C’è la crisi, sempre più chiese in vendita

http://www.cdcnet.net/museo_duomo/Images/croce.jpgDa Corriere.it del 29 dicembre 2008

WASHINGTON – «Chiesa in vendita». «Chiesa all’asta». Cartelli come questo appaiono sempre più spesso sui sagrati americani. La crisi finanziaria ha messo nei guai anche numerose chiese: secondo il New York Times, centinaia di esse in tutta l’America hanno dichiarato bancarotta e chiuso i battenti. In genere, le chiese in vendita o alla asta appartengono a religioni minori, ma vi sono vistose eccezioni. Per i preti e per migliaia di fedeli, Natale e Capodanno non potevano essere peggiori.

OFFERTE DIMEZZATE – In America, le innumerevoli religioni protestanti – quella cattolica è molto più centralizzata – permettono spesso ai loro preti di acquistare edifici da convertire in chiese tramite grossi mutui bancari. Il fenomeno è diffuso soprattutto tra gli evangelici. Un loro prete, a esempio, nel 2004 acquistò con un mutuo di 5 milioni di dollari la vasta sede di un circolo di tennis in California, e la trasformò nella Chiesa di Seabreeze (Brezza marina) con relativa scuola. Il prete, Bevan Unrau, contava di ricevere dai numerosissimi fedeli 30 mila dollari alla settimana. Ma oggi, a causa della crisi finanziaria, ne riceve la metà, e non sa più che cosa fare.

VENDITE ALL’ASTA – Il caso più clamoroso è quello della Chiesa anglicana di Sant’Andrea a Easton nel Maryland, vicino a Washington, una ex chiesa cattolica. Il vescovo Joel Johnson la acquistò nel 2005, all’apice del boom immobiliare, con un prestito privato di 100 mila dollari e un mutuo di 850 mila della Banca Talbot, nella speranza che la locale ampia comunità episcopale, dilaniata da lotte interne, la frequentasse. Speranza mal riposta. Anziché aumentare, il numero dei fedeli è diminuito, e non potendo fare fronte alle spese, il vescovo è stato costretto a mettere la Chiesa all’asta. Chi la ha comprata? La Banca Talbot, ovviamente, per 700 mila dollari, un affarone. Qualcosa di analogo è successo alla Chiesa della verità a Des Moines nello Iowa: la banca che aveva concesso il mutuo se ne è riappropriata, e ora il suo pastore officia solo la domenica al Club dei boy scouts.

«L’ERRORE E’ STATO DELLE BANCHE» - Più fortunata è stata la Chiesa battista di Sant’Agnese a Houston nel Texas, lo stato del presidente Bush: la banca si è ripreso l’edificio, ma glielo affitta mensilmente. Secondo il Wall Street Journal, un altro giornale che si è interessato del problema, casi come questi si moltiplicheranno nel 2009: le offerte dei federi colti nella stretta creditizia, scrive, stanno calando in fretta. Dan Mikes, il vicepresidente della Banca del West, una sussidiaria della BNP Parbas francese, ha dichiarato al New York Times che spesso la colpa è stata delle banche: «Hanno concesso mutui troppo onerosi, puntando su una crescita economica senza fine del Paese».

Ennio Caretto


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