Pensioni: Della Vedova, contro proposta Brunetta si difende status status quo, ai danni di donne e giovani

Sulle pensioni, Renato Brunetta ha ragione da vendere e gli altri, a partire dai sindacati e da D’Alema, hanno semplicemente torto (e lo sanno). Da un lato c’è una proposta seria, spinta dalla Unione Europea, che permetterebbe alle donne di godere di pensioni più dignitose e consentirebbe di liberare risorse per il welfare, in particolare per i servizi all’infanzia e alla famiglia.

Dall’altro c’è la solita difesa dello status quo da parte di chi pensa che la frontiera del “sociale” sia la pensione d’anzianità a 58 anni, anche se questo significa non avere risorse per i disoccupati, in particolare per i giovani “precari”.

Certo, è facile (e demagogico) dire che le priorità sono altre e che i tempi non sono maturi, ma il fuoco di fila contro la proposta di Brunetta, anziché aprire un confronto serio su tempi e modi delle riforme, mostra solo una classe dirigente immobilista, che guarda al passato e non al futuro.


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