Della Vedova: niente sconti al Cavaliere, va criticato come la Bonino

Intervista a Benedetto Della Vedova di Virginia Piccolillo, da Il Corriere della Sera di sabato 25 ottobre 2008

Ad Emma Bonino, che da ex ministro del Commercio Estero seguì la delegazione dell’ex premier Prodi in Cina, Benedetto Della Vedova rimproverò di aver taciuto sui diritti umani.
E a Berlusconi no?

“E’ vero, gli va contestato. Anche se l’occasione è diversa”.
Ciò sposta il problema?
“Non tanto. Berlusconi ha fatto dichiarazioni condivisibili ribadendo l’impegno suo e dell’Italia affinchè la Cina si avvii verso la democrazia compiuta”.
Basta?
“No. Non possiamo limitarci all’auspicio. Ma chiedere gesti concreti”.
Ad esempio?
“Il governo italiano, sulla scorta del voto del Parlamento Ue deve chiedere la liberazione di Hu Jia: neanche un dissidente arrestato.
Ma nelle relazioni commerciali le parole contano ancora?
“Io non sono per il boicottaggio ma per accompagnare le relazioni commerciali con una pressione reale. Ogni parola risparmiata sui diritti umani è un pessimo investimento economico”.
Le Olimpiadi non sono state una sconfitta su questo piano?
“Un pareggio. Pechino ha avuto la vetrina. Il mondo l’occasione per rimettere in primo piano i diritti civili”.
C’è chi suggerisce di aspettare e vedere.
“E’ un errore strategico. Noi dobbiamo dire: siamo amici della Cina, ma anche dei cinesi che si battono per le libertà civili e religiose (spero che Berlusconi non si comporti come Prodi e torni a ricevere il Dalai Lama). Lo stesso vale per Putin”.
La linea anti-Putin non dà scandalo nel Pdl?
“Al di là del caso Guzzanti, credo che non dobbiamo essere nemici di Putin. Ma più dubbiosi e vigilanti. Lui deve sapere che siamo amici della Georgia e del governo liberamente eletto, che non possiamo tradire in nome della Realpolitik perché la Russia ci dà il gas. Nel mondo multipolare i poli devono essere il più possibile rispettosi dei diritti delle persone”.


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