Caso Englaro, On. Della Vedova: “Si difende la vita biologica”

Intervista a Benedetto Della Vedova – di Fiorella Anzano, da LAB di venerdì 21 novembre

La decisione della Cassazione di autorizzare la sospensione dei trattamenti sanitari per Eluana Englaro sembrava aver posto un doloroso punto alla vicenda della giovane in coma vegetativo da 17 anni ed invece la battaglia legale continua. Il SocialistaLab ha chiesto un parere all’on. Benedetto Della Vedova, leader dei Riformatori Liberali, che insieme alla collega Margherita Boniver pochi giorni fa aveva presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge sulle ‘Disposizioni in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario’ per regolamentare giuridicamente la difficile materia.

On. Della Vedova, dopo la decisione della Cassazione, si è inserito il Consiglio Superiore della Sanità che, per voce del Presidente Franco Cuccurullo, ha parlato di ‘eutanasia’ per Eluana Non volendo entrare in polemica con il Consiglio Superiore della Sanità, non credo si possa parlare di eutanasia. Nel caso specifico si tratta di una persona che da 17 anni è in stato vegetativo e, a parere di autorevoli esperti, non avrà mai la possibilità di recuperare una vita dignitosa e di relazioni. Eluana andrebbe incontro alla sospensione dei trattamenti sanitari, non all’interruzione improvvisa dell’alimentazione, mi fermo a questa considerazione.   La decisione della Cassazione secondo lei è arrivata inaspettata o un simile provvedimento era probabile? La legge italiana di oggi prevede che nessuno possa essere sottoposto a trattamenti sanitari contro il proprio volere, solo se non è in grado di intendere e di volere possono intervenire terzi. Nel caso della decisione della Cassazione, che non ha fatto altro che rispettare quella che è la legislazione in materia, sono state stabilite condizioni molto restrittive per il padre che è stato deputato a prendere la decisione. In casi drammatici come questo anche la popolazione si interroga Su questo specifico episodio si è sollevato un polverone di polemiche e non capisco dove si voglia arrivare. Oggi i progressi scientifici possono consentire ad un essere umano il mantenimento della vita biologica anche per lunghi anni. In questo caso si sta difendendo il simulacro biologico, non il valore dell’ attività di una persona, è una concezione piuttosto materialistica della vita, dato ormai superato anche dalla sensibilità popolare.

Beppino Englaro ha voluto socraticamente rifarsi alla legge, ha scelto una via difficile, cercando di capire se effettivamente la legge gli consentiva di portare a compimento la sua scelta ed ha avuto parere favorevole, ormai però il caso ha sollevato troppo clamore. Spesso nel silenzio molti rispondono a scelte interiori, ci sono situazioni accolte in accordo tra parenti dei pazienti e medici. La Corte Europea per i diritti dell’uomo ha aperto un fascicolo in relazione al ricorso di 34 associazioni sul caso, questo rallenterà ancora di più la risoluzione della vicenda?

 
Strasburgo ha aperto solo un fascicolo, non credo ci siano gli estremi giuridici per bloccare la pratica.

Comments are closed.