Vigilanza RAI tra Diritto e Politica

Per "convenzione" e non per consuetudine, nè tantomeno per legge, il Presidente della Commissione Vig. Rai viene ( veniva?) indicato dall’opposizione.
Questa volta per i noti motivi, la maggioranza non ha raccolto l’indicazione dell’opposizione sul nome di Leoluca Orlando e dopo un travaglio (lungo ed intollerabile) il senatore Villari è stato eletto Presidente con i voti della maggioranza e con 2 voti dell’opposizione.
Elezione legittima.
Ora ci sono due problemi: uno politico e l’altro giuridico/istituzionale.
Il problema politico permane, anche per la successiva convergenza di maggioranza ed opposizione su Sergio Zavoli e le mancate dimissioni di Villari, a cui hanno fatto seguito le pressioni violente e l’espulsione dal PD e gli inviti a farsi da parte del Pdl.
Il problema giuridico/istituzionale, invece non c’è più dal momento dell’elezione di Villari.
In effetti persiste anche un problema di affidabilità di Villari che deriva dalle sue dichiarazioni da Presidente (legittimamente eletto) dove il senatore ha annunciato le sue immediate dimissioni, qualore si fosse trovato l’accordo su un nome condiviso, accordo che puntualmente è stato chiuso sull’ottimo Sergio Zavoli, ma che non ha ottenuto le dimissioni (annunciate) di Villari che, in questo modo, si è rimangiato (per ora) la parola data.
Tutte le pressioni si possono fare a Villari, ma non tutti possono farle e tra chi non deve farle ci sono sicuramente il Presidente della Camera ed il Presidente del Senato che rappresentano le istituzioni ed hanno il dovere di vigilare, con imparzialità, sulla corretta applicazione dei regoalmenti e dei lavori parlamentari e non possono invitare un Presidente di Commissione, regolarmente eletto, a dimettersi, seppur in presenza di problemi politici.
Queste pressioni, inviti, auspici sono demandati ai segretari di partito non ad organi Costituzionali.


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