Obesi alla battaglia del biglietto. Unico

http://www.guidasicilia.it/foto/news/scienza/evoluzione_obesita_N.jpgDa Corriere.it del 1 dicembre 2008

MILANO—Il tono della hostess al check-in è perentorio: «La politica aziendale della nostra linea aerea prevede che un uomo della tua stazza debba prendere due biglietti». Hugo «Hurley» Reyes sgrana gli occhi: «Cosa? Non sono stato costretto a farlo sull’altro volo». E la signorina in giacca blu: «Devo forse costringerti a pesarti, caro?». Hurley ha fretta, paga il supplemento e si imbarca sul fatidico volo Oceanic 815, che poche ore dopo precipiterà su un’isola misteriosa. Scene da Lost, una delle serie tv più amate, ma anche di vita reale.
Vita da passeggeri oversize che una sentenza della Corte suprema canadese sta ora per mandare in pensione: i giudici di Ottawa hanno stabilito che i viaggiatori con tanti chili di troppo devono pagare un unico biglietto anche quando occupano due poltrone. E le associazioni italiane, di oversize e consumatori, rilanciano: «Le persone obese sono in continuo aumento, ma l’Italia resta fanalino di coda quanto a misure ad hoc. Subito nuove regole anche da noi. E non solo a diecimila metri di quota». Vale a dire: spazi adeguati non solo in aereo, ma anche in treno, traghetto e autobus (le poltrone-jumbo sono già una realtà per i bus di nuova generazione, da Roma a Milano). Proprio come in Canada. Lo scorso gennaio la Canadian Transportation Agency, l’agenzia di Ottawa che si occupa dei trasporti, aveva disposto che le persone obese, così come quelle disabili, potessero salire a bordo di ciascuno di questi mezzi pagando un solo biglietto.

Alcune compagnie aeree però, tra cui Air Canada e WestJet, hanno presentato ricorso. Alcuni giorni fa il verdetto della Corte suprema. Tra i primi a disobbedire alla formula adottata dalla maggior parte delle compagnie, «occupi due, paghi due», è stato lo sceneggiatore e regista francese Jean-Jacques Jauffret, 43 anni e 160 chili: ha fatto causa ad Air France per essere stato «umiliato» («mi hanno misurato la circonferenza al check-in») e «costretto» a pagare un doppio biglietto per un volo («quasi vuoto») Nuova Delhi-Parigi. I giudici gli hanno riconosciuto un risarcimento di ottomila euro e il rimborso del biglietto extra (500 euro). Crescono gli oversize, diminuiscono i centimetri tra bracciolo e bracciolo delle poltrone degli aerei, ma le regole delle compagnie non sono cambiate. È a loro che oggi delega ogni decisione l’Ente nazionale dell’aviazione civile. «Si pagano i posti che si occupano», dicono da Air France. Se poi l’aereo è vuoto si può anche chiudere un occhio, ma per non rischiare di rimanere a terra è sempre meglio prenotare la doppia poltrona. Policy che prevede il pagamento del doppio ticket anche per i passeggeri che non riescono a stare nei «47-48 centimetri» delle poltrone della British Airways, che ne fa «una questione di spazi e non di peso».

Stessa formula per la portoghese Tap: nessun supplemento per le persone che pesano più della norma, purché occupino una sola poltrona. Anche i passeggeri AirOne «pagano quello che occupano». Ma con uno «sconto»: «Un biglietto e mezzo al posto di due, meno le sovrattasse per il carburante». Plaude per il riconoscimento canadese del «diritto umano di uguaglianza » sopra quello «economico di riempimento degli aerei» Roberto Picozzi, psicologo e vicepresidente dell’Associazione italiana obesità: «Basta con la convinzione che "sono dei mangioni e se la sono cercata", basta doppi biglietti aerei e subito servizi adeguati in treno così come al cinema ».

Alessandra Mangiarotti


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