Saviano: Della Vedova, Non finisca come Ayaan Hirsi Ali, suo auto-esilio sconfitta per il nostro paese

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, deputato Pdl e Presidente dei Riformatori Liberali

Sarebbe bene che, per l’Italia, la vicenda di Roberto Saviano non si concludesse come, in Olanda, finì quella di Ayaan Hirsi Ali, la scrittrice di origine somala, amica e collaboratrice di Theo Van Gogh, “costretta” all’auto-esilio, dopo il lungo isolamento politico e civile in cui l’aveva confinata un paese disposto a difenderne la vita, ma non il diritto a esprimere idee così radicali e scorrette contro il fanatismo islamista.

Saviano è oggi con Magdi Allam il più prezioso testimone della libertà di parola su cui l’Italia possa contare. Se sulla sua vita grava il peso esistenziale dell’isolamento e della paura, sulle istituzioni pubbliche grava la responsabilità morale di non dissipare il significato del suo impegno civile.
Il Governo sta reagendo in modo risoluto e efficace contro i vertici della “Gomorra casertana”. Ma rimane per tutti, non solo per il Governo, il problema della bonifica culturale e civile di quella vasta parte della realtà campana in cui il “governo di fatto” è esercitato con il terrore e la violenza dalla criminalità organizzata e in cui a Saviano è negata non solo la libertà, ma la dignità e la rispettabilità civile.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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