Testamento biologico: contro proposta Pdl mobilitazione su Facebook

http://mobasoft.com/wordpress/wp-content/uploads/facebook_logo.jpgBenedetto Della Vedova ha aperto su Facebook il gruppo: “Voto Pdl ma dico no ad una legge contro la libertà”

La descrizione del gruppo

Il disegno di legge sul testamento biologico che il Popolo della Libertà ha presentato in Senato merita una severa bocciatura.

Se venisse approvato, non solo l’idratazione o l’alimentazione artificiale, ma qualsivoglia trattamento volto a “prorogare” la vita di un paziente diverrebbe obbligatorio, anche contro la volontà dell’interessato e a prescindere dallo stato di avanzamento della sua patologia, dall’irreversibilità della sua situazione clinica e dallo stato di sofferenza fisica e psicologica che egli si trovi a dovere sopportare. La proposta, infatti, introduce nell’ordinamento italiano le Direttive Anticipate di Trattamento, ma le priva di efficacia pratica, escludendo la possibilità di rifiutare trattamenti la cui sospensione possa – direttamente o indirettamente – “cagionare la morte del paziente”.

La volontà del paziente rimane un mero orientamento, espresso in forma non vincolante, e il potere di decisione sulle scelte di cura è interamente assegnato al medico, sulla base di principi, stabiliti per legge, che contrastano con il diritto alla libertà di cura. Alla fine – come in molti temevamo – si fa un grave passo indietro e si propone un testo non “per” ma “contro” il testamento biologico e “contro” il principio del consenso informato, per come oggi esso trova riscontro nella Costituzione e nelle norme dell’ordinamento giuridico.

Nel 2005 una maggioranza di centrodestra aveva approvato nella Commissione Sanità del Senato un testo molto equilibrato, che viene oggi contraddetto su tutti i punti più rilevanti dal testo appena depositato dal relatore del provvedimento, sen. Calabrò. In meno di tre anni si è passati da una posizione di prudente rispetto del principio della libertà terapeutica ad una di totale subordinazione dei pazienti (sia di quelli capaci, che di quelli in stato di incapacità) ad un etica di Stato stabilità dal legislatore. Medici e pazienti saranno meno liberi di scegliere e meno responsabili delle proprie scelte.

Con questa proposta il PDL si impegna in una crociata dissennata contro la libertà terapeutica, che aprirà un conflitto con una parte significativa – se non maggioritaria – del suo elettorato. Al dibattito interno al PDL, che non può essere confinato nelle sole aule parlamentari, devono contribuire i cittadini che, da elettori di centrodestra, chiedono al proprio partito una posizione di maggiore equilibrio.


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