SCIENZA, BIOLOGIA, ETICA

http://www3.ti.ch/argomenti/foto/etica%20scienza.jpgDi Sara Acireale – Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Scienza e tecnica possono sovrapporsi agli atteggiamenti  e comportamenti culturali dell’uomo, magari mettendo in crisi lo stesso concetto di bene e male, moralità e immoralità o sollevare problemi etici in passato ignoti. L’inseminazione artificiale, le biotecnologie,  costituiscono motivo di riflessione e di dubbio, di interrogativi ed anche di paure. Mentre la medicina degli albori proponeva salassi per purificare il sangue, oggi si progettano iniezioni di geni quando la macchina umana non funziona come dovrebbe. Una bella rivoluzione davvero!

Siamo agli inizi del secolo XXI e molto è cambiato nel campo scientifico. L’umanità vive una stagione nuova nel campo del progresso scientifico. Con l’ingegneria genetica possiamo modificare la persona, con trapianti e protesi mossi da microcircuiti elettronici lavoriamo per una manipolazione decisiva del suo corpo. Si può addirittura lavorare sul cervello, dov’è depositata l’individualità psichica della persona. Si certo, si agisce sul cervello per ristabilire una normalità. Però e pur sempre qualcosa che cambia le carte in tavola. Biologia molecolare, microelettronica e chimica  servono oggi per l’uomo manipolato. Forse stiamo camminando su di una fune ma se qualcuno dovesse chiederci se ce la faremo, la co sa più ragionevole è rispondere che siamo stati capaci di arrivare fino al “futuro”. Dobbiamo fermarci? Tornare indietro è impossibile. Se la paura del nuovo avesse fermato i nostri antenati mentre mettevano il naso fuori della grotta, oggi saremmo ancora immersi nella notte profonda.

Bisogna pur dire che dopo la bomba atomica e arrivata la “bomba genetica”, più silenziosa, meno appariscente ma non meno carica di incognite e di pericoli. L’albero della conoscenza e quello della vita non crescono più in terreni separati, ma intrecciano radici tra di loro. La medicina moderna non si arresta davanti a nulla, abbatte uno dopo l’altro il nostro universo morale.

Dove passa il confine tra ciò che è bene e ciò che è male? Che cos’è la vita?  Quando comincia e quando finisce? L’embrione è già un essere umano? Qual è oggi il significato di paternità e maternità? Oggi si può procreare senza avere rapporti sessuali, nelle provette si incontrano i gameti. Si può partorire per procura, senza essere madri del nascituro. Tutto questo affascina e atterrisce. C’è chi invoca una legge moderna per i trapianti, chi si commuove per la fertilizzazione in vitro e chi invece ha sogni di scenari apocalittici, immaginando “supermercati della scienza” dove sarà possibile clonare individui.

Qual’è il limite che può essere raggiunto mediante le tecniche di combinazione del patrimonio genetico? Ancora a questo domanda non può essere data risposta. E’ una prospettiva che appartiene al futuro, ma (secondo il mio parere) ad un futuro abbastanza prossimo.

Si potranno un giorno produrre individui superdotati adibiti ai posti di comando e altri individui mediocri e passivi, in modo da avere disponibile “materiale umano” per il lavoro subordinato? Oggi la scienza provoca nuove paure e sconvolgenti problemi morali quando in nome della libertà di ricerca offre all’uomo manipolazioni profonde della vita, sino alle ipotesi estreme della creazione di individui superiori e inferiori. Il mondo scientifico è spesso al servizio di clienti potenti (governi e grandi magnati dell’ industria) che valutano la ricerca soltanto in termini economici, senza preoccupazioni per le sorti degli ecosistemi e della biosfera. E’ inevitabile che le nuove tecniche,accrescendo le possibilità positive, possono accrescere anche quelle negative.

 Penso che le stesse potenzialità dei laboratori possono essere indirizzate verso forme di sviluppo in armonia con le leggi della natura. La benzina senza piombo è frutto della ricerca, come pure i detersivi che non inquinano. Grazie a nuove tecnologie rifiuti solidi e liquidi si possono trasformare in energia. La speranza di una migliore qualità della vita non è più un sogno impossibile e romantico, però bisogna che gli scienziati evitino l’asservimento  del sapere a interessi distorti che minacciano la salute degli uomini e del pianeta.

Da una cultura fondamentalmente pessimista (a volte intrisa di catastrofismo) si deve passare a una cultura progettuale capace di premere sul mondo politico ed economico col disegno rivoluzionario di una umanità che va verso il futuro senza intossicarsi e avvelenarsi giorno per giorno.


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