Il mouse ha 40 anni, ma il futuro è incerto

http://www.tecnomagazine.it/tech/wp-content/uploads/2007/11/mouse.jpgDa Corriere.it del 10 dicembre 2008

MILANO – Il primo, 40 anni fa, era in legno quadrato con due rotelline sotto e un bottone rosso sopra per essere attivato, non aveva per niente l’aspetto di un topo, ma venne chiamato «mouse» dal suo inventore. Era il 9 dicembre del 1968 quando un visionario dell’hi-tech, Douglas Engelbart dello Stanford Research Institute lo presentò a un gruppo di esperti di computer, per dimostrare che si poteva entrare dentro un documento e modificarlo dal suo interno muovendo un piccolo aggeggio sul tavolo di lavoro. Da quel momento il mouse è diventato un oggetto indispensabile per chi sta al computer, tanto che chi ne abusa sviluppa una particolare tendinite detta, appunto, «sindrome da mouse» (per la precisione è l’infiammazione del nervo ulnare, causata dalla continua pressione del dito e del braccio sullo strumento).

DILEMMA DEL NOME – Il primo prototipo, in realtà, venne già studiato nel 1962 dallo stesso Engelbart, ma la presentazione ufficiale, avvenne durante la Fall Joint Computer Conference di San Francisco. Un video di 90 minuti testimonia la solennità del battesimo, anche se Engelbart in persona (tuttora in vita) non sa spiegare l’origine del nome. La maggior parte delle persone pensano alla somiglianza dello strumento con il topo. Ma è più vera la teoria secondo cui con l’andare del tempo il design si è adeguato al nome. Mouse sembrerebbe, infatti, l’acronimo di «Manually Operated User Selection Equipment» (strumento di selezione manuale dell’utente) o di «Machine Operator’s Unique Spotting Equipment» (strumento unico di individuazione dell’operatore di computer).

LA SCOPERTA DI STEVE JOBS – Certo per il «topo» non è stato subito successo. Nel 1972, un dipendente della Xerox, Bill English, creò una versione avanzata dell’strumento, con una sfera in basso, per permettergli di andare in ogni direzione. Ma rimase ancora in ombra, finché Steve Jobs, il fondatore della Apple, un talent scout dell’informatica, lo notò a una dimostrazione della Xerox e lo adottò nel 1984, per il lancio di Lisa, il primo personal computer con un mouse monotasto. Lo seguirono a ruota i concorrenti Ibm e Microsoft.

NELL’ERA DEL TOUCH SCREEN – Ornato di una sferetta di scorrimento, poi incorporato nel personal computer, prima a sfera, poi supersensibile al tocco, il mouse sembra destinato a scomparire nell’era del touch screen. Con l’introduzione e l’enorme successo del multi-touch, in casa Apple, e della tecnologia Wiimote (un controller senza fili), in casa Nintendo, ci si chiede che fine farà l’amato «topo» e come andremo a puntare in futuro.


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