Il ragionier Conti non ci inganna

http://mnemonico.files.wordpress.com/2008/01/carloconti.jpgDa Corriere.it del 2 gennaio 2009

Il nostro 2009 inizia con un perché, in un momento in cui avremmo bisogno assoluto di risposte certe e soluzioni sicure. Perché Conti, il ragionier Carlo Conti? Ormai è diventato il conduttore principale della principale rete televisiva italiana e non si capisce il perché. Persino l’ultimo dell’anno, in una fredda e dopolavoristica festa riminese, il ragionier Carlo Conti non ha smesso gli abiti impiegatizi e ha condotto «L’anno che verrà» come di solito si conduce un tram alla rimessa. (Raiuno, mercoledì, ore 21). C’erano i Pooh, c’era Cristiano Malgioglio, c’era Gloria Gaynor, c’era una marea di illustri sconosciuti, c’era, per fortuna, qualcosa di meglio da fare.

Ma a noi interessa solo la maschera dietro cui si cela il ragionier Carlo Conti, accreditato di una presunta scuola toscana che avrebbe dato i natali a campioni del calibro di Panariello, Pieraccioni, Ceccherini e altri. Perché il ragionier Carlo Conti conduce così tanti programmi, passando da «L’eredità» a «I migliori anni », a «Miss Italia»? Perché ha scalzato gente, mica cotiche, come Fabrizio Frizzi e Amadeus? Perché invece di fare il conduttore non si dedica ad altre occupazioni a lui più congeniali? Perché non passa la vita a inventare un dispositivo elettrico con campanello per avvertire quando il rubinetto è chiuso male? Alcuni pensatori sostengono che ci sono direttori di rete che si comportano come certi allenatori di calcio: non tollerano i talentuosi per non essere oscurati. Ma questa è solo un’illazione; una speculazione, in termini filosofici.

Noi che per natura non pensiamo, restiamo schiacciati dall’enigma Conti, il ragionier Carlo Conti. Si comporta come il maresciallo Cono Liscarello: si è dato la crema abbronzante, si è pettinato con cura i capelli che di solito porta dritti come stecchetti sulla testa, ma per il resto non inganna se non chi vuole essere ingannato.

Aldo Grasso


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