La “Kappa Girl” cinese: da dipendente a star della Rete

http://static.blogo.it/downloadblog/youporn.pngDa Corriere.it del 19 novembre 2008

MILANO – Dodici minuti. È questa la misura del successo in Cina, oggi, per una (fino a ieri) sconosciuta giovane dipendente dell’italiana Kappa a Shanghai. Con il soprannome, guarda caso, di Kappa Girl (Kappa-nu in cinese), la ragazza ha fatto impazzire i navigatori del Celeste Impero. Pochi giorni e la sua immagine è diventata più popolare delle prestazioni di Paris Hilton. Ecco, avete capito il riferimento: galeotto fu il video porno. Girato in casa, linguaggio esplicito, sguardi ammiccanti e performance tutto sommato alla portata di tutti. Ma nella Repubblica popolare cinese il sesso fa notizia molto più che in Occidente. Così il filmato con protagonista Kappa Girl (al secolo Lu Jiani) è finito nel circuito di Internet ed è stato scaricato da milioni di internauti.

COME NASCE UNA STAR – Dalla sera alla mattina la ragazza si è trasformata in una celebrità. Tanto che lo stand dell’azienda di abbigliamento sportivo, nel Centro commerciale numero 1 lungo la Nanjing Road, la strada più elegante di Shanghai, è stato preso d’assalto da migliaia di curiosi: volevano vedere di persona Kappa Girl. Una ressa che non poteva non avere conseguenze. La Kappa (l’azienda) ha subito licenziato la giovane, perché «ha danneggiato l’immagine dell’azienda». Non solo. Anche la polizia ha aperto un’inchiesta, per capire come il «video hard sia finito su Internet». In Cina, ricordano le autorità, la pornografia è ancora e sempre un reato. Ma lei, la giovane «artista» non appare turbata. Ha aperto un suo blog corredato di fotografie che mostrano i vari aspetti del suo carattere: educanda stile «scuola elementare», porno soft stile «American Beauty» e maliarda stile «Paris Hilton». «Sono più carina di Furong Jiejie e Muzimei (altre stelle sexy di Internet che hanno avuto gli stessi guai in passato, ndr), perché non dovrei approfittare di queste mie qualità», scrive tra l’altro Kappa Girl sul suo sito.

IL PREZZO DELLA FAMA – Detto fatto: visto che pochi minuti di sesso orale hanno fatto di un’anonima ragazzina una celebrità, perché non quantificare la sua capacità di attrazione? Nel blog, la giovane elenca una serie di «eventi» per cui uno sponsor potrebbe corrisponderle un onorario di tutto rispetto. Un bar vuole fare il salto di qualità e diventare alla moda? Una sua apparizione vale 20 mila renminbi (2.300 euro, lo stipendio mensile di un grande manager); un’azienda di intimo vuole la sua immagine per i propri prodotti? Una serie di scatti vale 30 mila renminbi (5.800 euro); un giornalista ha in mente di contattarla? Un’intervista esclusiva vale 30 mila renminbi (3.400 euro). Perché scandalizzarsi? In fin dei conti la fama ha sempre un prezzo, anche in Cina.

Paolo Salom


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