato per anni la discussione su questi temi ad una sorta di guerra di religione. Leggi tutto
Dal suo giornale (19 gennaio) Giuliano Ferrara riconosce esplicitamente che l’atto direttivo di Sacconi e la sentenza della Corte civile di Milano a proposito del caso di Eluana Englaro non sono vicende parallele. Al contrario, entrano in conflitto, sono in contraddizione e per di più volutamente: «il circuito della legalità è chiuso, interrotto da una sentenza civile?». Forse no, a patto che ci si intenda su questa espressione e sulle modalità di intervento. Leggi tutto
Domani, venerdi 23 gennaio alle ore 16,30, a Napoli in Via Chiatamone 63, presso l’Istituto di Cultura Meridionale, Benedetto Della Vedova interverrà al convegno di presentazione del volume “Come il federalismo fiscale può aiutare il Mezzogiorno” di Piercamillo Falasca e Carlo Lottieri. Saranno presenti gli autori.
Da Pdl posizioni estremiste, nel Ppe prevale maggiore prudenza
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
La guerra senza quartiere che il Governo sta scatenando contro ogni regione che offra la propria disponibilità ad attuare la sentenza della Cassazione e ad ospitare gli ultimi giorni di Eluana è umanamente impietosa e politicamente sbagliata.
Questa compattezza non riflette né l’articolazione degli orientamenti presenti nell’elettorato del centro-destra (qualcuno pensa davvero che tutti gli elettori del Pdl considerino la morte di Eluana un “omicidio” da scongiurare con ogni mezzo?), né l’esigenza di un grande partito di cercare e trovare soluzioni di compromesso rispetto alla varietà di posizioni che la società esprime sui temi “eticamente sensibili”.
In tutta Europa i partiti che aderiscono al Pppe stanno compiendo questo sforzo, nel Pdl (e in particolare nel governo) continua a prevalere un estremismo valoriale, che è sbagliato, controproducente e rischia di condurre il Pdl all’isolamento nello stesso schieramento conservatore e moderato europeo.
WASHINGTON - La morte nera nelle mani dei terroristi algerini? Per l’intelligence americana non lo si può escludere. In una base di Al Qaeda della terra del Maghreb (Algeria) avrebbero condotto un test con il batterio della peste conclusosi in modo drammatico: quaranta militanti avrebbero perso la vita. La notizia è comparsa prima sul tabloid britannico Sun, ma è stata poi rilanciata dal Washington Times che ha citato fonti della sicurezza americana. Leggi tutto
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
La sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro è stata adottata in base alla Costituzione e alle leggi vigenti, a cui non possono essere contrapposte ricognizioni di altre “fonti giuridiche” quali un parere di un organo consultivo del Governo come il Comitato Nazionale di Bioetica (parere peraltro assunto a maggioranza) e una convenzione Onu non ratificata, che non ha alcuna relazione con il caso di Eluana, e che comunque, per quanto attiene ai trattamenti sanitari, vincola i medici al rispetto della volontà dei pazienti disabili.
Peraltro, la Suprema Corte non ha disposto l’esecuzione di una paziente, ma ha riconosciuto anche nel suo caso il diritto a sospendere un trattamento sanitario: un diritto – si badi bene – che non è nuovo né eversivo del nostro ordinamento giuridico e che i malati in “stato di capacità” esercitano ogni giorno negli ospedali italiani.
Paradossale che una sentenza definitiva sia burocraticamente impraticabile
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
Penso che la disponibilità offerta oggi dalla Presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, possa aiutare a risolvere la tragica impasse in cui la vicenda di Eluana Englaro è precipitata.
E’ importante, non solo dal punto di vista giuridico, ma anche da quello civile, che sia possibile dare esecuzione in Italia ad una sentenza che riconosce il diritto di Eluana (ripeto: il diritto di Eluana) a sospendere i trattamenti di sostegno vitale a cui è, da oltre 17 anni, sottoposta.
Che una sentenza della suprema Corte di Cassazione sia insieme definitiva ma impossibile da adempiersi, giuridicamente ineccepibile ma burocraticamente impraticabile, è qualcosa che espone il nostro paese ad una situazione paradossale.
Immaginiamo una campagna di guerra, che costa tempo, denaro e vite umane. Che dopo dieci anni lascia il nemico forte quanto prima. E provoca danni collaterali difficili da calcolare, in economia, in politica, nell’opinione pubblica. Insomma un fallimento, che invita al ritiro unilaterale. Come se non avesse già abbastanza problemi e fronti aperti, Barack Obama si troverà nei prossimi mesi davanti al dilemma coca. Leggi tutto
La piattaforma politica del Pdl guardi sia alla Merkel sia a Westerwelle
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl
I risultati delle elezioni in Assia, che registrano il successo della Cdu in alleanza con i liberali di Guido Westerwelle, sono molto utili per stabilire, in prospettiva, quale possa e, a mio parere, debba essere la piattaforma dello schieramento liberale e conservatore in Italia.
In Germania si annuncia un’alleanza tra il partito del popolarismo europeo e quello del liberalismo marcatamente pro market e libertario. In Italia, in uno schema bipartitico che spero possa consolidarsi, entrambe queste culture politiche e di governo devono trovare spazio all’interno del Pdl. Già oggi questa sintesi trova riscontro sul piano elettorale, visto che in Italia votano per il Pdl tanto gli elettori che in Germania voterebbero Westerwelle, quanto quelli che voterebbero la Merkel.
Sul piano politico, è invece evidente il rischio che la piattaforma del Pdl assuma su vari temi (da quelli economico-sociali a quelli civili) una impostazione puramente conservatrice, quando non reazionaria, assai più arretrata di quella dei popolari tedeschi e destinata ad emarginare le proposte più propriamente liberali, liberiste e libertarie e gli elettori che in esse si riconoscono.
La classe dirigente del Pdl deve essere consapevole di questo rischio e tentare di scongiurarlo.
erasmus invece ora come ora i liberisti ed i libertari hanno ampissimo spazio nel PDL….alla stessa stregua di Bondi, Cicchitto, Giovanardi, Gasparri, La Russa, Dell’Utri, Quagliariello, Stracquadanio….
be’ il mio commento era dato da un moto, come dire, di stizza, quando si vedono commenti dotati soltanto di una pars destruens, e mancanti di una pars construens.
Ne vedo fioccare di commenti come il suo, critiche a Libertiamo per la sua adesione a FLI;
la cosa che non vedo e’ la soluzione proposta da questi sedicenti liberali.
perche’ rimanere nel PDL, si sa, e’ tutto meno che da liberali, tant’e’ che anche Antonio Martino ci sta ripensando.
A differenza di altri, io do una soluzione a questa critica situazione della politica italiana; un partito che riunisca PLI, radicali, Libertiamo, repubblicani, liberal-democratici.
e se cio’ e’ impossibile da fare non critico l’adesione di Libertiamo a FLI, perche’ i finiani sono molto piu’ liberali del PDL.
Ora come ora non m va di stare ad elencare le cose in cui sono liberali, (e soprattutto nn m va di elencare le cose in cui Berlusconi e’ illiberale e illiberista, perderei una notte intera)
ma comunque condivido l’adesione a FLI, come male minore
@Marco Faraci, che scrive: “Nella società civile il “conflitto di genere” è molto meno sentito di quanto femministe ed attivisti per i diritti degli uomini pensino e di conseguenza la reazione del cittadino medio di fronte a posizioni “frontiste” (di entrambi i fronti) è in genere sfavorevole.”
A mio modo di vedere il conflitto di genere, nella società civile, è sentitissimo e vissutissimo dalle donne – anche nel contesto della vita quotidiana, per non parlare della sfera politico istituzionale – e pressoché ignorato dagli uomini che ne subiscono il quotidiano affronto, in termini di svilimento del proprio valore, senza rendersi conto dell’offesa subita in modo tanto sistematico e reiterato.
Il caso dei padri separati è solo la punta di un iceberg contro il quale l’uomo medio corre il rischio di cozzare nel corso della propria esistenza, ma ne esistono moltissimi altri che non starò ad elencare perché apparirebbe una posizione “frontista”, mentre sarebbe solo un’operazione di corretta informazione anti-ideologica.
Il conflitto è conflitto e non lo si supera con la stoica tolleranza all’estremo di una sola parte in gioco; quello si chiama masochismo.
Mi spiace per lei ma non frequento i siti di Libero, di Repubblica, de L’Unità, della Padania, né quello del Giornale. E da diversi anni ho smesso di frequentare anche quello del Corriere della Sera, se le interessa saperlo. Se poi invece il termine di paragone di questo sito è Feltri, beh allora buona competizione. E visto che sente la necessità di far paragoni, evidentemente per dare un senso alle sue rappresentazioni della realtà, le faccio notare che criticare un articolo di Libertiamo non significa essere automaticamente un sostenitore di Feltri, o di Travaglio. Questi sono schemi antichi, pre-caduta del muro, da cortina di ferro. So che può turbare avere a che fare con persone che abbiano idee non inquadrabili nei modelli preconfezionati e stantii che le stanche menti adottano per spiegarsi il circostante, però, davvero, credo sarebbe ora di fare qualche sforzo in più. Se poi invece non fosse più possibile criticare gli articoli di Libertiamo, o fosse introdotta una norma in base alla quale per commentare un articolo qui bisogna per par condicio criticare uno di Libero o del Giornale, aspetto comunicazioni dagli amministratori del sito per prenderne atto. Commento semplicemente il mio dispiacere qui invece per la constatazione che anche Libertiamo è diventata una piazza di ideologia e accecamento anti-berlusconiano. Altro che ideologia libera. L’ennesima dimostrazione è la sua risposta, che non entra minimamente nel merito delle mie osservazioni. Non ancora riesco a sentire chi mi risponda sull’utilizzo da parte di Fini della carica istituzionale di presidente della camera per far politica, e sui commenti dissacratori che egli fa sulle leggi che ha votato.
E questo mi dispiace, perché chi è ideologicamente libero, solitamente risponde nel merito. Ma tant’è. Per quanto riguarda il puritanesimo poi, fossi in lei non toccherei quel tasto, vista la comunanza di visioni di Fini con Casini&Rutelli. Da quelle parti purtroppo più che di puritanesimo si avverte una puzza di cattolicesimo e di dio. Complimenti.